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Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro Stampa E-mail
Lunedì 13 Marzo 2006 11:45
Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaro / LocandinaTitolo originale:      Wallace & Gromit: The Curse of the Were-Rabbit
Nazione:      Regno Unito
Anno:      2005
Genere:      Animazione
Durata:      85'
Regia:      Steve Box, Nick Park
Cast (voci originali):  Peter Sallis, Ralph Fiennes, Helena Bonham Carter, Peter Kay, John Thomson
Produzione:      Claire Jennings, Peter Lord, Nick Park, Carla Shelley, David Sproxton
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      3 Marzo 2006

Trama: Wallace ed il suo compagno cane gestiscono l'Anti-Pesto, una ditta specializzata nella rimozione amichevole di animali. Quando un terribile coniglio gigante minaccia l'annuale fiera, la cittadina li chiama a difesa dei suoi preziosi vegetali minacciati. Sarebbe un gioco da ragazzi, se solo il gigante coniglio in questione non fosse a tutti gli effetti l'equivalente roditore di un lupo mannaro.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Wallace & Gromit - La maledizione del coniglio mannaroArrivando a parlare di Wallace & Gromit e del loro coniglio mannaro dopo la notte degli Oscar, l'ombra del nostro caro Tim Burton si fa ancora più presente oltre l'ovvia considerazione che questo è un altro gioiellino di animazione in stop-motion, come il suo La sposa cadavere. Bene, è chiaro perché cane e padrone hanno vinto: questo è un perfetto film per famiglie, divertentissimo e gustosissimo, mentre La sposa cadavere vive in un mondo meno immediato. Non che il mondo di Wallace e Gromit non sia fantastico, tutt'altro: la piccola cittadina del nord dell'Inghilterra dove operano da inventore sgangherato e pigrissimo e cane che mette le toppe è estremamente intrigante.
E in particolare il mondo horror di plastilina che caratterizza questo capitolo, primo come lungometraggio, è quanto di più accattivante e perfetto si possa architettare per solleticare un pubblico variegato. I nostri hanno messo su una ditta deconiglizzante, l'Anti-Pesto, caratterizzata da uno spirito animalista attentamente tutelato grazie alle invenzioni a misura d'animale di Wallace: lontani dll'uso di armi o agenti chimici, i coniglietti pestiferi e dalla riproduzione febbricitante vengono catturati (l'ultima invenzione è un potentissimo ma indolore aspiratore) e mantenuti nello scantinato della loro casa di mattoni con abbondanti pasti a base vegetale.
Al loro opposto c'è Victor Quartermaine, che con cane da caccia dai denti affilatissimi e fedele fucile al suo fianco propende per i metodi duri e sbrigativi, senza alcuna pietà. Una ulteriore lotta si scatena per il cuore della ricca Lady Campanula Tottington, l'aristocratica organizzatrice dell'evento principale e di più antica tradizione della cittadina, la Fiera dell'Ortaggio Gigante, ormai arrivata alla sua 517ª edizione: Wallace è cotto e vuol solo compiacerla, mentre Qartermaine si pavoneggia col pensiero evidentemente rivolto al vasto patrimonio della dama.
La cittadina è scossa da un evento spaventoso: da alcuni giorni, le notti dei rigogliosi giardini (tutti coltivano ossessivamente, persino il competitivo sacerdote, per vincere il primo premio) sono turbate da un essere gigantesco che devasta ogni singolo ortaggio che trova sulla sua strada. L'essere famelico viene presto identificato come un coniglio mannaro e l'Anti-Pesto, forte di una clientela che comprende praticamente tutti gli abitanti, è incaricata di risolvere la crisi prima che il concorso venga irrimediabilmente messo in pericolo. Quello che Wallace non immagina è che a creare il mostro sia stata proprio una sua invenzione, ideata per convertire le menti dei roditori leporidi a cibi meno venerati dalla collettività locale.
Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro
è, con tutta evidenza, il frutto di sudata fatica ed amore, necessari per qualunque grande produzione animata ed ancor più per i lunghi tempi della stop-motion: il risultato visivo è impressionante ed ancor più perché valorizzato dai toni citazionisti (oltre alle atmosfere horror ottimamente trasposte, merita una menzione soprattutto il tempismo—l'uscita americana ad ottobre ha addirittura anticipato il film di Jackson—col quale il coniglio mannaro si trasforma in Kong, dunque Lady Tottington in Ann Darrow e le macchinine delle giostre nei biplani) e da una sceneggiatura praticamente senza fallo, che inserisce tutto nel luogo dove dev'essere in poco più di un'ora e venti serratissime. Nick Park e Steve Box hanno quindi realizzato un ottimo film d'animazione, il più meticoloso nell'imboccare un percorso, quello di omaggio al cinema e alla cinematografia di genere, che i colleghi non animati calcano più spesso.

Giudizio: 3.5

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