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| Il quarto tipo |
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| Sabato 23 Gennaio 2010 21:15 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di PIETRO SIGNORELLI Bufala o realtà? Il quarto tipo (cioè il rapimento da parte degli alieni) è un curioso film-esperimento diretto da Olatunde Osunsanmi che vorrebbe cercare di spiegare dei fenomeni congiungendo tramite lo split screen (per i non avvezzi ai termini cinematografici: è la divisione contemporanea dello schermo in quadri in cui prosegue l'azione inquadrando cose diverse, tecnica vista recentemente con il serial 24 e l'Hulk di Ang Lee) immagini reali di repertorio con quelle ricostruite. In pratica la protagonista Milla Jovovich (forse stufa di fare Resident Evil uno più monotono dell'altro – ma era meglio fosse rimasta lì, visto lo scarso risultato di presenza) annuncia lei stessa di essere un'attrice che interpreterà la dottoressa Abigail Tyler, e ogni tanto lo schermo si dividerà presentando contemporaneamente sia la versione d'archivio originale (risalente all'ottobre 2000) sia la ricostruzione filmica.Dopo l'autopresentazione iniziamo a vedere, con inframezzate le registrazioni delle voci originali sottotitolate, come la vicenda si è sviluppata: prima la psicologa perde misteriosamente il marito, poi si mette ad indagare per dimostrare che effettivamente gli alieni c'entrano con tutti i misteri. Aiutata da due persone – lo studioso dei Sumeri Awolowa Odusami e l'amico Abel Campos (due pseudonimi rispetto ai nomi veri) – inizia a fare esperimenti con l'ipnosi che portano a risultati distruttivi per le persone che li subiscono. Mentre lo sceriffo August (Will Patton) la ritiene una mistificatrice, la donna inizia a perdere ogni logica d'agire fino a voler arrivare a qualcosa di estremo. A parte che – come detto – la ex-musa di Luc Besson, Milla Jovovich, è sempre bella ma davvero poco credibile nella parte, il film va giudicato per quello che porta a livello di ragionamento (una bufala inventata o verità?) e per la curiosa costruzione anomala; il resto è solo un thriller di basso cabotaggio con tre o quattro salti sulla sedia, il minimo sindacale in pratica. Onestamente noi propendiamo per il pensiero che sia una bufala, come anche crede lo sceriffo. Ci sono troppe cose che paiono artefatte e modificate ad arte per far sembrare reale la spiegazione della dottoressa: i pezzi di repertorio hanno la pellicola che si smagnetizza nei momenti clou e non ci fa vedere niente di determinante, le registrazioni audio omettono alcune parole chiave e ne evidenziano altre ad hoc, la storia dei Sumeri si regge a malapena in piedi e oltretutto – come confermato nei credits finali – i due amici e collaboratori realmente esistiti si sono voluti dissociare dalla pellicola in modo chiaro e netto. Sembra che la (vera) dottoressa Abigail Tyler che ci parla dal film (magra e scavata) sia una pazza fanatica ormai andata per la tangente e con il pensiero fisso di voler professare una religione e non una scoperta; che la seconda tragica sparizione di un suo caro potrebbe esser stata provocata da lei stessa e in fondo tutta questa storia dell'ipnosi potrebbe essere una sorta di manipolazione del cervello collettiva. Mentre il regista (che interviene anch'egli direttamente nel film) continua a dire che potete credere liberamente a quello che sentite dentro di voi e non a quello che vedete (come dire che la loro è la verità provata e chi non abbocca ha le fette di salame sugli occhi), il risultato è che di quarto tipo alieno c'è davvero poco presente e siamo molto più dalle parti dell'esorcista e delle possessioni. Mentre con Spielberg gli alieni erano nostri amici, con questo film il fatto di dire che non siamo soli è davvero inquietante; peccato che la cosa rimanga solo come messaggio, mentre i brividi sono pochi e alla fine molti spettatori rischieranno di rimanere delusi, soprattutto perché ci voleva attrice con molta più verve della Jovovich qui disponibile. Si apprezza il coraggio dello strano contenitore, più che del contenuto. Sui credits finali potrete assistere a brevi resoconti solo verbali di incontri alieni di vario tipo con annesse date. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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