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| Lunedì 20 Agosto 2007 02:00 | |||
Titolo originale: DisturbiaNazione: Stati Uniti Anno: 2007 Genere: Thriller Durata: 105' Regia: D.J. Caruso Cast: Shia LaBeouf, Sarah Roemer, Carrie-Anne Moss, David Morse, Aaron Yoo, Matt Craven, Jose Pablo Cantillo, Cathy Immordino, Elyse Mirto Produzione: Cold Spring Pictures, DreamWorks SKG, The Montecito Picture Company, Paramount Pictures Distribuzione: UIP Data di uscita: 17 Agosto 2007 Trama: Il giovane Kale è rimasto orfano del padre, morto in un incidente d'auto di cui lui si sente responsabile. Dal momento della tragedia, Kale, che era un ragazzo socievole e con tanti amici, si è chiuso in se stesso ed è diventato cupo, introverso e irascibile al punto di arrivare a picchiare un suo professore in un momento di estrema ira. A causa del suo gesto, Kale viene condannato a trascorrere alcuni mesi agli arresti domiciliari e passa molto tempo in solitudine, anche perché sua madre è costretta a lavorare giorno e notte per fronteggiare le spese familiari. Stanco di occupare il tempo tra videogames, internet e televisione Kale inizia a rivolgere la sua attenzione verso il mondo fuori dalla finestra. In un primo momento l'oggetto delle sue attenzioni è la bella coetanea della porta accanto, Ashley. Poi, quando lei si accorge di essere spiata, con grande sorpresa di Kale, decide di fargli compagnia e insieme passano il tempo a guardare il resto del vicinato. Tuttavia, il gioco dei due amici rischia di diventare molto rischioso quando si imbattono in un vicino di casa che potrebbe essere un pericoloso serial killer. (Yahoo) Recensione di ALBERTO DI FELICE Ormai a corto di idee, come spesso si dice con non poca incuria, il
cinema americano si accontenta di barbugliare nella comoda sedia di
quanto offre la tradizione. Lo scorso settembre l'animazione digitale
di Monster House riprendeva lo scenario, di cui Joe Dante si faceva beffe con sfizio ne L'erba del vicino,
del tranquillo quartiere residenziale in cui il protagonista sospetta,
senza che nessuno sia in grado di credergli, che chi gli abita di
fronte sia un assassino; ora Disturbia riprende da dove avevamo
lasciato, uno dei tanti quartieri su una delle tante possibili Wisteria
Lane d'America, servendo una variante funzionale che poco varia
sull'esplicito modello del capolavoro La finestra sul cortile. Lo stesso script (di Christopher Landon e Carl Ellsworth, quest'ultimo dietro al Red Eye
di Craven) è stato tenuto nel cassetto per un po' perché ai
tempi confliggente proprio col remake per la tv con per protagonista il
compianto Christopher Reeve. Svecchiando il modello in omaggio al
pubblico di riferimento —che è lo stesso dell'altra recente pellicola
col ventunenne in ascesa Shia LaBeouf, Transformers—, stavolta il confinamento fra le mura domestiche è accompagnato da gadget quali braccialetto elettronico, videocamere e iPod.Senza scomodare l'illustre antenato, cui viene pagato doverosamente tributo in più richiami, il corto respiro del film fa pensare più da vicino ad un impasto fra il ben modesto thriller Unico testimone del 2001, con John Travolta e Vince Vaughn, ed il mini-cult horror anni '80 Ammazzavampiri, di cui riprende almeno un paio di situazioni alla lettera. Il protagonista è un ragazzino instabile (in Unico testimone i genitori erano divorziati, qui il padre muore in un incidente), costretto agli arresti domiciliari dopo aver picchiato un insegnante. Il titolo illuminato, che gioca sull'assonanza col termine "suburbia", farebbe intendere un approccio affilato al soggetto per replicare la dissociazione semantica oltre la locandina; sebbene i lineamenti di sfondo lo consentano, il film decide invece di destreggiarsi in spazi molto più poveri di immaginazione, e in questi termini lo fa anche con discreto successo, sulla doppia lama della commedia sentimentale e della tensione che verso la chiusura deborda quasi nell'horror alla Craven, con persino l'inclusione di uno scheletro in condutture fognarie. Il genio e la potenza allegorica di un La casa nera (o, con minor ardore, del Desperate Housewives cui facevamo riferimento sopra) non sono però da nessuna parte: si consideri ad esempio come viene sprecata l'occasione che offre la scena nella quale Kale (LaBeouf) demarca con cesoie, nani da giardino e spago il suo raggio di libertà. Concentrato per lunghi tratti sul bel corpo da nuotatrice di Sarah Roemer (The Grudge 2), che ne costituisce la metà equivalente odierno dei tempi di John Hughes, il film di D.J. Caruso (Identità violate) non perde ritmo né nel comparto leggero, nel quale è più brillante, né in quello thriller. Quest'ultimo è comunque il distretto in cui si vedon meglio tutte le debolezze sottostanti la direzione: se, ad esempio, anche nel Craven di Red Eye la necessità di chiudere i conti non rende la vita facile, Disturbia non fa mai uno sforzo per manovrare i generi di riferimento oltre il meccanico. Il cast è particolarmente convincente. Oltre ai già citati Shia LaBeouf e Sarah Roemer nei panni di Ashley, ci sono David Morse (Down in the Valley) in quelli del vicino serial killer, Aaron Yoo (l'amico Ronnie) e Carrie-Anne Moss (Matrix, mamma Julie).
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Titolo originale: Disturbia
Ormai a corto di idee, come spesso si dice con non poca incuria, il
cinema americano si accontenta di barbugliare nella comoda sedia di
quanto offre la tradizione. Lo scorso settembre l'animazione digitale
di Monster House riprendeva lo scenario, di cui Joe Dante si faceva beffe con sfizio ne L'erba del vicino,
del tranquillo quartiere residenziale in cui il protagonista sospetta,
senza che nessuno sia in grado di credergli, che chi gli abita di
fronte sia un assassino; ora Disturbia riprende da dove avevamo
lasciato, uno dei tanti quartieri su una delle tante possibili Wisteria
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