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Elizabeth: The Golden Age Stampa E-mail
Lunedì 05 Novembre 2007 13:54
Elizabeth: The Golden Age / LocandinaTitolo originale:      Elizabeth: The Golden Age
Nazione:      Regno Unito, Francia
Anno:      2007
Genere:      Drammatico
Durata:      114'
Regia:      Shekhar Kapur
Cast:      Cate Blanchett, Clive Owen, Geoffrey Rush, Tom Hollander, Samantha Morton, Abbie Cornish, Adam Godley, Jordi Mollà
Produzione:      Studio Canal, Working Title Films
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      26 Ottobre 2007

Trama: Elisabetta I, già impegnata, con l'aiuto del suo consigliere Sir Francis Walsingham, sul fronte della battaglia per il trono all'interno della famiglia reale, è costretta anche a fronteggiare gli attacchi di Filippo II di Spagna, determinato a riportare il Cattolicesimo in Inghilterra. Nel frattempo, il cuore della regina guerriera palpita per Sir Walter Raleigh, un affascinante navigatore, ma il suo impegno con la nazione le impedisce di portare avanti una relazione sentimentale e lei, pur di tenere l'uomo accanto a sé, ne incoraggia l'amicizia con Bess, la sua dama di compagnia. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Elizabeth: The Golden AgeDopo quasi dieci anni Shekhar Kapur (autore anche de Le quattro piume) seguita a raccontare la storia della regina d'Inghilterra passata alla storia come la regina vergine. Il cast è praticamente lo stesso con la sola variazione della presenza di un nuovo personaggio maschile centrale, Sir Walter Railegh (Clive Owen, ultimo film I figli degli uomini) al posto di Robert Dudley (interpretato da Ralph Fiennes). Si poteva ipotizzare che dopo tutte le congiure di palazzo che avevano caratterizzato il primo episodio, senza particolari scene diverse da quelle interne dei grandi palazzi reali, e aver consolidato la storia, il secondo episodio si scatenasse in furiose battaglie campali e grandi combattimenti tra eserciti. Invece, decisamente no, (nonostante manifesti e trailer lo indicassero più o meno chiaramente), continuano i terribili intrighi che possono portare gli avversari al boia o al rogo per conquistare il potere, anche se adesso la mano lungimirante delle losche manovre in movimento è esterna all'Inghilterra, mentre la fase della battaglia è solo nell'ultima splendida mezz'ora di film.
Utilizzando spesso la tecnica della visione dall'alto a lui tanto cara con la mdp che sovrasta i protagonisti, Kapur gira una pellicola d'epoca vigorosa, piena di forza, con dei costumi strepitosi (come lo era il primo) e che ha un respiro "politico" maggiore raccontando della nascita della Virginia (da Regina Vergine) e degli Indiani d'America, chiamando in causa anche regni esterni con sovrani da far maritare alla cocciuta regnante (la scena del pranzo a corte con relativo spettacolo è luminosa e piena di ottime coreografie).
La storia ha un ritmo davvero valido, con un progressivo cuocere delle cospirazioni, scene di segrete e torture, iconografiche di accuse ben poco velate al clero. Di fatto non si può non interpretare come guerre di egemonia (mascherate da guerre per portare la via cristiana del vivere) la simbologia che reca una bandiera navale con Cristo sopra che copre la flotta sventolando al cielo oppure le sete rosse porpora della classe ecclesiastica lavate in continuazione. Messaggio duro, violento, dove il protestantesimo sembra una religione ben più permissiva e non si permette di condurre guerre in suo suo nome.
Difficile vedere tanta cura nel sistemare gli attori, tanta ricercatezza nel sistemare oggetti oppure nel calibrare parole di furia, alternandoli con gesti di gentilezza (più o meno fintamente accondiscendente). Si sottolinea anche il lato umano e femminile della regina, con la storia d'amore verso Railegh (come nel primo verso Dudley) resa impossibile dai voleri di corte per motivi politici, e la gelosia verso la sua ancella. Un film completo nel racconto come recita il sottotitolo, Regina, Donna, Guerriero. Le scene finali della battaglia in mare sono a dir poco strepitose, con l'uso intelligentissimo della cg, e delle situazioni iconografiche che identificano ciò che sta succedendo nell'emozione e nel trasporto, precedute da un intenso monologo con la regina a cavallo che occupa da sola tutto lo schermo senza che nessun elemento che non sia il cielo entri nell'inquadratura di camera.
A livello recitativo la Blanchett è strepitosa, dura, decisa, algida, ruvida ma anche donna vera, insicura e piena di paure in alcuni momenti, costruendo come nel primo un ritratto vigoroso, anche se in certi momenti un po' troppo sopra le righe con alcuni eccessi di trasporto. Clive Owen è un po' in ombra, solo di maniera, mentre Geoffrey Rush caratterizza molto bene il personaggio del consigliere fido e saggio. Samantha Morton occupa la sua posizione con garbo facendo la Stuarda, mentre la bella Abbie Cornish è una convincente ancella preferita dalle proprie indipendenti ispirazioni. Recuperate il dvd del primo episodio se non l'avete visto, poi entrate al cinema per godervi un dittico di grande impatto e suggestione, immergendovi completamente nella sfarzosa epoca dell'oro di Elisabetta prima.
Ovviamente un terzo capitolo non sarebbe assolutamente sgradito, sperando di non dover aspettare altri dieci anni.

Giudizio:
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