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Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi)
Lunedì 22 Gennaio 2007 00:45
Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi) / LocandinaTitolo originale:      Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi)
Nazione:      Italia
Anno:      2006
Genere:      Commedia
Durata:      120'
Regia:      Giovanni Veronesi
Cast:      Carlo Verdone, Monica Bellucci, Riccardo Scamarcio, Antonio Albanese, Sergio Rubini, Fabio Volo, Barbora Bobulova, Claudio Bisio
Produzione:      Aurelio De Laurentiis & Luigi De Laurentiis
Distribuzione:      Filmauro
Data di uscita:      19 Gennaio 2007

Trama: Quattro episodi: in "Eros" un giovane paraplegico è sopraffatto da amour fou per la sua fisioterapista; "La maternità" è la tragicomica odissea di Franco e Manuela, una giovane coppia costretta a ricorrere alla fecondazione assistita per avere un figlio; "Il matrimonio" racconta di Fosco e Filippo, una coppia gay che decide di andare in Spagna per sposarsi; in "Amore estremo" il cinquantenne Ernesto, stanco della routine matrimoniale, viene travolto dalla passione per una donna molto più giovane di lui, Cecilia. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Manuale d'amore 2 (Capitoli successivi)Torna il film ad episodi a tema, cinematografia persa di un tempo, dove i personaggi non si incontrano e solo un flebile filo (qui rappresentato dal radiocronista Bisio) unisce le varie vicende. Come ovvio in questo tipo di operazioni c'è il meglio e il peggio nei vari comparti, dove gli antipodi della bruttura stanno nella story-line tra la Bellucci e Scamarcio e quelli del valido in quello di Verdone.
Il primo episodio è di una sciattezza incredibile, con approfondimenti psicologici degni di un compitino dell'asilo e che oltretutto ha il solo fine di unire due belli in una scena finale che la promozione pubblicitaria vuole far passare per leggendaria invece è del tutto anonima e senza nessun particolare pregio (cose viste e riviste in altre occasioni e per di più senza nude look). Tutto senza altro scopo che l'elogio della durezza e del fatto che manca poter accedere alle necessità di base per poter sentirsi uomini, con ingresso di prostitute in ospedale e sentimento di colpa e pena finale.
Il secondo parte dalla scena finale del primo e ci racconta di due coniugi in crisi perché non riescono ad avere figli. Qui la Bobulova esegue una bella prova recitativa di isterismi ed eccessi, ma il tutto risulta monotono in quanto dopo un po' il giochetto stanca, la soluzione finale con citazione di Da Vinci è ridicola, e il fatto che i protagonisti parlino allo spettatore una trovata di nessun arricchimento del flusso narrativo (quello che dicono è già stato capito e sottolinearlo non serve).
Nel terzo episodio assistiamo alla fiera dei luoghi comuni e delle frasi ad effetto, con Albanese e Rubini che fanno i gay come ai tempi di Tognazzi e Serrault, incuranti di nuove prospettive e valori con pacchiani personaggi di contorno, soli e unici veri amici e persone a cui affidarsi. Risibile e di nessun significato.
Nel quarto finalmente qualcosa si muove, un Verdone con una vita tranquilla e famiglia si innamora perdutamente di una bella ragazza spagnola (affascinante e che concede alla visione le sue grazie più della Bellucci). La vicenda si snoda semplicemente ma con garbo, ha una bella scena in vasca-piscina notturna con degli effluvi di ombre e luci, e ci sono dei momenti di piccolo raccoglimento spirituale a due che sono significativi. La gag del lavandino poi è stupenda e ben congegnata. Ma sopratutto c'è un messaggio finale preciso (condivisibile o meno) ben delineato ed esplicato, cosa che gli altri episodi ne sono privi.
Viene il sospetto che Veronesi non riuscendo a fare un film completo ne fa 4 diversi corti, peccato che la somma del quasi niente rimane sempre il poco.
Da evitare a cuor leggero in quanto non è abbastanza per divertire e come puro passatempo, non abbastanza per riflessione (i toni dolciamari ne vorrebbero fare un film con qualche significato e non solo la commediola di passaggio), forse abbastanza per chiedere tre-quarti come rimborso del costo del biglietto...

Giudizio:


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