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Smile Stampa E-mail
Domenica 30 Agosto 2009 00:00
Titolo originale: id.
smile-locandina
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Horror
Durata: 80'
Regia: Francesco Gasperoni
Sceneggiatura: Francesco Gasperoni
Cast: Armand Assante, Harriet McMasters Green, Robert Capelli Jr., Antonio Cupo, Giorgia Massetti, Manuela Zanier, Mourad Zaui, Rabie Kati, Tara Lisa Haggiag
Produzione: Moviemaker
Distribuzione: Istituto Luce
Data di uscita: 28 Agosto 2009
Trama: Sette amici (quattro donne e tre uomini) si recano in Marocco per cercare una vacanza con dei brividi ed emozioni particolari, perché vogliono trascorrere qualche giorno in un territorio considerato dalla popolazione locale maledetto. Prima di arrivare nelle zone scelte, a una delle ragazze viene rubata la macchina fotografica. Quando ne compra un'altra incominciano a succedere dei fatti inquietanti, come la sparizione misteriosa di una delle amiche. L'incubo è soltanto cominciato.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

smileEcco un altro film, dopo Visions, a realizzazione praticamente amatoriale (recitazioni di bassa lega e regia anonima con effetti speciali ridicoli) dal budget ultraridotto (capitali marocchini e italiani), che viene immesso nel circuito cinematografico senza che ce ne sia una logica apparente. Smile, titolo americano come l'altro, facile ed accativante, è diretto da Francesco Gasperoni, un cineasta esordiente che ha aperto una casa di produzione denominata Moviemaker, sottolineando il carattere decisamente amatoriale e di genuino volere degli intenti filmici.
La storia narra di sette giovani, variegati e dagli ormoni molto in movimento, che decidono di trascorrere qualche giorno in Marocco con l'intenzione di fare un campeggio in zone considerati dagli abitanti maledette, fotografando i posti per immortalarli per sempre. Una volta partiti devono acquistare una nuova macchina fotografica a seguito del furto della loro, trovando nei villaggi desolati solo un modello molto vecchio di instant camera del 1966. A seguito dell'acquisto, incominciano ad accadere cose sempre più inquietanti.
Povero, fiacco, semplice e senza nessun particolare volo di fantasia (il tema delle macchine fotografiche maledette non è certo una novità al cinema ma anche nei videogames, per gli orientali è particolarmente caro) questo nuovo tentativo italiano di trovare qualche spettatore che cerca uno slasherino passatempo è la solita bufalata, con qualche bella ragazza minacciata che però manco concede un nude look minimo (Harriet McMasters Green e Tara Lisa Haggiag per esempio, le due bionde) e dei colpi di scena telefonati e patetici (a proposito, si sottolinea da subito che nelle zone del Marocco i cellulari non prendono, cosa d'obbligo per ogni film a tema horror moderno).
Da notare la presenza del cacciatore del luogo, che sembra vestito come un buttero fiorentino, e il tempo marocchino con pioggie copiose (eh sì, con i lampi il terrore sale come la febbre) in zone che da desertiche passano in un secondo a delle macchie mediterranee (alcune scene le hanno girate nel Lazio). Neppure la spiegazione finale è decente: passato e presente si sovrappongono con la grande attesa della parola «fine» che ritarda per qualche scena finale sui credits. I cinefili più scafati troveranno Armand Assante presente nel cast, con un ruolo piccolo ma determinante per lo svolgimento della trama, di fatto per il poco che è presente qualche segnale di diversa recitazione rispetto al piattume restante appare.
Non abbiamo niente contro la proliferazione e gli highlights da effettuare sui lavori di nuovi registi: gioielli a budget minimo come quelli prodotti dalla Renaissance Pictures di Raimi, Tapert e Campbell agli esordi hanno segnato la storia dell'horror, ma il problema è che quando i capitali del paese ospitante sono stati dati a motivi paesaggistici (quelli ripresi neppure molto interessanti, invero) e le idee latitano completamente – non serve a nulla dare possibilità al cinema, ma sarebbe preferibile optare per un direct-to-video. Soprattutto quando un film viene dato come di interesse culturale generale e non si sa per quale motivo. Potete tranquillamente evitare l'ingresso in sala anche se siete di pochissime pretese: la povertà di questa pellicola è straordinaria, oltre ogni limite, e potreste pure con volontà al ribasso non essere sufficiente. Consoliamoci con il fatto che è in vista l'arrivo di Raimi di ritorno ai primi amori con atmosfere horror: conservate i vostri sudati risparmi per quello.

Giudizio: 1


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco:
1

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