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Non c'è più niente da fare
Martedì 12 Febbraio 2008 01:11
Non c'è più niente da fare / LocandinaTitolo originale:      Non c'è più niente da fare
Nazione:      Italia
Anno:      2008
Genere:      Commedia
Durata:      94'
Regia:      Emanuele Barresi
Cast:      Rocco Papaleo, Alba Rohrwacher, Paolo Ruffini, Cristina Cirilli, Stefano Filippi, Isabella Cecchi, Fabrizio Brandi, Valeria Valeri, Raffaele Pisu, Andrea Buscemi, Lucia Poli
Distribuzione:      Eagle Pictures
Data di uscita:      8 Febbraio 2008

Trama: Una sgangherata compagnia teatrale non professionista, chiamata profeticamente i Perseveranti, si barcamena tra mille difficoltà per gestire una commedia dentro un teatro in cui sono in affitto a 50€ al mese. Tutte persone di estrazione sociale diversa, vivono una vita monotona e grigia, la cui unica consolazione è la recitazione serale. Avvicinandosi la nuova rappresentazione il clima è euforico, ma il padrone del teatro dove recitano e fanno le prove decide di non concedergli più il locale per darlo a una molto più remunerativa banca. Disperati, i perseveranti si barricano nel teatro decisi a portare a termine il loro lavoro.Ma ...

Recensione di PIETRO SIGNORE
LLI

Non c'è più niente da fareEmanuele Barresi (alla prima sceneggiatura e regia dopo un passato di attore) dirige questo film teatral/camerale con un intento ben preciso : dare un piccolo segnale di speranza ed avvertimento perchè non vengano dimenticate le piccole compagnie teatrali amatoriali che con mille difficoltà sopravvivono più per il grande impegno di persone comuni dopolavoranti che per l'interesse di enti o associazioni comunali. Un tentativo davvero encomiabile nelle intenzioni (come sottolineano le note alla fine della pellicola) ma davvero film poco riuscito, se non nullo a conti fatti.
Questa vicenda di persone che vivono grigie e infelici della loro vita ha il fiato corto, si dipana in maniera poco interessante e non ha davvero una sua dimensione di esistenza valida. Partendo da un inizio con i titoli in stile Woody Allen, con i titoli in bianco su nero, che adeguano all'idea di un lavoro teatrale, si prosegue filmando esterni usando la tecnica, sempre alleniana, di far entrare le persone in un locale dove poi non li segue la camera ad accompagnarli, non facendoci capire cosa succede. Lavoro straniante che serve per un thriller piuttosto che una simile commedia nella commedia (con tanti riferimenti a Rumori fuori scena, che nella sua versione al cinema poteva contare su Michael Caine e Christoper Reeves). Il gruppo di persone, eterogeneo con tanti problemi, muove i suoi passi in maniera solo figurativamente schizzata e senza veri ritratti di tormento o sofferenza di essere in una tale situazione, come l'impiegata della Coop (Alba Rohrwacher, al cinema questa settimana anche con Moretti in Caos calmo) che disperatamente non trova l'amore, il direttore di scena che lavora al mercato del pesce e si incatena per impedire che gli addetti lavorino a trasformare il teatro in banca, i due vecchietti arzilli (Raffaelle Pisu e Valeria Valeri, quest'ultima simaptica nella sua arzilla sapienza e passione) che passano le giornate in attesa solo delle prove serali, ormai unica consolazione di una vita al termine e di una terza età grigia, l'avvocato (Rocco Papaleo, appena visto nell'ultimo Pieraccioni) che passa di letto in letto per non pensare a un matrimonio fallito, il manovratore delle luci Ivan (Paolo Ruffini, visto in vari cinepanettoni) che alla fine è quello più tranquillo e sereno. E tutti ad intermittenza intonano la canzone di Bobby Solo "Non c'è più niente da fare" per ribadire la propria disperazione. Il ritratto di un gruppo di dopolavoristi che Barresi vorrebbe indicare come esempio di sacrificio per il teatro povero e tanto appassionato dell'italica penisola (la vicenda si svolge a Livorno), che però si muove inconsistente davanti ai nostri occhi, e difatti la vicenda è soporifera come poche fino alla rappresentazione povera della Cavalleria Rusticana, avvenuta nonostante e comunque rispetto agli ostacoli. Il momento in cui i personaggi parlano e battibeccano dietro le quinte (ricordando appunto Rumori fuori scena) ha una sua simpatia di fondo, ci si intenerisce di fronte a quei visi che non afferranno quel poco di felicità che hanno bisogno per sistemare le loro vite qualunque, ma è davvero poco per giustificare i soldi spesi e capire le buone intenzioni di fondo.
Certo, è noncinema di base ma teatro ripreso dalla camera, amatoriale di valore, che vuole sfruttare un mezzo popolare di massa per coltivare una idea e un amore di genere.
Barresi manda a picco il suo lavoro perdendosi dietro a una serie di vicende sparse e singole dei personaggi per tirare le fila in fondo riuniendo il gruppo, ma avrebbe fatto meglio a concentrarsi a dare magari meno sottotrame e qualcosa di più interessante, valido e performante da seguire.
Il cinema italiano di serie B, per mezzi e capacità, cerca una volta tanto di impegnarsi per dare un messaggio e un segno di amore per l'arte senza secondi fini, purtroppo in maniera davvero inconcludente e incapace (gli unici segni d'arte vera sono le magliette di Ivan e i manifestini delle varie opere appese).
Non serve a nulla però dare messaggi che sono volantini dilatandoli a pellicola, frammistando inutili noiose vicende in attesa della rappresentazione, in definitiva annoiando senza nessuna speranza il pubblico in sala.
Della serie, non c'è niente da fare, l'impegno senza idee non basta.

Giudizio: 1

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