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| Notorious B.I.G. |
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| Lunedì 20 Luglio 2009 00:00 | |||
Titolo originale: NotoriousNazione: Stati Uniti Anno: 2009 Genere: Biografico, Drammatico, Musicale Durata: 122' Regia: George Tillman Jr. Sceneggiatura: Reggie Rock Bythewood, Cheo Hodari Coker Cast: Jamal Woolard, Angela Bassett, Derek Luke, Anthony Mackie, Antonique Smith, Naturi Naughton, Sean Ringgold, Jermaine Denny, Charles Malik Whitfield, Marc John Jefferies, Dennis L.A. White, Mohamed Dione, Julia Pace Mitchell, Menyone DeVeaux, Christopher Jordan Wallace, Ricky Smith, Amanda Christopher, Cyrus Farmer, David Costabile, Jasper Briggs Produzione: Bystorm Films, Voletta Wallace Films, Bad Boy Worldwide Entertainment Group, Fox Searchlight Pictures Distribuzione: 20th Century Fox Data di uscita: 17 Luglio 2009 Trama: Morto giovanissimo all'età di 24 anni, il rapper Christopher George Latore Wallace III, in arte Notorius B.I.G., è stato un importantissimo esponente della musica hip hop negli anni '90, pesantemente coinvolto nella faida tra esponenti della cultura musicale di genere della East Coast di New York avversi a quelli della West Coast di Los Angeles. Importanti figure musicali americane si sono intersecate nella sua breve vita, come Tupac Shakur, Lil' Kim, Faith Evans. Il film racconta con dovizia biografica la sua storia dalla scuola, lo spaccio di crack nelle strade, il successo discografico, fino al momento dell'assassinio avvenuto il 9 marzo 1997. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Non molti in Italia conosceranno il rapper afroamericano Notorius B.I.G. (detto anche Biggie Smalls per la sua taglia enorme), ma certamente avranno modo di sapere chi sono eventualmente Lil' Kim, Puff Daddy, Faith Evans, tutte persone che devono parecchio a lui. Utilizzando il sistema del racconto personale diretto post mortem con voce fuori campo, dove il protagonista racconta le cose che gli sono successe nella vita prima della dipartita (sistema divenuto famoso con il capolavoro Viale del tramonto), il film diretto da George Tillman Jr. (assente dalla regia dal 2000 quando diresse Men of Honor – L'onore degli uomini) racconta con dovizia di rispetto biografico le gesta di questo rapper gigantesco (lo interpreta Jamal Woolard, anch'egli rapper), partendo dai momenti della scuola (in quella fase lo interpreta il figlio reale di Notorius) fino al suo assassinio, avvenuto nel marzo 1997, all'età di 24 anni, nell'ambito dell'aspra contesa tra rapper della costa est e della costa ovest, che aveva già avuto una vittima in Tupac Shakur (Anthony Mackie, buon caratterista visto non molto tempo fa nello stupendo The Hurt Locker della Bigelow).Notorius ha avuto una vita tribolata sin da piccolo, con il padre che non è mai esistito per lui e la madre Voletta (una intensa Angela Bassett) costretta a fare due lavori per pagare la scuola. Ma al piccolo Wallace piacevano i soldi facili, e spacciava con profitto economico illegale crack nelle strade di New York, fino al suo arresto per porto illegale di armi. Uscito di prigione si dedicò al rap e all'hip hop, la sua voce magica lo proietta nell'olimpo entro breve, sostenuto dal produttore Sean Combs (l'attore Derek Luke di Miracolo a Sant'Anna). Dopo la prima compagna da cui ha una figlia («Se il mio seme è in te allora tu sei il mio mondo») Wallace non riesce ad essere fedele alle donne, porta al successo dal nulla la sua amante Lil' Kim (Naturi Naughton) per poi però sposare Faith Evans (Antonique Smith) pochi giorni dopo averla conosciuta. Ma se le donne sono un capitolo movimentato, ben peggiori sono i rapporti con i colleghi, soprattutto con Tupac (ucciso anche lui), ex-amico e dopo avversario. Quando i rapporti tra rapper dell'est e dell'ovest diventano ormai insostenibili, lui cerca una rappacificazione promuovendo a Los Angeles il suo secondo singolo dal titolo profetico «Life After Death», che però esce postumo, perché B.I.G. cade vittima di un agguato per le strade. Intenso, ben confezionato (coprodotto dalla madre del rapper) e con toni duri, questo biopic è anche davvero rigoroso: se consultate qualsiasi sito sul web che parla di lui vedrete che la pellicola è talmente precisa anche nelle cose secondarie da sfiorare il maniacale, sceneggiatori e regista hanno preso sul serio il loro dovere di omaggio alla figura di Notorius (un'atomica finita presto), e gli attori (grandissimo Jamal Woolard, i cui destini privati recenti sembrano intersecarsi con quelli del personaggio che interpreta: è appena scampato a una sparatoria) fanno di tutto per dare il meglio con delle espressioni ed atteggiammenti convincenti – da menzionare le donne che non esitano a farsi vedere in ampi nude look. La fotografia sporcata e sgranata ad arte riflette il cielo plumbeo di queste persone, la cui l'incapacità di gestire soldi e successo le portava paradossalmente alla rovina lasciando loro in mano un pugno di mosche: coppie sempre in bilico per la facilità di avere donne bellisisme, figli che non si vedevano mai perdendo ogni contatto familiare. Come dice Tupac, non testualmente, goditi l'ascesa perché quando arrivi in alto cominciano i casini. Se il film è particolarmente riuscito, una menzione di demerito totale va ai distributori italiani del film, che non hanno provveduto a sottotitolare le canzoni (numerose), delle intense armonie hip hop che parlano di storie, che spiegano contrasti e denunciano inquieti stati d'animo. Certo, chi conosce l'inglese non ne avrà danno, ma provate ad immaginare l'impatto per una persona non multilingue se i duelli di 8 Mile fossero stati privi dei subtitles: il film sarebbe stato monco nella comprensione, e la stessa cosa avviene per questa pellicola – le note muovono la trama, spingono il film e il biopic verso nuovi concetti, diversi orizzonti che ovviamente così facendo non si capiscono. Distribuzione estiva o meno, era giusto che tutti potessero comprendere al 100% il film, cosa che così facendo non avviene. Saltata questa fondamentale mancanza dell'edizione nostrana, rimangono comunque le intense immagini (alcune di repertorio) che ci parlano di un uomo a cui il successo ha fatto dimenticare ogni cardine di esistenza morale nell'ambito familiare, ma ci fanno conoscere un personaggio intenso che nella sua breve vita ha dato una lezione a chi gli è stato vicino di voglia di ribellione, coerenza creativa musicale (vedi le scene nello studio di registrazione). Per questo lo consigliamo a tutti senza nessun problema, anche a chi non è interessato all'argomento: è comunque la storia di un uomo con molti problemi, prima che il mero decantare ammirato di un personaggio. Dicono che per gli artisti la morte giovane consegna l'eternità; nel caso di Notorius sicuramente lo ha colpito mentre stava per diventare uomo. Nota: sui credits finali potrete avere il confronto fotografico dei personaggi reali con quelli degli attori che li impersonano – da qui vediamo come il casting sia stato un altro elemento di pregio di quest'ottimo biopic. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Notorious
Non molti in Italia conosceranno il rapper afroamericano Notorius B.I.G. (detto anche Biggie Smalls per la sua taglia enorme), ma certamente avranno modo di sapere chi sono eventualmente Lil' Kim, Puff Daddy, Faith Evans, tutte persone che devono parecchio a lui. Utilizzando il sistema del racconto personale diretto post mortem con voce fuori campo, dove il protagonista racconta le cose che gli sono successe nella vita prima della dipartita (sistema divenuto famoso con il capolavoro Viale del tramonto), il film diretto da George Tillman Jr. (assente dalla regia dal 2000 quando diresse Men of Honor – L'onore degli uomini) racconta con dovizia di rispetto biografico le gesta di questo rapper gigantesco (lo interpreta Jamal Woolard, anch'egli rapper), partendo dai momenti della scuola (in quella fase lo interpreta il figlio reale di Notorius) fino al suo assassinio, avvenuto nel marzo 1997, all'età di 24 anni, nell'ambito dell'aspra contesa tra rapper della costa est e della costa ovest, che aveva già avuto una vittima in Tupac Shakur (Anthony Mackie, buon caratterista visto non molto tempo fa nello stupendo 









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