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Black Christmas - Un Natale rosso sangue Stampa E-mail
Lunedì 17 Settembre 2007 02:35
Black Christmas - Un Natale rosso sangue / LocandinaTitolo originale:      Black Christmas
Nazione:      Canada, U.S.A.
Anno:      2006
Genere:      Horror, Thriller
Durata:       84'
Regia:      Glen Morgan
Cast:      Katie Cassidy, Michelle Trachtenberg, Crystal Lowe, Mary Elizabeth Winstead, Kristen Cloke, Lacey Chabert, Andrea Martin
Produzione:      2929 Productions, Copper Heart Entertainment, Victor Solnicki Productions
Distribuzione:      Mediafilm
Data di uscita:      14 Settembre 2007

Trama: Kelli, Dana, Lauren, Megan, Heather e Melissa, sei studentesse consorelle di un'associazione universitaria, si trasferiscono insieme alla loro direttrice in una casa che è stata testimone di fatti orribili e luogo di una serie di efferati delitti. Durante le feste di Natale, le ragazze ricevono delle strane e minacciose telefonate che si trasformano in un vero e proprio incubo quando una di loro scompare e le altre iniziano ad essere uccise una dopo l'altra. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Black Christmas - Un Natale rosso sangueNon c'è davvero niente da fare: la programmazione ha bisogno almeno di un horror a settimana per poter soddisfare i facili e innocui gusti di sangue dei teen, indipendentemente da quanto possa valere il film stesso. Se scorrete la programmazione, i distributori dal titolo facile e geniale (questo italiano poi non è tanto orrendo ma aderente) sistemano tutto in modo che in cartellone non manchi mai una nuova proposta – settimana prossima avremo Severance e tra due settimane Planet Terror – e probabilmente non avendo altro per questa settimana hanno anticipato un film che forse a Natale sarebbe stato ironico mettere, per pescare qualche spettatore in più (ma che del resto era già diversi mesi che era stato posticipato: doveva uscire a Natale 2006).
Decisamente, possiamo definirla una politica assai oculata per le leggi del marketing, anche se ovviamente certi cosiddetti fill-in di programmazione provocano una ellissi di qualità verso i fan del genere. Qualità, che in questo caso è sicuramente bassa, ma compensata da una simpatia di fondo di un filmetto innocuo che sfrutta le atmosfere natalizie per proporre la trama di un serial killer psicopatico che compie furiosi omicidi in nome di un accadimento di tanti anni prima che ne ha segnato la psiche. Remake eseguito da Glen Morgan (autore delle sceneggiature di Final Destination 1 & 3) su un film del 1974 di Bob Clark, riprendendo un plot praticamente sconosciuto ai più e riadattandolo al gusto dei teen per gli anni 2000.
Il tema portante è la furia dell'odio, come si diceva, che guarda caso si compie su delle formose quanto leggerissime ragazze dell'alfa-kappa collegiale (la più famosa è la Winstead, recentemente vista in Death Proof) la cui unica colpa è di abitare nel luogo dell'infanzia del killer; e, si sa, l'assassino torna sempre sul luogo del delitto (in questo caso, dell'infanzia). Il body count e il cavaocchi-day (una autentica ossessione per il debuttante regista: mette occhi dappertutto, compreso uno schermo del laptop) si dipana con delle recitazioni davvero pessime delle attrici, ma il tutto sembra davvero tanto onesto e casalingo da non infastidire più di tanto un horror fan, compensando la superficialità di fondo di una trama praticamente filiforme (superficialità resa tale anche da dialoghi comici), con degli schizzi di sangue esagerati e delle scene da b-movie di un tempo (credo che il regista abbia quintali di poster della famosa scena dell'occhio dietro la porta in Zombi 2 di Fulci) che incontrano sempre la confortevolezza dell'accondiscendenza buonista di chi è entrato senza nessuna pretesa.
Tra l'altro le sovrascritte rosso sangue sono esteriormente adatte (tutto quello che viene scritto anche a livello di lettera è vergato con il rosso), sono sinonimo del tempo che scorre per rendere a capitoli i flashback che sono la parte migliore del film, dove avviene di tutto per far capire il disagio che il serial killer ha dovuto subire per divenire quello che è. Sospeso un po' tra teen movie e gore fest casalingo, questo prodotto (che piacerebbe di sicuro a Eli Roth) sa anche prendersi in giro nella sua mediocrità, riuscendo ad essere quasi appassionante, perché sembra che sia la realizzazione di un film amatoriale che vorremo fare con la nostra cinepresa.
Chi ha bisogno di colmare una settimana priva di horror movie new entry ed è un vero fan entri pure senza problemi e si diverta innocuamente, sapendo che però gli effetti non sono propriamente soddisfacenti in quanto molte volte la camera si allontana dall'omicidio e dalle ferite, facendo solo vedere del sangue che schizza; tutti gli altri lascino tranquillamente perdere un prodotto artigianale e per nulla nuovo, onestamente e assolutamente dedicato alla categoria sopradetta senza meriti propri. La distribuzione italiana ha mostrato tanta incuria nel confezionarlo per i cinema da sbagliare il titolo nel cartellone inserito durante il film al posto di quello originale («Christmas» scritto «Christamas»). Una curiosità: Andrea Martin, che qui interpreta la rettrice, era la protagonista del film originale.

Giudizio:


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 2
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