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L'ultima legione Stampa E-mail
Martedì 18 Settembre 2007 02:41
L'ultima legione / LocandinaTitolo originale:      The last legion
Nazione:      Regno Unito, Italia, Francia, Repubblica Slovacca
Anno:      2007
Genere:      Azione, Avventura, Guerra
Durata:      102'
Regia:      Doug Lefler
Cast:      Ralf Moeller, Aishwarya Rai, Colin Firth, Ben Kingsley, Thomas Sangster, Peter Mullan, John Hannah, James Cosmo
Produzione:      Dino De Laurentiis Company, Ingenious Film Partners, Quinta Communications, Zephyr Films Ltd.
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      14 Settembre 2007

Trama: Roma, 476 d.C. L'Impero romano d'Occidente sta per incoronare il suo nuovo imperatore, il dodicenne Romolo Augusto, figlio di Oreste. Tuttavia, nel giorno dell'incoronazione, il goto Odoacre attacca la città di Roma, seminando morte e distruzione, per vendicarsi del tradimento di Oreste che, in cambio del decennale sostegno alle legioni romane in Oriente, aveva promesso al generale barbaro il comando dell'Impero. Oreste viene trucidato e Romolo Augusto è catturato e rinchiuso nella fortezza di Capri insieme al suo mentore e tutore Ambrosino. Aurelio, comandante della quarta legione che aveva l'incarico della protezione del giovane Augusto, venuto a conoscenza della volontà da parte dell'Imperatore bizantino di dare asilo al ragazzo, decide di andare a liberarlo. Con l'aiuto di un gruppo di valorosi soldati e della misteriosa e bellissima Mira, il legionario riuscirà nell'impresa, salvo poi scoprire che l'alleanza stipulata tra i bizantini ed i barbari pone le loro vite in estremo pericolo. Il gruppo parte quindi alla volta della Britannia per chiedere aiuto alla nona legione, l'ultimo esercito rimasto ancora fedele a Roma. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

L'ultima legioneTratto molto liberamente (si legge nei credits finali) dal romanzo di Valerio Massimo Manfredi, questa L'ultima legione narra le gesta coraggiose di un manipolo di eroi capitanati da Romolo, un ragazzo che persi i genitori regnanti in maniera crudele nella guerra contro i Goti è destinato a condurre alla rinascita la nazione in difficoltà.
Con un cast di eccezione, oltre al grande Ben Kingsley (premio oscar per Gandhi) abbiamo Colin Firth (Il diario di Bridget Jones) e la splendida Aishwarya Rai, una attrice famosissima in India e tanto ricca da essere capace di rifiutare parti come quella di Elena nel kolossal con Brad Pitt Troy, Doug Lefler (specializzato in regie televisive) inscena una insipida sorta di compagnia della fuga e della protezione che viaggia per trovare l'ultimo rifugio da cui ripartire per la riscossa.
Partito con una lentezza insopportabile per farci consocere i personaggi, continuato con stereotipi del mondo fantasy più che dello storico come dovrebbe essere (d'altronde il personaggio di Kinsley sembra Gandalf il bianco) e finito in maniera frettolosa e balorda con un colpo di scena tanto pacchiano quanto del tutto campato per aria, questo film che doveva avere un valore di reminescenza e filmografia attingendo dallo storico si rivela essere una pellicola stile Disney per famiglie, con personaggi facilmente identificabili come quello del cattivo che ha la maschera satanica, il ragazzino spocchioso e antipatico che manca solo che si metta a cantare come Simba ne Il Re Leone «Sarò Re!», il protettore mentore, il soldato coraggioso e di buoni sentimenti che mette il cuore davanti a tutto, la bella guerriera e il luogotenente del cattivo tutto truce con la faccia sfregiata e in più i soldati che sembrano l'esercito dei romani da operetta che Asterix e Obelix picchiano allegramente.
Un calderone di personaggi che bolle informe, monotono e senza molto senso, dove il procedere della trama si mischia a iconografie asiatiche (la grande muraglia, la testa di drago che garrisce al vento) che estraniano e non affascinano, penalizzate anche nelle ambientazioni visive da una lavorazione alla computer graphics di valore pessimo.
Dopo una sequela di avventure tutte uguali nella meccanica (botte, controbotte,parolone d'ira scagliate al cielo) finalmente si giunge alla scontatissima scena d'amore (castissima ovviamente) e alla grande sorpresa bufala del finale. Non si sa quale fosse l'intento produttivo dello staff del film, costruire un film simpatico che presentasse battaglie edulcorate stile Abatantuono di Attila manco fossero un teatrino dell'allegria per la famiglia davanti ai pop corn, donare un affresco che prendesse il più possibile il ricordo di personaggi epici multiformi, tutte intenzioni che alla fine si traducono di fatto con un film monotono, pacchiano e che si può evitare tranquillamente senza nessun problema.
Le commistioni tanto ardite senza costruire minimamente un senso epico del film in questi contesti non vanno per nulla bene al cinema, il ricordo dello spettatore non sa dove indirizzarsi (ricordo necessario in quanto ambientazione comunque storica) e il suo gusto deve assaggiare un sacco di sapori che collidono tra di loro in maniera atroce senza dare soddisfazione. Si pensava che in questa senso King Arthur fosse un punto basso, ma questo è ancora peggio in quanto ancora più banale e pieno di battaglie del tutto ridicole, se non altro la pellicola di Fuqua in questo non eccelleva ma neppure banalizzava così tanto.

Giudizio: 1.5
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