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Giù per il tubo Stampa E-mail
Lunedì 08 Gennaio 2007 20:06
Giù per il tubo / LocandinaTitolo originale:      Flushed Away
Nazione:      Gran Bretagna, U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Animazione
Durata:       85'
Regia:      David Bowers, Sam Fell
Cast:  (voci originali): Kate Winslet, Hugh Jackman, Ian McKellen, Andy Serkis, Bill Nighy, Shane Richie, Susan Duerden, Jean Reno, Douglas Weston
Produzione:      DreamWorks Animation, Aardman Animations, DreamWorks SKG
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      22 Dicembre 2006

Trama: Roddy è un sofisticato topo di Kensington. Un giorno, da un rubinetto dell'elegante appartamento dove abita Roddy schizza fuori Syd, un sudicio topo di fogna che vede realizzato il sogno di una vita: abitare finalmente in un posto di classe. Roddy ovviamente non è d'accordo nel dare il benvenuto al nuovo coinquilino, così decide di rimandarlo a casa attirandolo in una trappola di cui rimane vittima egli stesso. Ed è così che dal lusso di Kensington il povero Roddy si ritrova nell'umile e sporco mondo di Ratropolis. Qui incontra Rita, una topolina che solca i canali delle fogne a bordo del suo battello, cui il topo disperato chiede aiuto per tornare a casa. Tuttavia c'è qualcuno che non ha nessuna intenzione di permettere l'uscita di Roddy e Rita dalle fogne: il malvagio Rospo. (Yahoo)

Recensione di EMANUELE RAUCO

Giù per il tuboIn questa stagione ricchissima di cartoni animati, soprattutto in digitale, dai risultati non sempre felicissimi, il rischio principale è quello dell'omologazione, dell'appiattimento di forme e contenuti, persino del plagio bello e buono (a cosa non portano le politiche industriali...). Poi emergono gioielli inaspettati - causa promozione ed accoglienza in sordina - che invece fanno ancora sorridere lo spettatore appassionato. È esattamente il caso di Giù per il tubo (Flushed Away in originale), che fin dalla pre-produzione si annunciava come prodotto originale e notevole, non solo per la storia di topi avventurosi, ma soprattutto per il matrimonio produttivo tra il colosso americano Dreamworks (Shrek e Madagascar) e la casa britannica di animazione in plastilina Aardman (i geni che con i personaggi di Wallace & Gromit hanno sbancato più volte gli Oscar).
Questo curioso ed appassionante ibrido di stop motion al computer racconta di Roddy, un topo di città molto agiato, che a causa di un topo che gli ha invaso casa si ritrova nel mondo delle fogne. Qui conosce Rita, che lo coinvolge in un'avventura tra rubini e rapide contro un cattivo che vuole distruggere la razza roditrice.
Una commedia d'azione a metà tra 007 e All'inseguimento della pietra verde, che rielabora secondo modi e toni modernissimi ed occidentali la vecchia favola del topo di città e del topo di campagna e che riflette, con ironia sopraffina, sul bisogno di vita e compagnia dell'uomo d'oggi.
Diretto da David Bowers e Sam Fell, scritto da Dick Clement, Ian La Frenais, Chris Lloyd, Joe Keenan e William Davies (più 5 soggettisti tra cui il fondatore della Aardman, Peter Lord), il film parte e si conclude con le classiche intenzioni dei cartoon americani, attento ai personaggi e ai loro problemi, e capace di parlare al pubblico di piccoli e grandi insegnando loro cose utili, come l'utilità di un gruppo, di una famiglia intorno a sé, e la necessità di scrollare un po' di polvere dalle nostre vite tecnologiche e sedentarie (uno dei ritornelli preferiti alla Dreamworks).
Quello che conta, però, è ciò che sta in mezzo e che poi conduce a queste riflessioni, e che è il vero valore del film: vale a dire la capacità davvero preziosa di costruire un'avventura vera, con tutti i crismi, attraverso una serie impressionante di dettagli e piccole finezze che svariano dalla satira alla citazione parodistica, per giungere al bozzetto ed alla cura (davvero impressionante) del dettaglio visivo: solo la quantità di piccole gag, ammiccamenti, sorridenti prese in giro nascoste nei meandri della scenografia e dell'inquadratura, vale il prezzo del biglietto, quasi fosse una versione animata di Play Time di Jacques Tati.
Se la sceneggiatura può a tratti soffrire di qualche meccanicità e della mancanza di personaggi indimenticabili (eccezion fatta per i cori di lumache, gli altri sono - appunto - spassosi bozzetti), la regia conduce l'avventura con un ritmo invidiabile, tutto in crescendo, l'ironia e l'humour sono sopraffini e spaziano attraverso vari registri e l'inconfondibile tocco Aardman riesce a non farsi ingoiare dal colosso a stelle e strisce, riuscendo ad evitare la frenesia e la spasmodica ricerca di risate forzate che a volte appesantiscono film analoghi.
All'insegna dell'understatement e della finezza anche l'animazione, perfetta nel camuffare la grafica in 3D con i movimenti (ricreati) della plastilina e con la morbidezza delle sue forme, e l'interpretazione del nutritissimo cast originale (in italiano i soliti, bravi, doppiatori), da Hugh Jackman a Kate Winslet, da Ian McKellen a Jean Reno (un fantastico Le Ranocchiò, rospo-killer francese, con banda di ninja al seguito). Un film che è una vera delizia, che fa ridere, divertire e pensare con parecchia intelligenza, che non forza mai la mano, e che continua a far crescere la nostra ammirazione per menti come quelle di Lord e Park.

Giudizio:

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