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| Lunedì 16 Maggio 2005 16:44 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE È un mondo per duri: contro i terroristi mediorentali con la barba ed i leader comunisti che sviluppano armi di distruzione di massa, ecco ergersi i paladini del mondo libero. Dalla loro base dentro il monte Rushmore, quelli del Team America sviluppano elaborate azioni in giro per il globo, combinandone purtroppo delle grosse: il film si apre con una Parigi la cui Tour Eiffel viene distrutta proprio da loro. La mira va decisamente aggiustata, perché sembra proprio che anziché aiutare facciano inconsciamente di tutto per peggiorare le cose.Marionette con un'espressività ed un gergo mai visti e sentiti si aggiungono alle tante riflessioni sul presente, tribolato panorama internazionale: forse, leggendo fra gli eccessi di chi ha inventato South Park, potremo saperne anche di più e, soprattutto, ci saremo divertiti. Quando un membro del team muore (ucciso ovviamente da un terrorista nella Parigi da cui partiamo), il gruppo ha bisogno di nuove forze: cosa te ne fai di un agente addestrato quando puoi contare su un attore? Da un musical teatrale (parodia misto fra Rent e, dato il tema «sieropositivo», Angels in America), reclutato con quello che sembra un adescamento con tanto di limousine dal capo della squadra, arriva dunque il bel Gary a portare la propria abilità alla causa contro i cattivoni e, inevitabilmente, anche a turbare gli equilibri interni fra gli altri quattro componenti. Principalmente perché, da gran figo qual è, le due donnine gli sbavano dietro – e una sarà il suo amore: questo è senz'altro il primo film con marionette che fanno sul serio sesso hard in tutte le salse, finanche escrementizio. Missione al Cairo per saperne di più su un nuovo attentato, disastrosa come sempre: Hollywood si scatena contro quelli che ritiene i veri responsabili del male del mondo, ossia i paladini del bene. La F.A.G. (esplicito acronimo), ossia la Film Action Guild presieduta da Alec Baldwin, ha fra i suoi membri il solito Sean Penn (che, ben poco disposto allo scherzo, ha gentilmente mandato a quel paese gli irriverenti Trey Parker e Matt Stone), Susan Sarandon e il maritino Tim Robbins, una scatenata Helen Hunt, Samuel L. Jackson, Ethan Hawke, George Clooney, Martin Sheen e Matt Damon; a lato c'è l'aizzatore delle folle Michael Moore, con megafono incorporato, che si fa lui stesso kamikaze. Tutti convergono sulla Corea del Nord, al capezzale del dittatore Kim Jong Il, per difendere la pace in una grande conferenza internazionale (una sorta di mini-ONU con tutti i leader mondiali schierati): peccato non si accorgano, occupati come sono con gli slogan, che il simpatico ometto (solo e depresso, come lui stesso ci confessa cantando col suo strambo accento) stia sviluppando le famose armi di distruzione di massa, facendo sbranare l'intontito Hans Blix dagli squali. Ce n'è per tutti: dai patrioti accecati dall'odio, agli attivisti del cinema impegnato. Geniale e gustosissimo, con due canzoncine che sono una goduria (per una volta regge anche l'adattamento italiano, con buone soluzioni anche nei dialoghi) ed altre ancora, che potrete gustarvi con i sottotitoli, a fare da intermezzo. La miglior satira di questi tempi bui. Giudizio: ![]()
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È un mondo per duri: contro i terroristi mediorentali con la barba ed i leader comunisti che sviluppano armi di distruzione di massa, ecco ergersi i paladini del mondo libero. Dalla loro base dentro il monte Rushmore, quelli del Team America sviluppano elaborate azioni in giro per il globo, combinandone purtroppo delle grosse: il film si apre con una Parigi la cui Tour Eiffel viene distrutta proprio da loro. La mira va decisamente aggiustata, perché sembra proprio che anziché aiutare facciano inconsciamente di tutto per peggiorare le cose.









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