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Boog e Elliot a caccia di amici Stampa E-mail
Martedì 26 Dicembre 2006 23:19
Boog e Elliot a caccia di amici / LocandinaTitolo originale:      Open Season
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Animazione
Durata:      87'
Regia:      Roger Allers, Jill Culton, Anthony Stacchi
Cast (voci originali):      Billy Connolly, Jon Favreau, Ashton Kutcher, Martin Lawrence, Debra Messing, Paul Westerberg
Produzione:      Sony Pictures Animation
Distribuzione:      Sony Pictures Releasing Italia
Data di uscita:      7 Dicembre 2006

Trama: Boog, un simpatico orso grizzly, vive una vita meravigliosa nella tranquilla cittadina di Timberlane. L'amorevole Beth, ranger della foresta, lo ha allevato come un cucciolo. Nel garage della ranger, Boog guarda il suo programma preferito in tv, mangia tutto il giorno e dorme su un comodo letto in compagnia del suo orsacchiotto. Insomma Boog sembra avere proprio una vita perfetta fino a quando non spunta il logorroico Elliot, cervo pelle e ossa che arriva frastornato nella cittadina dopo aver perso una delle sue corna, rimasta attaccata al camion del fanatico cacciatore Shaw. (FilmUp)

Recensione di EMANUELE RAUCO

Boog e Elliot a caccia di amiciLe grandi major sembrano non curarsene e continuano a lanciare i loro titoli, anche di punta, con un foga molto prossima alla confusione: parlo del sovraffollamento dei cartoni animati, o meglio (come ha fatto notare Jeffrey Katzenberg, leader della Dreamworks), dell’omogeinizzazione degli stessi, che sembrano farsi guerra tra storie di boschi e foreste e zoo fitti di animali antropomorfizzati- ed inclini al moralisimo occulto.
Tutto questo non sembra preoccupare la Sony, divisione animation, che decide di entrare nel grande mercato dell’animazione al computer con questo film diretto da Jill Culton e Roger Allers con l’aiuto di Anthony Stacchi, dove protagonisti sono un orso, un cervo e- sai che novità! –gli animaletti della foresta.
Boog è un orso addomesticato, che vive molto comodo e sereno una vita da fenomeno circense a casa della ranger Beth; un giorno decide di liberare il cervo unicornuto Elliot dalle grinfie dell’orribile cacciatore Shaw. Sarà l’inizio di un’avventura che porterà Boog dentro la natura selvaggia alla scoperta della (sua) vera natura e dei suoi pericoli.
Una commedia avventurosa che, nonostante l’animazione digitale e l’umorismo sopra le righe, riporta ai cartoons tradizionali, quelli del periodo in cui la Disney aveva il monopolio pressochè assoluto: racconto educativo per bambini (poco meno di un documentario per gli adulti), canzoni melense il giusto e ben assestate, personaggi a metà tra il buffo ed il sentimentale, melassa a litri appena temperata da un tocco epicheggiante (la rivolta dell’animale contro l’uomo cacciatore).
Il team creativo, che viene non a caso da Il re leone, vuole raccontare la storia del confronto tra la natura vera, quella che vive libera e assediata in boschi e foreste protetti, e quella corrotta dall’uomo e dal proprio egoismo materno, oppure quella ridotta a trofeo da uomini il cui sport preferito è l’uccisione di esseri viventi; e possiamo dire che ci riesce, grazie a due personaggi simpatici e teneri, accattivanti (secondo metri puramente commerciali), che riescono a coinvolgere i bambini e ad esporre la loro morale in maniera esplicita.
Però il film, scritto da Steve Bencich, Ron Friedman e Nat Mauldin, va a fondo di temi anche più adulti e quasi spiazzanti, come l’uso delle armi, il confine tra violenza e giustizia, la casa e le radici come unica possibilità di salvezza, attuali e potenzialmente molto educativi, purtroppo trattati in maniera ambigua, mai coerente, mai realmente libera, quasi a voler far intravvedere lo spirito conservatore e conformista che, evidentemente, ha ispirato parte del film.
Questo ad un occhio più (troppo?) smaliziato; lo spettatore comune, che ha voglia di 90 minuti di svago, risate ed un asilo nido a buon mercato, ha ciò che vuole. Il film diverte a sufficienza, soprattutto nella prima parte (esilarante Boog e gli effetti dello zuccherro, e Elliot alle prese col caffè) e nella descrizione degli animali della foresta (gli scoiattoli scozzesi, il castoro muratore rozzo, le puzzole napoletane), coinvolge i più piccoli e mette a proprio agio gli adulti senza toni troppo ricattatori; ciò non toglie che l’impianto visivo e narrativo sia troppo simile (e troppo vicino nel tempo) a film di grande successo come La gang del bosco o Madagascar, ribaltandone tra l’altro i coraggiosi insegnamenti etici (specie del secondo).
Non potendo valutare la prova del tradizionalmente ricco cast di voci originali (Martin Lawrence, Ashton Kutcher, Gary Sinise, Debra Messing), giudichiamo più che sufficiente quella del doppiaggio italiano, che rende funzionale e divertente l’idea- di solito insana –di adattare le cadenze americane coi dialetti italiani (molto bravi Marco Marzocca e Francesco Pezzulli). E chiudiamo facendo notare che la cosa più divertente del film è l’abuso dei conigli come animali da lancio (ma i titoli di coda ci avvertono che nessun coniglio è stato ferito durante le riprese).

Giudizio:


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