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Lo spazio bianco Stampa E-mail
Domenica 18 Ottobre 2009 00:00
Titolo originale: id. Lo spazio bianco / Locandina
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 96'
Regia: Francesca Comencini
Sceneggiatura: Francesca Comencini, Federica Pontremoli
Cast: Margherita Buy, Gaetano Bruno, Giovanni Ludeno, Antonia Truppo, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo, Maria Paiato
Produzione: Fandango, Rai Cinema, Campania Film Commission
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: 16 Ottobre 2009
Trama: Napoli. Maria, una donna sola, è una professoressa di lettere che insegna agli anziani, tramite il corso delle 150 ore, nozioni che da giovani non hanno potuto studiare. Un giorno al cinema incontra Pietro, uno sconosciuto con un figlio piccolo, del quale si innamora e rimane incinta. L'uomo però non vuole il futuro nascituro, ha già grosse difficoltà a gestire la sua vita e scompare. La bambina, alla quale viene dato il nome di Irene, nasce però prematura e deve trascorrere in bilico tra la vita e la morte un lungo periodo nell'incubatrice prima di poter essere considerata salva. Per Maria incomincia un'attesa estenuante nella speranza che tutto vada bene, mentre deve anche abbandonare i suoi alunni che la stimano profondamente.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Lo spazio biancoFrancesca Comencini, dopo la Milano con tanti problemi di A casa nostra, trasferisce i suoi ritratti umani a Napoli, con ancora una volta, come in altri suoi film, una donna come protagonista. Margherita Buy è concentratissima nell'interpretare Maria, una professoressa di lettere per studenti anziani (corso delle 150 ore), tabagista all'ultimo stadio e con grandi complessi oltre che problemi economici. Nel suo condominio pieno di formiche risiede una donna magistrato con scorta (Maria Paiato), ma lei ha grandi problemi ad avere rapporti con tutti. Un giorno andando al cinema incontra un uomo, Pietro (Guido Caprino), con un figlio piccolo, del quale si invaghisce e con cui ha una relazione. Ma quando Maria scopre di essere gravida l'uomo scompare, ha troppi problemi e non ne vuole altri, e la donna capisce che dovrà accudire da sola la nascitura. I problemi però non finiscono mai: la piccola nasce prematura, per la povera donna tormentata dal destino comincia un calvario di attesa tremenda per sapere se sua figlia crescerà sana nell'incubatrice.
Questo nuovo film della Comencini è decisamente una pellicola che per essere masticata e codificata ha bisogno di essere letta nei suoi intenti: la grande voglia di vivere un nuovo insicuro futuro con la sua piccolina (ricordiamo le parole dette all'infermiere «Nessuno sa cosa può succedere») fanno di Maria una madre-coraggio, ma la cosa peggiore di tutto da affrontare è per lei lo spazio bianco dell'attesa, quei giorni interminabili in cui la vita della tua progenie è legata a dei tubicini e delle macchine con i quali tu non puoi interagire, non puoi aiutare chi ami.
Come spesso capita con registe donne dietro la macchina da presa, gli uomini del cast non fanno grandi figure (e il commento musicale è opera di autori all-women), Pietro scappa di fronte ai suoi impegni (scompare con una scena visionaria, dietro un gruppo di scout che percorre una piazza), il dottore che pare interessarsi a lei (l'attore Gaetano Bruno) poi si eclissa velocemente dalla scena; rimane solo il fratello Fabrizio (con sospetti di tendenze gay) a darle un po' di conforto, troppo poco per far superare l'impasse alla sorella, mentre al contrario è una donna in carriera (il magistrato) ad avere le cose e i consigli migliori da elargire (anche come sconfiggere la piaga delle formiche nel palazzo, o aiutare una donna incinta caduta a terra mentre la scorta li attornia).
Nel film è evidente l'ansia dell'impotenza della madre, che vede finalmente la possibilità di dare un senso alla sua vita nella maniera che non si aspettava ed ora deve attendere gli eventi, ma anche la progressiva decolorazione del calore dei sentimenti verso il bianco totale, perché in fondo nella nostra vita avremo ognuno un pezzo di essa, il presente e il futuro che diceva il volonteroso studente Gaetano (Salvatore Cantalupo) non scritti: di sicuro c'è solo il passato.
Per illustrarvi il film e ad aiutarvi a sceglierlo a seconda dei vostri gusti personali (al di là del fatto che è comunque valido), oltre a presentare una Buy alla sua migliore interpretazione, è molto lento nel progredire, i discorsi la fanno da padrona e l'esile trama è solo un pretesto per mostrare ogni volta la centralità del singolo che deve fare tutto da solo sperando anche nella buona sorte, per cui dovrete dedicargli una serata di molta attenzione e senza sbavature di torpore. Il risultato è un altro film italiano che non cerca facili temi ed argomenti, che vuol dire qualcosa di valido: quelle culle immerse nel bianco danno disagio e non certo gioia. Possiamo dire che in fondo questo spazio della Comencini è tutt'altro che bianco; peccato per un voto migliore di soddisfazione mancato, colpa di un finale insoddisfacente e troppo «unto» (capirete vedendo cosa si vuol dire), qualche ripetizione di troppo di una trama che gira sempre attorno a due cose, finendo con un contorno di attori che gira intorno alla Buy decisamente di poca consistenza (Cantalupo escluso). Film impegnato e molto metodico nello svolgersi, con protagonista una donna piena di problemi: a voi la scelta.

Giudizio: 2


Altri giudizi della redazione:

Emanuele Rauco: 2

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