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Déjà Vu - Corsa contro il tempo Stampa E-mail
Venerdì 22 Dicembre 2006 19:51
Déjà Vu - Corsa contro il tempo / LocandinaTitolo originale:      Déjà Vu
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Azione, Thriller
Durata:      126'
Regia:      Tony Scott
Cast:      Denzel Washington, James Caviezel, Val Kilmer, J.W. Williams, Adam Goldberg, Ritchie Montgomery, Enrique Castillo
Produzione:      Touchstone Pictures, Jerry Bruckheimer Films, Scott Free Productions
Distribuzione:      Buena Vista
Data di uscita:      15 Dicembre 2006

Trama: Attraverso una speciale porta spazio-temporale, l'agente FBI Doug Carlin deve tentare di sventare un tragico attacco terroristico ai danni dell'Orleans Ferry ed evitare così la morte di centinaia di vittime innocenti tra cui Claire Kuchever, la donna di cui è innamorato. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Déjà Vu - Corsa contro il tempoQuando si parla di un film di Tony Scott bisogna sempre ripetere due cose. La prima: sì, Tony è il fratellino minore del più talentuoso Ridley. La seconda: sì, Tony adotta l'ipertrofia come stile di direzione. E' uno di quei registi le cui opere sono identificabili già dai titoli di testa, e ad esser onesti non si può dire che sia male nel fare quello che fa. In Déjà Vu il suo connubio con la tecnologia è al servizio di un thriller fantascientifico, ambientato nel presente, dove si viaggia fra oggi e quattro giorni prima di oggi.
Il presente, tributato nella didascalia finale ricordo dell'uragano Katrina, è quello di New Orleans. Ivi, l'agente Doug Carlin (Denzel Washington) deve scoprire chi è dietro all'attentato ad un traghetto che ha ucciso oltre cinquecento persone. Dall'acqua viene ripescato il cadavere di Claire Kuchever (Paula Patton, Hitch), apparentemente uccisa prima dell'esplosione e buttata nel fiume nel tentativo di farla passare per una delle vittime.
Qui entra in gioco un incredibile marchingegno che fa da Grande Fratello alla zona della città conosciuta come Big Easy: un sistema di satelliti in grado di ricostruire qualsiasi dettaglio, visivo e sonoro, da qualsiasi angolazione, permettendo di rivivere fedelmente ed in tempo reale gli avvenimenti, con un ritardo di quattro giorni dovuto alla faticosa elaborazione. Carlin guida le indagini convincendosi che la chiave di tutto sia la ragazza.
Non si tratta solo di stare a guardare lei che si fa la doccia. Per vie che comprendere come anche solo fantascientificamente remote è troppo (anche se i dialoghi che impegnano gli informatici responsabili del macchinario, interpretati da Adam Goldberg e Elden Henson, si sforzano di vendere l'articolo), è possibile spezzare il continuum spazio-temporale ed interagire col passato, fino addirittura a mandarvi oggetti - o, meglio ancora, persone.
Come prodotto d'intrattenimento, Dèjà Vu è sostenuto ritmicamente dalla mano di Scott, per quanto possibile persino trattenuta. Soffre tuttavia di importanti debolezze strutturali. La prima è causata dalla già citata farraginosità con la quale si costruisce la sospensione di incredulità dello spettatore: due brevi spiegazioni da parte di simpatici scienziatucoli non possono pennellare di credibilità un patente pasticcio. La seconda è l'assoluta mancanza di sostanza del cattivo, l'ex-Cristo gibsoniano Jim Caviezel in un ruolo a lui consono, il cui movente vien fatto risiedere in un fanatismo religioso convenientemente dai contorni non meglio precisati. Quest'ultimo difetto in particolare fa suonare fasullo il richiamo all'attualità, del resto buttato nella mischia di un film che dichiara di fare uno sforzo ma nei fatti non cerca mai di procurarsi i mezzi per lasciar vagare la mente verso letture particolarmente alte.
Fortuna di gran lunga maggiore ha la relazione tutta privata fra il detective e Claire. Messo nelle mani dei carismatici Washington e Patton, il dialogare fra presente-passato giustifica e dà sostanza ad un amore fra la bella di turno e il solito poliziotto solitario, pronto a sacrificarsi in un salto nel buio pur di viverlo.
Due altre cosucce vanno ricordate: l'ingresso di un Val Kilmer (agente Andrew Pryzwarra) mai così gonfio ed un concettualmente ingegnoso inseguimento con casco. Oltre questi sollazzi, non è difficile immaginare che Dèjà Vu avrebbe potuto essere un film anche molto migliore se fosse stato realizzato da un altro team, magari non comprendente Jerry Bruckheimer per primo. Perché il soggetto era buono, la possibilità di far pulsare i sottotesti evidente; il lavoro del recente regista di Domino, come al solito, si ferma molto prima.

Giudizio:

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