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Il diario di una tata Stampa E-mail
Mercoledì 05 Dicembre 2007 01:00
Il diario di una tata / LocandinaTitolo originale:      The Nanny Diaries
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Commedia
Durata:      107'
Regia:      Shari Springer Berman, Robert Pulcini
Cast:      Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Nicholas Reese Art, Donna Murphy, Alicia Keys, Chris Evans, Cady Huffman
Produzione:      The Weinstein Company, FilmColony
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      30 Novembre 2007

Trama: Annie Braddock, neolaureata in economia e antropologia, deve scegliere quale direzione prendere per il suo futuro: intraprendere una carriera nel mondo degli affari come vorrebbe sua madre o seguire il suo sogno di studiosa delle varie culture ed etnie. A risolvere il quesito, con una terza scelta, interviene l'incontro fortuito con una mamma dell'Upper East Side di New York che la scambia erroneamente per una tata e che le propone un impiego a tempo pieno come baby-sitter di suo figlio Grayer. Nonostante la totale ignoranza in fatto di bambini Annie decide di accettare, ma l'impresa si rivela piuttosto ardua sia per il difficile rapporto con il monello viziato che le è stato affidato, che per le inflessibili regole della capricciosa Signora X, tra cui il divieto assoluto di frequentare i ragazzi. Tutto questo proprio quando incontra il ragazzo dei suoi sogni. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Il diario di una tataI registi Springer German e R.Pulcini riprendono e omaggiano (a più riprese) l'immortale film madre di tutte le tate della Disney Mary Poppins, inserendo nella trama la splendida Scarlett Johansson, studentessa di buone maniere, alle prese con una madre piena di superbia dell'alta borghesia newyorchese (l'algida ed altera Laura Linney, ricordiamola per Kinsey).
La trama è abbastanza vuota e scontatissima, la giovane inesperta entra in un mondo di sogno non suo anche se sconsigliata dall'amica del cuore (una splendida Alicia Keys), che di fiabesco ha solo gli orpelli materiali strumentali ma è privo rispetto emozionale. Si sa, poi l'animo puro combattendo la sua battaglia indomita riuscirà comunque a farsi forza nei contrasti e nelle differenze dei ceti sociali, superando l'impotenza economica con quella spirituale ed umana.
Per accentuare il concetto di Tata=donna di servizio, signora=altolocata tenuta e pretenziosa, la splendida Scarlett Johansson viene vestita in modo qualunque ordinario, mentre la splendida come non mai Laura Linney (davvero una battaglia di bellezza ad altissimi livelli) è vestita con splendidi capi a tubino oppure di grandissima classe.
Era interessante l'idea di inserire in un contesto Sex and the City il film sulla tata dai ricordi anche della serie televisiva a lei dedicata (ampie le derivazioni dei due serial, a partire oltre che da New York alle Manolo Blanik, al nome del dolce spasimante, Aidan, interpretato dalla fiammeggiante Torcia Umana de I fantastici 4 della Marvel Chris Evans), ma non ha davvero un riscontro di grande movimento sullo schermo. Il film gira parecchio a vuoto su se stesso, si ripete in continuazione nelle meccaniche di confronto, è poco divertente e il contenuto dallo sfavillante contenitore davvero povero. Alla fine ci si annoia parecchio vedendo il pusillanime comportamento della ricca signora e le contromosse della dolce tata preoccupata ormai solo per il bimbo e non più per il suo futuro economico, mentre il lato in cui si scava nelle porcherie del marito che vengono fintamente ignorate per etichetta e il non sporcare la propria immagine agli altri, la ciliegina insapore messa sopra una torta con gli ingredienti giusti per fare una buona commedia ma dal sapore risaputo che le nostre papille gustative cinematografiche ormai riconoscono come privo di quel tocco di classe e gusto in più oltre al buon presentarsi. Di fatto è inutile continuare a battere sugli stessi tasti per tutto il film, introdurre un personaggio maschile bello, buono e corretto (tutti sprezzanti nell'alta società, mariti amici e signore, ma lui guarda caso il massimo del trovabile) per poi ridurre il tutto a una filippica patetica per darci la moralina sull'essere madri prima che signore viziate.
Un lavoro che poteva essere decisamente migliore, concentrato tutto sul cast e non sulla storia, poco coinvolgente e decisamente privo di vere virtù reali che quelle introdotte a forza con blandi concetti senza vera capacità non fanno sentire. Se vi piacciono le due splendide attrici, i ricordi Sex and the City con i suoi outfit da sogno, potrà forse accontentarvi, per gli altri vale davvero la pena dirigersi verso altre commedie, di Big (l'eterno grande amore di Carrie Bradshaw, la protagonista del serial tv più volte qui citato) in questa pellicola c'è davvero poco.

Giudizio:


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