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| North Country - Storia di Josey |
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| Sabato 11 Marzo 2006 14:17 | |||
Titolo originale: North CountryNazione: Stati Uniti Anno: 2005 Genere: Drammatico Durata: 126' Regia: Niki Caro Cast: Charlize Theron, Elle Peterson, Thomas Curtis, Frances McDormand, Sean Bean, Woody Harrelson, Jeremy Renner, Richard Jenkins, Sissy Spacek, James Cada, Rusty Schwimmer, Linda Emond, Michelle Monaghan, Brad William Henke, Jillian Armenante Produzione: Nana Greenwald, Jeff Skoll, Nick Wechsler Distribuzione: Warner Bros Data di uscita: 10 Febbraio 2006 Trama: Il matrimonio di Josey Aimes è naufragato e per sopravvivere lei è costretta a tornare insieme ai due figli nella sua cittadina natale nel nord del Minnesota. Josey riesce a trovare lavoro presso le locali miniere di ferro, che costituiscono la principale fonte di sostentamento per gli abitanti della zona. Purtroppo, però, i compagni di lavoro non accolgono con simpatia le donne perché le ritengono inadatte ad eseguire mansioni prevalentemente maschili. Per questo non esitano ad importunarle e a mortificarle sia moralmente che fisicamente. Josey decide di non sottostare alle angherie e si ribella portando allo scoperto gli abusi subiti dalle donne nelle miniere, ma la comunità, donne comprese, invece di sostenerla le si rivolta contro cercando di screditarla. Josey porta avanti la sua battaglia sola contro tutti, facendo anche i conti con avvenimenti del suo passato che non avrebbe mai voluto far conoscere ai suoi figli. (Yahoo) Recensione di ALBERTO DI FELICE Guardare North Country fa quasi vergognare, tanto la comunità
mineraria dipinta nel film sembra purtroppo dietro l'angolo. È di per
sé sconvolgente sapere che il caso dal quale prende spunto, la prima
causa collettiva per molestie sessuali partita da Lois Jenson, è
arrivato alla fine del suo corso solo nel 1991 e che quindi la legge
americana sulle molestie abbia potuto avere una spinta importante solo
in tempi recenti. Il film della neozelandese Niki Caro (La ragazza delle balene,
alla sua prima regia USA) è disturbante appunto perché sappiamo
benissimo che è inutile ripetersi che è tutto troppo assurdo per esser
stato davvero così, o rassicurarsi che qui da noi non ci sono cittadine
di bifolchi come nel Minnesota, che da noi la barbarie è
sostanzialmente finita. Be', mettiamoci l'anima in pace: North Country
non è solo tratto da una storia vera, ma mette di fronte ad una
mentalità maschilistica assai diffusa ad ogni latitudine e longitudine. E anche noi in Italia non scherziamo.
Le voci corrono e poco importa che Josey non abbia in realtà nulla di cui vergognarsi; men che meno dei suoi due figli, il primo dei quali è nato da uno stupro, del quale nessuno sa niente, compiuto da un suo professore quando era ancora ragazzina. Tutto quel che vuole è andare avanti e far più soldi che col suo lavoro da parrucchiera, per potersi pagare una casa e campare dignitosamente: quando incontra una sua vecchia amica da tempo nel sindacato (Frances McDormand), ottiene un posto in miniera, come altre donne che hanno avuto il via libera dalla Corte Suprema. Perché se fosse per l'azienda e i suoi dipendenti maschi loro non sarebbero lì a fare quel lavoro da uomini, come il superiore che le accoglie non manca di ricordare. Il film racconta per flashback proprio partendo dal processo intentato dalla protagonista, e riesce a farci odiare ogni singolo uomo di quel posto. Il linguaggio e le molestie accompagnano la se possibile più preoccupante rassegnazione, la connivenza della parte femminile: le stesse colleghe ostacolano le iniziative di Josey, nonostante debbano sottostare al medesimo trattamento (o quasi: non tutte sono belle come lei...). I meccanismi che creano questo collante nella piccola realtà chiusa minacciata sono descritti in modo efficacissimo e, come dicevamo, è preoccupante avvertire come questa situazione non sia affatto immaginaria o esaltata oltre misura: sono cose che molti di noi possono aver sentito da qualche parte, ma entrarci dentro fa tutto un altro effetto. Da questo punto di vista, North Country è un dramma di denuncia con un perché forte, architettato in modo irreprensibile per buonissima parte e che ha successo nell'indignare senza calcare la mano. È dunque da apprezzare Charlize Theron, perché è forse più difficile trovare la giusta misura da bella un po' sporca che da imbruttita con trucco. Stona molto e penalizza il finale che cambia velocemente le carte in tavola: il padre si ravvede all'improvviso, qualche dialogo comincia ad esser troppo sottolineato (inutile, ad esempio, quello fra madre e figlio che segue il semplice e bel momento fra questi e il personaggio di Sean Bean), il duro ex-ragazzo (Jeremy Renner, Dahmer) crolla subito e, soprattutto, l'interrogatorio dell'avvocato Woody Harrelson in cui ciò accade (più una requisitoria enfatica, in effetti) porta per magia metà dei colleghi e delle colleghe di Josey presenti in aula ad unirsi alla sua battaglia. Giudizio: ![]()
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Titolo originale: North Country
Guardare North Country fa quasi vergognare, tanto la comunità
mineraria dipinta nel film sembra purtroppo dietro l'angolo. È di per
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arrivato alla fine del suo corso solo nel 1991 e che quindi la legge
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in tempi recenti. Il film della neozelandese Niki Caro (La ragazza delle balene,
alla sua prima regia USA) è disturbante appunto perché sappiamo
benissimo che è inutile ripetersi che è tutto troppo assurdo per esser
stato davvero così, o rassicurarsi che qui da noi non ci sono cittadine
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sostanzialmente finita. Be', mettiamoci l'anima in pace: North Country
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