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Stardust Stampa E-mail
Sabato 13 Ottobre 2007 18:46
Stardust / LocandinaTitolo originale:      Stardust
Nazione:      Regno Unito, Stati Uniti
Anno:      2007
Genere:      Avventura, Fantastico, Romantico
Durata:      127'
Regia:      Matthew Vaughn
Cast:      Robert De Niro, Michelle Pfeiffer, Sienna Miller, Charlie Cox, Jason Flemyng, Peter O'Toole, Ian McKellen, Rupert Everett, Sarah Alexander
Produzione:      Di Bonaventura Pictures, Ingenious Film Partners, Marv Films, Paramount Pictures
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      12 Ottobre 2007

Trama: In una gelida serata autunnale, una stella cadente solca il cielo sopra un piccolo villaggio inglese e il giovane Tristran promette alla ragazza che vorrebbe in ogni modo conquistare che partirà per trovare dove è caduta per regalargliela. Il ragazzo così parte e si avventura nel bosco ad est del villaggio dove, eccezionalmente, una volta ogni nove anni, gli umani possono entrare nell'universo magico di Faerie, popolato di misteriose creature, gnomi e animali parlanti. Per il giovane Tristran è arrivato il momento di conoscere la propria origine e di partire per mille avventure, scendere a patti con una terribile strega e un pirata, vedersela con il Signore degli Alti Dirupi, prima di poter tornare a casa, finalmente uomo. (Yahoo)

Recensione di ALBERTO DI FELICE

StardustCon la notevole eccezione (e relativi ed anche grossi distinguo) della saga di Peter Jackson, Stardust è il primo fantasy del nuovo millennio a seguire fedelmente l'ingenuità ed assieme la finezza di pellicole dello stesso genere quali La storia fantastica di Reiner e La storia infinita di Petersen—nonché lo stesso Ladyhawke di Donner con la Pfeiffer. È la promessa finalmente mantenuta dalla fabbrica dei sogni dopo le tante disattese, con per ultimo l'Eragon dell'anno scorso. Basato sul fortunato romanzo del 1998 di Neil Gaiman illustrato da Charles Vess, e adattato per lo schermo dal regista Matthew Vaughn (The Pusher) con Jane Goldman, è una prodigiosa favola che muta di continuo di scenario e modulazione. Come nei film citati, è lo spirito libero del racconto a caratterizzare l'evoluzione del film, letto come vera e propria avventura fra traversie, incanti ed incantesimi.
La storia in sé rielabora con buon esito l'universo fantastico pre-epico delle favole con principi e principesse tenute prigioniere e da salvare, avventurieri e fattucchiere. Con un cast di prim'ordine, che trova in due ruoli di supporto (e in due star che si reinventano) anche ilari motivi di sorpresa, ci racconta dunque di un ragazzo, Tristan (Charlie Cox), innamorato della bella del villaggio, Victoria (Sienna Miller); della discesa di una stella (Claire Danes); della lotta fratricida fra principi ereditari (Jason Flemyng, Rupert Everett, Mark Heap e il più implacabile Mark Strong) per recuperarla ed impadronirsi di un regno lontano; di una strega con la stessa missione (Michelle Pfeiffer) per reimpossessarsi della propria giovinezza, e di un principe che non sa ancora di esser tale né sa chi sarà il suo vero amore.
Con una messa in scena che asserve invidiabilmente gli effetti speciali alla narrazione, mettendoli quasi in secondo piano, il pregio principale del film è il suo timbro briosamente ampio, e soprattutto felicemente ironico. La sceneggiatura, abile come regia e montaggio (Jon Harris, The Descent) nel passare da un luogo narrativo e visivo all'altro, è ricca di arguzia. Ma non è l'arguzia cui siamo sempre più abituati, basata su richiami metatestuali e cinematografici (si pensi alla favola in serie che ne è più ricca, Shrek), bensì di una giocosità perfettamente interna alla storia, che non vuole prevalicarla, ed allo stesso tempo conscia di sé. C'è la piacevole sensazione che il vecchio modo di illustrare si coniughi con la nuova sensibilità linguistica, cosicché i dialoghi, i gesti ed il modo della camera di soffermarcisi riflettano un armonioso equilibrio.
Da questo punto di vista, la costruzione sui personaggi raggiunge felici caratterizzazioni portate a giocare con lo schermo e ad ammiccare negli sketch, solitamente molto brevi, ad un pubblico che in realtà è costituito dagli altri personaggi prima che dalla superficie dello schermo. Come dicevamo, fra tutti gli interpreti (oltre ai menzionati sono da citare il re di Peter O'Toole ed il ricettatore di Ricky Gervais; nella versione originale la voce del narratore è di Sir Ian McKellen) due si riscoprono come vere sorprese: la strega Michelle Pfeiffer torna finalmente in un ruolo di rilievo (in contemporanea con la sua parte nel modesto ma fortunato remake di Hairspray) dopo una pausa lunga cinque anni, cedendo ironicamente alle rughe in trucco ma con bellezza (con aiuti o no, ma se aiuto c'è raramente riesce così bene) ancora intatta; ma soprattutto è il capitano Shakespeare di Robert De Niro a regalare una performance che da parte di una baldanzosa vecchia gloria come lui ha del trascinante, nei panni di un duro pirata dei cieli dal gaio cuore d'oro. E transgender.

Giudizio: 3
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