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Becoming Jane – Il ritratto di una donna contro Stampa E-mail
Domenica 14 Ottobre 2007 05:52
Becoming Jane – Il ritratto di una donna contro / LocandinaTitolo originale: Becoming Jane
Nazione: Regno Unito
Anno: 2007
Genere: Drammatico, Romantico, Biografico
Durata: 120'
Regia: Julian Jarrold
Cast: Anne Hathaway, James McAvoy, Julie Walters, James Cromwell, Maggie Smith, Joe Anderson, Jessica Ashworth, Lucy Cohu, Laurence Fox, Ian Richardson
Distribuzione: Eagle Pictures
Data di uscita: 12 Ottobre 2007

Trama: Gli Austen vivono in una casa moderatamente confortevole, ma hanno poco denaro in tasca. La madre dalla bocca tagliente pensa che la cocciuta figlia Jane dovrebbe sposarsi subito. Ma con chi dovrebbe sposarsi Jane? Il benestante ma molto noioso Wisley, nipote dell'autoritaria Lady Gresham? Jane è più attratta dall'impoverito ma attraente Lefroy, che le dà da leggere Tom Jones e fa battere il suo cuore.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Becoming Jane – Il ritratto di una donna controSui titoli di testa, Jane Austen (Anne Hathaway) è intenta a scrivere il breve racconto che leggerà poi durante una delle recite di famiglia, che sarà anche il suo primo incontro con Tom Lefroy (James McAvoy, L'ultimo re di Scozia). Trovando poca ispirazione, decide di mettersi a suonare gentilmente il piano; finito il racconto, torna al pianoforte svegliando così l'intera casa. Al piano di sopra, la sorella Cassandra (Anna Maxwell Martin) e Mr. Fowle (Tom Vaughan-Lawlor), il suo fidanzato, escono contemporaneamente dalle loro stanze per indagare sul chiasso mattutino; Cassandra è in vestaglia, e imbarazzata rientra in camera. Nel letto matrimoniale, Mrs. Austen (Julie Walters) sospira a Mr. Austen (James Cromwell): «A quella ragazza serve un marito». Questa breve conversazione si conclude con Mr. Austen, un pastore anglicano, che si intrufola sotto le coperte per provare la sua «perfezione» alla consorte.
A partire dalla scena seguente questo tono faceto viene subito interrotto, sebbene sembri esserci una continuità. Siamo sempre nello stesso giorno, ma ora in chiesa (è domenica), con Mr. Austen intento a recitare il suo sermone. «Il massimo del carattere di una donna si esprime nei doveri di figlia, sorella, e in ultimo moglie e madre». Mentre il padre pronuncia queste parole, Jane è seduta dietro a Cassandra, e Cassandra dietro alla madre, e la camera le mette a fuoco a turno in accordo con le parole figlia, sorella, moglie e madre. «È assicurato da una mite attrazione, amore virtuoso, e silenzio di prima mattina. Se succede che una donna abbia una particolare superiorità, ad esempio una mente profonda, va tenuta profondamente segreta. L'umorismo viene apprezzato, ma l'arguzia? No. È il talento più perfido». Su queste parole, la famiglia esce di chiesa, rigorosamente in fila—Mr. e Mrs. Austen, Cassandra e la cugina contessa De Feuillide (Lucy Cohu), Mr. Fowle, e Jane che si attarda. Non tornano a casa, ma si dirigono verso la villa di Lady Gresham (Maggie Smith), dove a Jane verrà presentato Mr. Wisley (Laurence Fox), un buon partito.
Becoming Jane di Julian Jarrold continua col medesimo comando, lungo le linee dell'ordine costituito, per raccontare il romanzo vero dietro l'opera letteraria dell'autrice preromantica. Il suo non è un film biografico, ma ricostruisce partendo dal poco che ci è dato sapere e riprendendo come cornice quell'esatto mondo dipinto nei vari «Orgoglio e pregiudizio» e «Ragione e sentimento». Una novel of manners che non spiega più di quanto già non facciano gli stessi romanzi, ma che semplicemente li mette a raffronto con una simil-versione della vita della scrittrice. Nella tradizione di queste produzioni tipicamente britanniche (come nel caso di Emma con Gwyneth Paltrow, protagonista è però anche qui una bella americana), la messa in scena è sempre molto elegante, intelligente, ordinata, controllata. Si può accusarla di essere calligrafica, ma così facendo se ne ignora l'appartenenza ad un genere con precisi codici, che è appunto la trasposizione a modo dei romanzi à la Austen.
Becoming Jane ne fa parte appieno. Lo scarso interesse del film sta nel fatto di non concentrarsi abbastanza coerentemente, tranne per la bella conclusione, sulla specificità della vita della Austen rispetto alla sua proiezione su carta, nella quale trionfa il lieto fine che alla Austen è negato. In questo modo non risalta rispetto agli adattamenti dei suoi romanzi, né sulla Austen dice di più di quanto possa dire esplicitamente e fra le righe il personaggio di Elizabeth Bennet.

Giudizio:

 

 

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

 

Becoming Jane – Il ritratto di una donna controDopo la conturbante parte nel duro Havoc e quella della segretaria dinamica e volitiva ne Il diavolo veste Prada, Anne Hathaway ora interpreta la giovane Jane Austen, la scrittrice del romanzo da cui è stato tratto un film in tempi non lontanissimi (con Keira Knightley) Orgoglio e pregiudizio. Diretta da Julian Jarrold (Kinky Boots – Decisamente diversi, del 2005), questa pellicola narra in maniera a dir poco asettica le pulsioni di Jane (anche se sarebbe meglio dire le etichettature del sentimento, tanto la cosa è mostrata in maniera rarefatta e senza mai eccedere in nessun atteggiamento) verso il giovane avvocato di belle speranze di cui si innamora (interpretato da James McAvoy, che ricordiamo per il recente Espiazione, che guarda caso è diretto dal regista di Orgoglio con la Knightley con protagonista).
Il film ha un intento ben preciso: mostrare in maniera aggraziata attraverso il tessuto sociale del tempo una storia d'amore, ostacolata, difficile e – per la connotazione economica delle famiglie interessate – valida solo se porta dei benefici in termini di denaro. Di fatto l'intento è ben strutturato (i costumi sono ottimi e la presenza di alcuni caratteristi dona una buona atmosfera – James Cromwell fa il padre di Jane e Maggie Smith la zia dispotica del pretendente – ma il film manca del trasporto, della sanguigna vitalità necessaria per donare spessore alla storia d'amore, rendendo il tutto filologico con un lavoro calato nei tempi a livello di visione generale, ma povero di vera emozionalità.
Di fatto ci si concentra moltissimo a mostrare un lavoro pieno di stile (intensi primi piani, insistenza dei ritratti davanti alla finestra), ma di poca anima. Rifiutiamo di credere che nel momento dell'incontro tra i due amanti ci sia così poca vitalità, tanta leggero trasporto nel trovarsi, toccarsi. Il negare ogni momento di malizia più profonda (compreso quello del bagno da cui le due ragazze si allontanano per non vedere e rimanere pudiche) di fatto nuoce alla vitalità della storia – rispettosa o meno del vero è in fondo da tralasciare, in quanto è una biografia liberamente ispirata almeno nei dettagli, dato che poi si deve scontrare con il fatto che la delusione che ne consegue porterà a rimanere zitella la scrittrice. Contrapposizioni di amore di una donna che scrive intensamente di una cosa che non conosce (quasi fosse un Salgari che racconta stupendamente di mondi esotici mai visti) e che non riesce a vivere, a stimolare, a conseguire.
Lo spettatore di fronte a uno spettacolo che scorre tanto calmo, e anche abbastanza scontato, si ritrova ben presto nel torpore di una storia figlia dei suoi tempi e che non ha la minima proposizione al di fuori, affettuosa biografia che la Hathaway gestisce con una recitazione misurata senza sbavature come da copione, mentre McAvoy rimane decisamente quasi annoiato e solo di passaggio per riscuotere il compenso. Certo che vista la prova dell'attrice in Havoc un sensualismo conturbante (cosa nelle sue corde) nel rapporto avrebbe aggiunto un valore sia estetico che di profondità, senza essere inutile e solo di richiamo, rischiando ovviamente di andare contro la filosofia di chi vuole offrire un prodotto d'amore per trovare nel sentimento apatico un fuoco riscaldatore. Prodotto davvero troppo di maniera, troppo da manuale, troppo blindato (non solo nella mancanza di sensualità, ma anche nei bivi di racconto) che non troverà sfogo emozionale se non in coloro che cercano l'amor cortese di fattura leggera. In fondo una biografia con poco orgoglio e tanti pregiudizi.

 

Giudizio: 2

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