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Funeral Party Stampa E-mail
Lunedì 03 Settembre 2007 05:44
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Titolo originale: Death at a Funeral Funeral Party / Locandina
Nazione: Stati Uniti, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi
Anno: 2007
Genere: Commedia
Durata: 90'
Regia: Frank Oz
Sceneggiatura: Dean Craig
Cast: Matthew MacFadyen, Keeley Hawes, Andy Nyman, Ewen Bremner, Daisy Donovan, Alan Tudyk, Jane Asher, Kris Marshall, Rupert Graves, Peter Vaughan, Thomas Wheatley, Peter Egan, Peter Dinklage, Brendan O'Hea, Jeremy Booth
Produzione: Sidney Kimmel Entertainment, Parabolic Pictures Inc., Stable Way Entertainment, VIP 1 Medienfonds, VIP 2 Medienfonds, Target Media Entertainment, Film Sales Financing
Distribuzione: Mikado
Data di uscita: 21 Settembre 2007
Trama: Il padre di Daniel deve ricevere una degna onoranza funebre da parte di parenti e amici, ma per colpa di una truffaldina boccetta di pastiglie e alcuni fatti davvero strani il funerale rischia di diventare un grande incredibile scandalo.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Funeral PartyL'arrivo alla commedia noir di un regista brillante come Frank Oz (anima dei Muppets, voce originale di Yoda e regista dell'ottimo In & Out) faceva presupporre la realizzazione di un film divertente, pieno di situazioni valide e basato su massiccie dosi di ironia al vetriolo. Purtroppo questa storia di un funerale andato a male e pieno di sorprese, decisamente poco gradite ai partecipanti, parte simpaticamente con una sigla animata lineare tutta bianco e nero, poi si sviluppa con la conoscenza dei personaggi, per cristallizzarsi a lungo con la trovata delle pillole per far uscire la grande sorpresa al centro del film.
Un lavoro non certo estremamente originale, seppure retto da delle interpretazioni convincenti, soprattutto da quella di Alan Tudyk (fa Simon, visto anche in Io, robot; era anche l'uomo nudo ne Il destino di un cavaliere, e la cosa non è casuale, a quanto pare, visto quel che vediamo nel film di Oz) che deve fare il maggior numero di mossette facciali per via della sua contaminazione allucinogena, e della sua compagna nel film,(osteggiata dal padre) Martha (interpretata da Daisy Donovan, vista in Millions). Si intravede in una particina di contorno anche l'impareggiabile Spud di Trainspotting (Ewen Bremner).
A fronte di questa girandola di bravi caratteristi, il film ha il difetto di non riuscire proprio a decollare, rifugiandosi nella comoda soluzione di agire a comparti e scenette anziché in maniera corale per lungo tempo (come facevano per esempio film di diversa estrazione e genere ma uguale meccanica d'accumulo scenico come Invito a cena con delitto); poi, quando la trama investe finalmente tutti i protagonisti per via del colpo di scena, la cosa è del tutto priva di vero mordente, non ha la girandola vortice degli equivoci e dello stupore che era necessaria e che ci aspettavamo, e tutto si chiude con un finale veloce, raffazzonato, del tutto insoddisfacente.
Sembra che Oz abbia voluto dimenticare di ricalcare le sue ottime scelte del passato per costruire un film blandamente ironico, deliberatamente ripetitivo (la confezione delle pastiglie le troverete nella trama in maniera troppo ciclica e troppo prevedibile) al di sotto delle nostre aspettative di soddisfazione. Certo, rispetto alle commedie italiane qui siamo su un altro livello: la recitazione è pur sempre un tassello pregnate in film commedia di questo tipo, e il tocco glamour sofisticato del regista non manca, gli ambienti agresti sono molto belli; peccato che lo svolgimento degli eventi sia tanto privo di interesse, un po' come le cose belle che mettiamo in casa che alla terza incominciano a stancare perché mal incastrate con tutto il resto dell'arredamento oppure monotematiche.
Un film da consigliare per una serata di svago del tutto scacciapensieri, per (sor)ridere a sprazzi e senza fragoroso trasporto, che doveva e poteva essere molto meglio se pensato senza l'ansia di doverlo finire costretto in 90 scarni minuti. Gli attori per reggere la scena più a lungo senza finire in fretta e furia in fondo c'erano: a quanto pare il paradiso non poteva attendere.

Giudizio: 2


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2.5

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