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Il risveglio delle tenebre Stampa E-mail
Venerdì 30 Novembre 2007 02:28
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Titolo originale: The Seeker: The Dark Is Rising Il risveglio delle tenebre / Locandina
Nazione: Stati Uniti
Anno: 2007
Genere: Avventura, Drammatico, Fantastico, Thriller
Durata: 99'
Regia: David L. Cunningham
Sceneggiatura: John Hodge
Cast: Alexander Ludwig, Christopher Eccleston, Ian McShane, Frances Conroy, James Cosmo, Jim Piddock, Amelia Warner, John Benjamin Hickey, Wendy Crewson, Emma Lockhart, Drew Tyler Bell, Edmund Entin, Gary Entin, Gregory Smith, Jordan J. Dale
Produzione: Twentieth Century Fox Film Corporation, Walden Media, Marc Platt Productions
Distribuzione: 20th Century Fox
Data di uscita: 23 Novembre 2007
Trama: Will ha un destino di cui è ignaro: è il depositario di un mistero da lungo tempo tenuto celato, che potrebbe far spostare l'ago della bilancia della battaglia millenaria tra luce e tenebre. Giunto il momento in cui le tenebre si stanno scatenando, il gruppo dei Vetusti lo toglie dalla sua vita semplice con i suoi fratelli per rivelargli il segreto che porta con sé.


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Il risveglio delle tenebrePrimo adattamento cinematografico di una serie di romanzi della scrittrice Susan Cooper, questo The Seeker: The Dark Is Rising (in italiano hanno tradotto solo la seconda parte per non rivelare subito il grande mistero che cela Will, il ragazzo protagonista) è un poco fantasioso e monotono film fantasy sospeso tra passato e presente, realizzato presentando una cornice familiare del tutto anonima di un padre con 6 figli. Uno di essi è l'inconsapevole Ricercatore, destinatario del segreto e delle capacità in lui latenti che possono sventare i terribili attacchi del cavaliere delle tenebre (esatto, uno solo, interpretato da Christopher Eccleston in maniera davvero anonima). Alla ricerca dei sei segni per sventare il male (segni da conservare in una cintura artefatto) Will, scopertosi eroe dopo essersi sentito lo sfigato di turno per lungo tempo, dimostrerà a tutti quanto coraggio possiede per impedire che il mondo cada preda del terrore e del gelo.
La necessità di sfornare un film fantasy a tutti i costi da proporre nel periodo prenatalizio (prima che arrivino i kolossal pigliatutto) ha convinto i produttori e i distributori ad attingere anche ai romanzi della Cooper; peccato che lo abbiano fatto affidando la regia a uno spento ed anonimo David L. Cunningham (ricordiamolo per Fight for Freedom, sicuramente migliore di questo) che ha svolto il compitino da perfetto yes man. La trama, di per sé neppure fantasiosa, viene sviluppata in maniera monotona e sbrigativa, con viaggi nel tempo talmente veloci da risultare ridicoli (manderemmo Cunningham a scuola da Doc Brown di Ritorno al futuro) alla ricerca dei sei segni della luce, e tutto, a partire dal clan dei Vetusti (capitanati da Ian McShane e da Frances Conroy, la Ruth di Six Feet Under), appare come se fosse la cosa più scontata del mondo («Ciao, siamo il clan dei Vetusti, eredi dei Templari», con risposta «Dammi il 5, bello: mi sento un po' sfigato ma ci starò dentro a fare il ricercatore della missione»). Tutto quel che avviene è privo di qualunque interesse ed emozione, ogni cosa altamente prevedibile mentre anche gli effetti speciali alla CGI segnano il passo.
Si voleva fare una specie di Un ponte per Terabithia in chiave veramente fantasy (il bel film di questa primavera invece lo era solo per via della necessità di uscire dalla realtà, con una contaminazione visiva limitata), con il tutto giocato tra le diverse epoche (presente e passato) per accontentare il numero di spettatori più alto possibile, sia gli amanti dell'epico in costume (anche se di costumi ne vediamo davvero pochi) sia quelli delle commedie adolescenziali (presente pure un timido tentativo di innamoramento e i rapporti difficili con i fratelli più grandi).
Si parlava prima dei viaggi nel tempo, che sono talmente fulminei da essere praticamente assenti, con brevissime inquadrature che poco utilizzano le scenografie e i rari costumi allestiti (surreale il momento del regalo dell'orologio), togliendo qualunque sapore epico alla vicenda. Durando solo 99 minuti, non si può parlare di torpore vedendo questo film: finisce per fortuna presto, il problema vero e reale è che se si devono fare film di genere, per forza e soprattutto con tale pochezza, sarebbe bene che uscissero solo in home video per non intasare una programmazione già troppo piena che penalizza i lavori di qualità nell'esposizione in cartellone.
In definitiva una pellicola anonima come poche, noiosa e che si muove insapore tra le insicurezze giovanili patetiche del protagonista (un biondo ed antipatico Alexander Ludwig) che non trova sbocchi di gloria nella vita reale, mal sorretta da un cast svogliato e che non si segnala neppure nel lato tecnico. Evitatelo con cura: se non floppa clamorosamente il rischio di altre trasposizioni cinematografiche dei libri della Cooper è molto alto…

Giudizio: 1

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