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Harry Potter e il calice di fuoco Stampa E-mail
Sabato 01 Aprile 2006 14:30
Harry Potter e il calice di fuoco / LocandinaTitolo originale:      Harry Potter and the Goblet of Fire
Nazione:      Regno Unito, Stati Uniti
Anno:      2005
Genere:      Avventura, Per famiglie, Fantastico, Giallo
Durata:      157'
Regia:      Mike Newell
Cast:      Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson, Gary Oldman, Ralph Fiennes, Michael Gambon, Alan Rickman, Maggie Smith, Tom Felton, Timothy Spall, Miranda Richardson
Produzione:      Warner Bros., 1492 Pictures, Heyday Films
Distribuzione:      Warner Bros
Data di uscita:      25 Novembre 2005

Trama: Il quarto anno di Harry Potter ad Hogwarts è contrassegnato dal torneo di Tremaghi, nel quale i rappresentanti di ogni scuola di magia devono sfidarsi in alcune gare. Il Calice di fuoco ogni volta pronuncia il nome di colui che sarà il prescelto a rappresentare il suo Collegio. Quest'anno, però, per la prima volta il Calice annuncia che le insegne di Hogwarts saranno difese da due partecipanti, uno dei quali è proprio Harry, nonostante la sua giovane età. Sul torneo però grava l'ombra di Lord Voldemort. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Harry Potter e il calice di fuocoSiamo arrivati al quarto capitolo delle avventure dell'apprendista mago più famoso al mondo. Per l'occasione, la macchina produttiva della Warner ha rispolverato l'uomo che era stato originariamente designato per Harry Potter e la pietra filosofale e che aveva declinato l'invito, Mike Newell (Quattro matromoni e un funerale, Donnie Brasco), che lascia a Fernando Meirelles la direzione di The Constant Gardener appositamente per dedicarsi, primo britannico dietro la macchina da presa a farlo, al mondo di Hogwarts.
Il calice di fuoco che dà il titolo ci pone per la prima volta di fronte alla faccia di Lord Voldemort, risuscitato con le fattezze pesantemente camuffate di Ralph Fiennes (La contessa bianca).
Harry Potter è dunque sempre alle prese col passato ed è sempre l'eroe della situazione, in una pellicola che segue come il libro l'evoluzione d'età del ragazzo e dei suoi compagni. Gli Harry Potter su carta e pellicola sono fantasy per ragazzi, dall'importante elemento psicologico ed umano reso attraverso un'atmosfera che nella sua evoluzione si fa sempre più tenebrosa: il precedente Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, diretto dalla forza visiva di Alfonso Cuarón, aveva già deviato le avventure del maghetto verso le profondità dark indice di più adulta maturità. Ne Il calice di fuoco la componente più prettamente cupa è meno evidentemente preponderante rispetto al film di Cuarón e la crescita di Harry si manifesta anche attraverso le inquietudini adolescenziali proprie di un quattordicenne: in questo senso, il ballo di Natale offre l'opportunità di inserire i primi meccanismi del cuore.
Naturalmente, oltre a ciò c'è abbastanza materiale nelle cui pieghe il pubblico di riferimento, cresciuto assieme al protagonista, potrà ritrovare il necessario fascino. Il tempo del Quidditch è finito ed è il momento per Potter di entrare in un gioco fatto per ragazzi più grandi: Harry viene infatti sorteggiato per partecipare, assieme a tre diciassettenni provenienti dalle tre principali scuole di magia, al Torneo Tremaghi. Chi avrà fatto sì che Harry potesse partecipare al torneo cui, per regolamento, posson prender parte solo i maggiori di diciassette anni? Quali prove dovrà superare il giovane mago, e dove lo portaranno?
Nel complesso, il film si dimostra meno leggero, sebbene il più facile da seguire fra quelli finora prodotti, e più dimesso: non abbiamo molti momenti spiritosi che balzano all'occhio, la struttura narrativa è più piana. In un certo senso, si può dire che Il calice di fuoco è effettivamente una pellicola più adulta (si chiude anche con un lutto) nonostante giochi pur sempre con la magia per ragazzi dei precedenti: ormai presentataci nei primi due capitoli di Chris Columbus la meraviglia della scuola di magia, la fascinazione si presenta come mondo meno appariscente (la sequenza col drago sul castello è da conservare, però) che affronta i suoi passaggi prendendosi un po' più di tempo.
Le trasposizioni dei romanzi di J.K. Rowling tengono dunque, con qualche pregio, ben desto l'interesse del loro pubblico, anche se i già numerosi capitoli finiscono inevitabilmente per costituire un limite; discorso simile va fatto per forza di cose anche per gli attori, che ritroveremo il prossimo anno nel terzultimo prima che diventino davvero troppo alti per la scuola.

Giudizio:

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