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The Corporation Stampa E-mail
Domenica 29 Gennaio 2006 19:27
The Corporation / LocandinaTitolo originale:      The Corporation
Nazione:      Canada
Anno:      2003
Genere:      Documentario
Durata:      145'
Regia:      Jennifer Abbott, Mark Achbar
Produzione:      Mark Achbar, Bart Simpson
Distribuzione:      Fandango
Data di uscita:      22 Ottobre 2004

Trama: Circa 150 anni fa le 'corporation', cioè le società per azioni, erano un'entità abbastanza insignificante. Oggi sono diventate una presenza forte e prepotente nelle nostre esistenze, come lo sono stati la Chiesa, la Monarchia e il partito comunista, in alcuni luoghi, in alcune contingenze storiche. Però la storia ha avuto ragione su quelle istituzioni dominanti, ha tolto loro il potere, le ha umiliate e le ha riassorbite nel suo ordine universale. Ora tocca alla 'corporation' affrontare la sfida. Il documentario, nato dalla cooperazione di Mark Achbar e di Jennifer Abbott, indaga sulle ripercussioni a lungo termine del fenomeno, ponendo domande sulla storia di questa istituzione, sui possibili impatti con il mondo, sulle possibilità future e fa scendere in campo, con delle interviste, anche Noam Chomsky, Michael Moore e Howard Zinn. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

The CorporationOrdinato ed intrigante nel suo svolgimento, The Corporation si differenzia nettamente dal documentario d'inchiesta in stile Moore (il regista/autore è comunque uno degli intervistati), del quale vengono abbandonati i toni paradossali a favore di una esposizione incentrata su testimonianze e documenti di natura composita. Il progetto è tutto canadese e la nazionalità appare riflessa, specie mentre ci si addentra negli sviluppi, nel come il documentario si atteggia: in esso convivono le due anime di un Paese segnato dal contrasto fra i suoi vicini statunitensi, che certamente vi si riflettono in parte, e la propria natura allo stesso tempo profondamente diversa.
I giganti oggetto di studio vengono smontati partendo dalle "mele marce" che hanno sconvolto con scandali i mercati negli ultimi anni per risalire alle origini storiche della loro nascita attraverso una gran bella idea: sfruttare la loro evoluzione legale negli USA, il loro atteggiarsi come vere persone (il concetto di persona giuridica allargato grazie all'uso/abuso del quattordicesimo emendamento, originariamente istituito per impedire la discriminazione contro gli afro-americani), per ricostruirne il profilo psicologico, esattamente come nelle vere persone, analizzando alcuni esempi indicativi.
Il risultato è che la corporation avrebbe lo schema mentale di uno psicopatico incapace di impegnarsi, rispettare le leggi, interessarsi degli altri, dir la verità, provar colpa e quant'altro (verrebbe da dire: esattamente come la maggioranza delle persone fisiche...). Nel tratteggiare i caratteri di questi "individui" sono coinvolti sia attivisti che insider, attuali amministratori delegati, presidenti e broker.
Le concessioni a qualche faciloneria son tutto sommato contenute e mentre gli altri temi (dalla questione ambientale, allo sfruttamento minorile, ai salari nel mondo in via di sviluppo, ai diritti di sfruttamento industriale, alle privatizzazioni, al ruolo della comunicazione, etc.) vengono illustrati – con l'appoggio onnipresente di interviste su sfondo nero e contributi filmati che riprendono anche vecchi spot ed indagini di mercato, così come articoli di giornale – assistiamo ad alcuni pezzi di più forte impatto: i giornalisti dell'emittente Fox in Florida e la loro inchiesta "proibita" sulla Monsanto; la IBM e le sue forniture al Terzo Reich; il costante rapporto che sembra legare ed accomunare questo sistema di potere a quelli dittatoriali.
In tutta questa utile analisi prevale, su alcune posizioni più estreme pur riportate, una necessità di comprender con disincanto i meccanismi che regolano la nostra società dominata dalle multinazionali e la speranza di poterne indirizzare gli sviluppi in maniera più bilanciata e davvero "umana" di quanto la storia non abbia finora dimostrato. Speranza che richiede consapevolezza ed impegno, da parte dei singoli così come degli Stati e delle stesse aziende. Un documentario non disfattista che raccoglie bene le idee e risulta utile e gradevole allo stesso tempo nonostante la durata proibitiva di quasi due ore e mezza. Assieme ad Outfoxed, il più fresco esempio di un genere che si sta facendo sempre più furbo e redditizio.

Giudizio: 3
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