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Niente da nascondere Stampa E-mail
Giovedì 13 Aprile 2006 00:12
Niente da nascondere / LocandinaTitolo originale:      Caché
Nazione:      Francia, Austria, Germania, Italia
Anno:      2005
Genere:      Drammatico, Horror, Giallo, Thriller
Durata:      117'
Regia:      Michael Haneke
Cast:      Daniel Auteuil, Juliette Binoche, Maurice Bénichou, Annie Girardot, Bernard Le Coq, Walid Afkir, Lester Makedonsky, Daniel Duval, Nathalie Richard, Denis Podalydès, Aïssa Maïga, Caroline Baehr, Christian Benedetti, Philippe Besson, Loic Brabant
Produzione:      Les Films du Losange, BIM Distribuzione, Wega Film, Bavaria Film, Le Studio Canal+
Distribuzione:      Bim
Data di uscita:      14 Ottobre 2005

Trama: Georges, presentatore di un programma televisivo sui libri, comincia a ricevere degli strani pacchi. Qualcuno gli invia dei video, ripresi di nascosto per la strada, su di lui e la sua famiglia. A Georges sembrano messaggi inquietanti, ma non ha idea di chi possa essere il mittente. Pian piano i video cominciano a diventare più intimi, come se chi li gira conoscesse da tempo Georges, e ne sconoscesse gusti, difetti, modo di vivere. Allarmato, Georges si rivolge alla polizia, ma non viene preso sul serio. Nell'angoscia di essere pedinato, spiato, Georges sente su di se e sulla sua famiglia, il peso di una minaccia. Progressivamente si inizia a delineare il profilo del colpevole: deve essere qualcuno cui Georges ha fatto una grossa ingiustizia al tempo dell'infanzia. Ma chi? Come fare a ricordare? E perché questa persona continua a riprendere spezzoni della sua vita? (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Niente da nascondereUna lunga inquadratura apre – ed un'altra lunga inquadratura lo chiude – l'ultimo film di Michael Haneke. La prima arriva nella vita di un uomo che ha dimenticato il suo passato; la seconda quando lo stesso uomo decide di continuare a dimenticarlo. L'immobile inquadratura dà sulla villetta dei Laurent, Georges (Daniel Auteuil) e Anne (Juliette Binoche), che come noi guardano attenti mandando avanti il nastro per vedere cosa succede: è solo la loro casa ripresa dall'esterno, nella prima di una serie di videocassette lasciate fuori dalla porta da uno sconosciuto.
La premessa dalla quale scaturisce Niente da nascondere, almeno per questo fattore originante, è la medesima che segna l'inizio di Strade perdute di Lynch: qualcuno sta spiando da fuori, ma cosa vuole? I Laurent pensano ad uno scherzo, magari di qualche amico del figlio Pierrot (Lester Makedonsky), ma le successive cassette contengono indizi che solo Georges è in grado di interpretare.
Oggetto esoterico come nella tradizione del regista austriaco, Niente da nascondere offre numerose fascinazioni che sanno scavare fra passato e presente, così come nell'animo umano e collettivo, usando e contemporaneamente rinnegando i meccanismi thriller che non trovano soddisfazione in uno scioglimento di trama.
Questo è un film in grado di inchiodare e muovere con poco lo spettatore alla vicenda: la regia di Haneke, premiata a Cannes, si incunea freddamente, facendoci guardare senza nessun commento sonoro attraverso lo stesso sguardo fisso che caratterizza i video del film, in una famiglia della Francia intellettuale ed agiata, facendone il nido di una colpa rimossa.
Il personaggio di Georges è forzato a ricordare la sua infanzia e vi trova – sebbene una risposta definitiva manchi – il motivo dello sconvolgimento della sua tranquillità: una delle cassette lo porterà da Majid (Maurice Bénichou), algerino figlio di dipendenti della famiglia di Georges da piccolo. L'interesse della pellicola, oltre che per il coltivato aspetto prettamente registico, sta principalmente nell'analisi intimamente lacerante di un individuo che, parallelamente al suo paese, ha cancellato la propria colpa assieme al passato: Georges non ricorda – o non vuole ricordare –, riconosce le proprie azioni come quelle innocue e perdonabili di un ragazzino, senza comprenderne l'impatto sulla vita altrui, e si trova ora messo di fronte alle incertezze derivanti dalla loro riemersione.
Il dialogo con la coscienza nazionale – e più largamente occidentale – è evidente ma non lasciato a stucchevoli sottolineature: il rimando alle vicende storiche algerine del passato, il servizio di Euronews alla tv, la rabbia dopo lo scontro col ciclista, alla ricerca – ancora – della colpa che Georges non vuol darsi.
Oltre a questo aspetto, la pellicola porta avanti di pari passo – e con la stessa freddezza – un discorso impietoso che ha per protagonista la famiglia in relazione via via sempre più evidente con le nuove generazioni (Pierrot che acquista un ruolo centrale assieme al figlio di Majid, interpretato da Walid Afkir), dunque col presente, fino all'inquadratuta finale che tiene aperto tutto ed aggiunge ansiosi interrogativi. Filo comune nei due livelli che si intersecano è il segreto impresso nel titolo originale, Caché. Ottimi Auteuil e Binoche, in uno dei migliori film della stagione.

Giudizio: 3.5
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