CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 07/02/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| Michael Clayton |
|
|
| Lunedì 08 Ottobre 2007 04:48 | |||
Titolo originale: Michael ClaytonNazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Thriller, Drammatico Durata: 119' Regia: Tony Gilroy Cast: George Clooney, Sydney Pollack, Tilda Swinton, Tom Wilkinson Produzione: Castle Rock Entertainment, Mirage Enterprises, Section Eight Ltd. Distribuzione: Medusa Data di uscita: 5 Ottobre 2007 Trama: Per 15 anni Michael Clayton, avvocato newyorkese, ha lavato i panni sporchi dei suoi facoltosi clienti 'aggiustando la verità'. Durante la risoluzione di una questione in apparenza semplice da sistemare, però, è lui stesso ad essere coinvolto in un caso scottante e Clayton vedrà trasformarsi nei peggiori quattro giorni della sua vita quelli che dovevano essere gli ultimi della sua brillante carriera. (Yahoo) Recensione di PIETRO SIGNORELLI Tony Gilroy è un apprezzatissimo sceneggiatore (a lui si deve nientepocodimeno che lo script de L'avvocato del diavolo)
che decide di raccontare e dirigere in modo asciutto, deciso, preciso,
questa storia dell'uomo in conflitto con se stesso che si ribella a un
lavoro che ormai non accetta più per motivi etici.Con in produzione (insieme anche a Pollack, presente pure come attore nel film) l'amico di tante battaglie Soderbergh (e hanno lavorato assieme nel recente Intrigo a Berlino), George Clooney entra nel personaggio da par suo (recitazione davvero incredibile, completa, misurata, ineccepibile nel suo visivo senza accellerazioni o estremismi espressivi) e si sobbarca praticamente l'intero corpus del film apparendo in maniera totale e costante. La vicenda di questo ex pubblico ministero che si vende per pagare i debiti aggiustando la verità, non è certo nuovissima come incipt di base, ma Gilroy si dimostra capace anche dietro l'mdp instillando nello spettatore tramite le riprese sul volto di Clooney (a dir poco strepitoso l'incredibile piano sequenza finale) l'angoscia per la sorte delle persone coinvolte e per la perdita della dignità personale. Un lavoro di fino per una vicenda che si snoda in maniera efficace, lentamente nella prima parte per poi esplodere nella rabbia repressa che si è tenuto dentro nel finale. Lo spettatore non si confortevolizza subito di fronte alla vicenda di Michael, il film in quel momento gli chiede attenzione e concentrazione per potergli spiegare come mai l'ex pm è tanto tormentato interiormente, come mai cerca di aggiustare le cose in una maniera diversa da quella dell'amico tanto cercato (un Tom Wilkinson bravissimo a caratterizzare la personalità schizofrenica di chi viene definito di comodo matto senza esserlo solo perchè ribelle e plateale nella sua denuncia) e quali sono le vere colpe dell'industria che ha distribuito il fertilizzante maledetto. Questa progressione lenta può rendere ostica la visione affaticando, ma poi quando il quadro esplicativo è completo, il film esplode letteralmente di furia, non c'è più tempo per le parole di comodo che aggiustano ma solo per quelle di verità che fanno giustizia, in un discorso finale (ricordiamo che fece Gilroy con il discorso finale di Al Pacino ne L'avvocato del diavolo) dove ogni parola è una mazzata, una spada che colpisce di taglio l'uno per sanare l'altro. E in quel momento veniamo ricompensati dalla fatica fatta, veniamo gratificati ed estasiati dal lavoro dell'artista che quando completa il quadro fornisce un quadro di insieme praticamente perfetto. Simbologie immediate (il pascolo di libertà dei cavalli che presagisce il futuro nuovo cammino di Michael) e situazioni d'identificazione al messaggio (il vile atto verso l'amico odioso come l'atto compiuto dalla ditta incriminata) poi rendono ancora più penetrante la forza del racconto, che vive di stupendi interpreti. A parte Clooney, davvero da Oscar, e Wilkinson (recitazione da disperato davvero valida) abbiamo anche Sidney Pollack in una caratterizzazione di classe, e Tilda Swinson che smessi i panni della cattiva regina dei ghiacci di Narnia fa la parte di una donna senza scrupoli a cui pesano le decisioni difficili tanto da farle abbondantemente sudare le ascelle. Si parlava del piano sequenza finale, tutto fatto sul volto di Clooney dove le parole dimenticate e non dette nel film vengono condensate ora nelle espressioni facciali, discorso muto pieno di suoni di messaggio. Questo film dall'impianto quanto mai classico dei legal movie (nessuna sbavatura, nessuna congiuntura rattoppo per coprire buchi di trama, nessuna scelta fuorviante dal racconto principale) potrà ricordare a qualcuno la molto più edulcorata (anche se quanto mai efficare) Erin Brockovich di Sodebergh tra l'altro, con una spruzzata del Verdetto di Lumet in chiave diversa (tutti a un certo punto vogliono affossare tutto per amore dei soldi senza badare ad altro), ma pur vivendo di contaminazioni piccole o grandi (queste ed altre) vive di vita assolutamente propria, regalandoci una pellicola intensa, illuminata e coinvolgente come pochi nel quadro finale del risultato. Nell'asfittico cinema di oggi tutto prodezze visive questo gioiello ci ricorda che la cosa che rischiara di più di tutte è la pulizia dell'animo, che si cerca nella verità che è, non in quella che deve essere. E meno male che ci sono gente come Pollack, Sodebergh, Gilroy e il grande George Clooney (che sceglie le sue parti con una oculatezza sopraffina per far splendere artisticamente la sua carriera) a voler rischiare con una pellicola ad alto rischio flop per ricordarcelo. E davvero, stupendamente, questo è cinema che è, non che deve essere. Giudizio: ![]() Recensione di ALBERTO DI FELICE Decisamente soddisfacente l'esordio alla regia dell'ottimo sceneggiatore Tony Gilroy (L'ultima eclissi, L'avvocato del diavolo, i tre Bourne).
C'è quello che ci si aspetta da un buon narratore, e Gilroy ci fa
vedere di saperlo essere in entrambi i frangenti. È dunque un film
narrativo in senso letterale, un film di genere (legal/action thriller
"di denuncia", più legal che action; ma forse soprattutto uno human
thriller) che sa esporre per prima cosa una storia amministrando lo
spazio-tempo, ma senza ridurre il tutto alla semplice meccanica.Dicevo che è più uno human thriller, e la cosa è abbastanza evidente nella modestia della parte di denuncia. Il centro di questa è presto scoperto, e non è granché complicato da afferrare. Gilroy dunque non ci si sofferma molto, non c'è una "predica" annessa. Per di più anche gli sviluppi drammatici, specie quelli legali alle malefatte della multinazionale U/North per far fuori i suoi custodi, non sono certo sorprendenti, e per certi versi sono anche scontati: Clayton sembra decisamente più sorpreso di quanto possiamo essere noi nello scoprire che questi signori non hanno scrupoli a far secco chi li disturba. Viene invece rinsaldata la natura di "termometro" umano dell'indagine, attraverso un bel lavoro di costruzione dei personaggi incentrato su una schizofrenia pervadente. Il lungo primo piano finale su Clooney, nel taxi, conclude il film dritto sulla faccia del protagonista, sulla quale vediamo non tanto un senso di liberazione per la "buona azione" quanto finalmente l'espressione della nevrastenia latente del mondo corporate del quale è sempre stato scagnozzo. Arthur Edens (Tom Wilkinson) è evidentemente il personaggio cruciale, nel quale la coincidenza di nevrosi e soggiogamento viene significata dalla rinuncia volontaria alla chimica, un medicinale che inquina la psiche come la chimica della U/North inquina le acque —la stessa Karen Crowder (Tilda Swinton), d'altronde, ci rimette la salute. E, cosa della quale mi sono un po' innamorato, il personaggio è reso più malinconico e romantico perché il suo atto di ribellione è assieme un atto d'amore fisico e totale, di quelli che si direbbero di spoliazione cristiana, altruistico non meno che egoistico —come se dicesse: «Mi son rotto di avere l'ulcera per fare gli affari di questi porci: voglio scopare con la donna che amo». Giudizio: ![]()
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|













Titolo originale: Michael Clayton
Tony Gilroy è un apprezzatissimo sceneggiatore (a lui si deve nientepocodimeno che lo script de L'avvocato del diavolo)
che decide di raccontare e dirigere in modo asciutto, deciso, preciso,
questa storia dell'uomo in conflitto con se stesso che si ribella a un
lavoro che ormai non accetta più per motivi etici.
Decisamente soddisfacente l'esordio alla regia dell'ottimo sceneggiatore Tony Gilroy (L'ultima eclissi, L'avvocato del diavolo, i tre Bourne).
C'è quello che ci si aspetta da un buon narratore, e Gilroy ci fa
vedere di saperlo essere in entrambi i frangenti. È dunque un film
narrativo in senso letterale, un film di genere (legal/action thriller
"di denuncia", più legal che action; ma forse soprattutto uno human
thriller) che sa esporre per prima cosa una storia amministrando lo
spazio-tempo, ma senza ridurre il tutto alla semplice meccanica.








Cado dalle nubi
Il recensore non sembra capire quanto questo film sia profondamente
anti-razzista, non viene...
Cado dalle nubi
Il film di Zalone è non solo comicissimo, ma è anche molto intelligente. Zalone
non si "...
Le fonti che hanno ispirato Avatar
l'occhio iniziale cita anche Blade Runner, e Arancia Meccanica.
Io, loro e Lara
...non riesce più ad essere all'altezza delle sue capacità creative. Come
creativo, infatti,...
Cado dalle nubi
è stato bellissimo il film "Cado dalle nubi", è stato mitico... Checco
sei grande!!!...
Lo scafandro e la farfalla
:X
Piovono polpette
Di "Piovono polpette" c'è pure il gioco per Nintendo DS :woohoo: Io ce
l'ho! Comment...
Brothers
Ho saputo che nel cast di "Brothers" c'è pure Tobey Maguire :woohoo:
L'attore che ha...
Astro Boy
Vorrei vedere questo film; ma non lo posso vedere perché gli orari degli
spettacoli sono tro...
Scary Movie 4
Il nome dell'attore che interpreta il ragazzo è Beau Mirchoff :)