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Transamerica Stampa E-mail
Giovedì 23 Febbraio 2006 15:49
Transamerica / LocandinaTitolo originale:      Transamerica
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2005
Genere:      Avventura, Commedia, Drammatico
Durata:      103'
Regia:      Duncan Tucker
Cast:      Felicity Huffman, Kevin Zegers, Fionnula Flanagan, Graham Greene, Burt Young, Elizabeth Peña
Produzione:      Belladonna Productions
Distribuzione:      DNC
Data di uscita:      10 Febbraio 2006

Trama: Bree è un transessuale che vive nella periferia di Los Angeles. Fa due lavori e cerca di risparmiare per pagarsi l'ultimo intervento, quello che lo renderà definitivamente donna. Un giorno riceve una telefonata da New York. All'altro capo del filo c'è un giovane delinquente, Toby, alla ricerca del padre mai conosciuto. Bree si rende immediatamente conto di essere la persona cercata dal ragazzo, nato da un rapporto occasionale che lui ha avuto tanti anni prima, quando era un uomo. Ciò nonostante, non vuole prendersi la responsabilità di un figlio. Ne parla con la sua terapeuta, ma questa le impone di cercare il ragazzo altrimenti non le concederà l'autorizzazione all'intervento. Deve guardare in faccia il suo passato prima di affrontare l'operazione decisiva. Così Bree spende i suoi risparmi per prendere il primo aereo per New York e va a tirare fuori di galera suo figlio. Il ragazzo pensa che la strana donna che si trova davanti sia una missionaria cristiana impegnata nel recupero di quanti si sono allontanati dalla via di Gesù. Bree non fa nulla per chiarire l'equivoco, ma si spaventa del fatto che il ragazzo abbia la ferma intenzione di ritrovare il padre. Inizia così il loro viaggio lungo l'America alla volta di los Angeles, alla ricerca di loro stessi e del loro rapporto... (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

 TransamericaCosa fai quando per strane vie vieni a sapere che potresti avere un figlio da qualche parte? Semplice: vai a cercarlo. È un problema esistenziale non da poco per gli uomini di mezza età di Jarmush (Broken Flowers) e Wenders (Non bussare alla mia porta), figuriamoci poi per un uomo che sta per sottoporsi ad un'operazione per cambiar sesso... Un bel casino derivante da un'unica relazione etero («Una ragazza al college, ma è stata una storia così tragicamente lesbica che non pensavo contasse...»): Bree (Felicity Huffman: strano che la Lynette di Desperate Housewives qui scelga come nome da donna proprio Bree...) lo lascerebbe al proprio destino, in un carcere minorile a New York, ma non le lasciano fare l'operazione se prima non sistema questa parte della sua vita. 
Presentatasi come una devota appartenente alla Chiesa del Padre Potenziale (l'aspetto tradizionalista l'aiuta a render la bugia passabile), fa uscire Toby (Kevin Zegers, L'alba dei morti viventi) con una cauzione di un dollaro e, verificato che purtroppo il padre è proprio lei, intraprende con lui un viaggio con un'auto di fortuna fino alla California, dove abita, senza naturalmente dirgli nulla.
Nel maggio 2004, pochi mesi prima di iniziare le riprese della serie che l'ha resa nota al grandissimo pubblico che solo la tv può avere, tant'è che oggi è famosa forse anche più del marito (l'attore William H. Macy, che produce), Felicity Huffman decideva di lanciarsi in una sfida che l'ha già portata a conquistarsi un Golden Globe e ad essere fra le nominate all'Oscar quest'anno: immedesimarsi in un transessuale. Risultato certamente apprezzabile, al quale è giunta lavorando in tempi strettissimi su voce e gestualità, aiutata da un trucco (Jason Hayes) che le ha impallidito il volto e ne ha accentuato l'ossatura.
Il motivo principale per il quale vedere questo film è proprio la sua interpretazione. Transamerica è per il resto un road movie indipendente dalla tappe obbligate e spesso poco riuscite: la convivenza, le tavole calde, le fermate, gli incontri, le disavventure, la scoperta. L'umorismo sul quale viene giocata la situazione passa per strade un po' ingenue: Toby avrebbe ad esempio tutto il tempo per chiedersi chi è questa donna, specie quando scopre che è un uomo (lei si fa beccare a far pipì in modo poco signorile, ed abbastanza stupido), prima di arrivare a scoprirlo in una scena di quasi-incesto inopportuna e mal riuscita; allo stesso modo, il contorno dei secondari, segnatamente la famiglia di Bree (la mamma squilibrata Fionnula Flanagan continua a chiamarla Stanley), è molto vicino al caricaturale e non porta ulteriore linfa ai due personaggi già segnati dalle loro stranezze (Toby si prostituisce, vuol diventare un attore di porno gay – e tingersi i capelli di biondo, cosa che purtroppo avverrà nello scricchiolante finale – e poi salta fuori anche il patrigno che lo violentava, con uno sbagliato schematismo).

Giudizio:
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