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Sguardo nel vuoto Stampa E-mail
Mercoledì 18 Luglio 2007 19:47
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Titolo originale: The Lookout Sguardo nel vuoto / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Poliziesco, Thriller
Durata: 99'
Regia: Scott Frank
Sceneggiatura: Scott Frank
Cast: Joseph Gordon-Levitt, Jeff Daniels, Matthew Goode, Isla Fisher, Carla Gugino, Bruce McGill, Alberta Watson, Alex Borstein, Sergio Di Zio, David Huband, Laura Vandervoort, Greg Dunham, Morgan Kelly, Aaron Berg, Tinsel Korey
Produzione: Miramax Films, Spyglass Entertainment, Laurence Mark Productions, Parkes/MacDonald Productions
Distribuzione: Buena Vista
Data di uscita: 13 Luglio 2007
Trama: Chris Pratt è un ragazzo di bella famiglia, che nel fiore degli anni viene sconvolto da un incidente stradale in piena campagna che lo coinvolge assieme ai suoi amici. Anni dopo, non ricorda più nulla a causa del trauma, e fa fatica a tenere le fila del suo presente da anonimo custode notturno di una piccola banca. Tutto sembra cambiare quando incontra il misterioso Gary Spargo e la sua gang.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Sguardo nel vuotoDavvero niente male questo film che esce in sordina nelle nostre assolate italiche sale invase dalla programmazione di Harry Potter di questo luglio 2007. Scott Frank (sceneggiatore di Get Shorty e Out of Sight e opera prima come regista) dirige un film in bilico tra psicosi e thriller, aiutato da un cast di protagonisti di tutto rispetto. Se il giovane Joseph Gordon-Levitt dopo la buonissima prova di Mysterious Skin di Gregg Araki si conferma attore di valore e futuro, la partecipazione di Jeff Daniels (Infamous – Una pessima reputazione) nella parte dell'amico cieco e quella di Carla Gugino (attrice feticcio dei film di Rodriguez come Sin City e gli Spy Kids accanto a Banderas), praticamente irriconoscibile, conferiscono una sorta di plusvalore aggiunto per un film a basso budget dalle caratteristiche davvero insolite. Partito come un teen movie con le coppie che vivono felici momenti di gioventù – davvero suggestivi come valore fotografico, presentando una notte stellata dalle lucciole – bruscamente interrotti dalla tragedia che traumatizzerà e condizionerà la vita di Chris Pratt e tutto il film dopo un salto temporale di 4 anni.
La semplicità con cui viene girato il tutto (il comparto tecnico non ha particolari pregi visivi se non una strepitosa fotografia notturna nelle fasi iniziali e poi in quelle cruciali della notte in cui avvienne l'evento clou) dopo il salto temporale è quasi un colpo di maglio e una sottolineatura della vita che scorre frastagliata e a pezzi non collegati fra loro, dove la scelta di ambientare il tutto in un paesino di provincia immerso nel nulla ha dalla sua il giusto ambiente per dare alla vicenda una sorta di lavagna bianca per poter cominciare a scrivere una vita in maniera ordinata, non si sa bene se dall'inizio o dalla fine.
Bello il connubio tra i ricordi che feriscono e l'impossibilità di collegarli tra di loro, tra la voglia di parlare di amore e di esternare invece desiderio di sesso, di chiamare i pomodori limoni e di prendere ogni nuova sensazione o proposta come unico possibile scenario in quanto di quelle vecchie non è possibile ricondurre nessun ricordo di felicità o valore di piacere.
Il lavoro psicologico tra il giovane ex-aitante possibile campione di hockey, ora stralunato, e il cieco suo assistente sociale è validissimo (tra l'altro Jeff Daniels, in versione barbuta, lavora qui davvero bene), mentre la virata verso il film di rapine, e quindi il momento di dover affrontare la vita e non solo seguirne la placida corrente fatta di movimenti meccanici e impersonali, è costruito in maniera credibile ed efficace rendendo il tutto omogeneo verso il momento della chiusura dove il ripercorrere degli eventi per provocarne la successione ha dalla sua un gusto davvero pregnante.
Prendendo ad esempio il lavoro dei Cohen (le ambientazioni ricordano molto Fargo) dove la apparente semplicità del racconto e dei personaggi non impedisce di scavare in profondità nelle emozioni; Scott Frank non alza mai il ritmo del film in maniera scostante e improvvisa ma lo gradua perfettamente, inserisce e dosa i personaggi di contorno nella vicenda senza essere banale o stereotipato, senza essere ripetitivo o commiserante, pregio e caratteristica di valore decisamente pregnante.
In mezzo a tante roboanti proposte di luglio questo film interessante e composito (attraversa più temi, dal rapina movie allo psicologico, dal film di problemi con i genitori a quello dei traumi per incoscienza) dalle caratteristiche e dall'aspetto mite, e che invece ha un'anima decisa, passerà del tutto inosservato nelle nostre sale, colpevole mancato premio di un racconto che per necessità di svolgimento vede il suo protagonista ragionare ogni volta dalla fine per dare un nuovo inizio, messaggio di speranza che non andrebbe lasciato inosservato.

Giudizio: 2.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2

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