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The Kingdom Stampa E-mail
Venerdì 07 Dicembre 2007 14:29
The Kingdom / LocandinaTitolo originale:      The Kingdom
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Drammatico, Thriller
Durata:      110'
Regia:      Peter Berg
Cast:      Jennifer Garner, Jamie Foxx, Chris Cooper, Jason Bateman, Jeremy Piven, Danny Huston, Tom Bresnahan, Merek Browne, Merik Tadros
Produzione:      Universal Pictures Corporation, Forward Pass, Film 44, Thinkfilm
Distribuzione:      UIP
Data di uscita:      30 Novembre 2007

Trama: Ronald Fleury, agente speciale dell'FBI, viene mandato in missione speciale in Medio Oriente. Insieme ad una squadra composta dall'elite dell'agenzia investigativa, deve recarsi per una settimana a Riyadh, infiltrarsi tra le fila della Jihad e catturare uno dei capi del terrorismo islamico. Tuttavia, la squadra si trova impreparata ad affrontare le reali condizioni sociali e politiche cui deve far fronte ma, con l'aiuto di un capitano della polizia saudita, Fleury e i suoi cercheranno di salvare se stessi e la tranquillità internazionale in una disperata lotta contro il tempo. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

The kingdomIl buon attore Peter Berg (pupillo del grande regista Michael Mann, che invece qui è produttore, ed autore come regista della commedia del 1998 Cose molto cattive con Cameron Diaz) dirige questo action movie dalle forti tinte terroristico investigative che si lascia andare a dei botti roboanti solo nell'ultimo quarto di pellicola.
La trama è semplicissima:in Arabia Saudita (accusata di forti collusioni con il terrorismo dopo che si seppe che 15 su 19 dirottatori dell'11 Settembre erano suoi cittadini), numerose famiglie di tecnici americani sono presenti sul suolo per supervisionare l'estrazione del petrolio ed aiutare i tecnici locali. Un giorno durante una partita di softball un terribile attentato sconvolge l'opinione pubblica americana come quella saudita, il cui giovane principe è deciso a tutti i costi di dimostrare che il suo paese con i terroristi ha solo da perderci e non ne è il mandante. Però dato che gli investigatori mediorientali non sono per nulla all'altezza, per non far perdere la faccia al sultanato viene mandata in gran segreto una task force di abilissimi investigatori dell'FBI dal grande fiuto. Peccato che quando arrivano siano troppo bravi ed iniziano addirittura a essere degli incomodi per tutte e due le nazioni.
Il film cerca di darsi da subito un tono cronachistico con l'inizio esplicativo della situazione sui titoli di testa (abbiamo anche una tragica e suggestiva animazione di un aereo che sta per schiantarsi contro le torri), per continuare poi man mano a presentare i protagonisti sullo schermo con sovrascritte che ci indicano nome, grado e corpo di appartenenza (sia per i Sauditi che per gli Americani).
Il film non è un puro action movie convenzionale, la vendetta dopo il delitto è più ragionata del solito, la squadra investigativa (capitanata da un arcigno Jamie Foxx, altro pupillo di Mann e premio oscar per Ray, affezionato padre e chioccia per i devoti pulcini che comanda) per lungo tempo non spara un solo colpo, tutto si muove cercando il particolare che potrebbe portare al colpevole, in un ambiente diffidente e con lo stesso consolato americano che preme perchè i Boys se ne tornino a casa al più presto con un premio di consolazione ma non quello vero, credendo di aver assolto ai compiti e vendicato i due colleghi scomparsi. Purtroppo Berg non è certo un gran regista, e l'investigazione tra battibecchi e mugugni prosegue vacua e monotona sia nelle meccaniche che nella scoperta dei nuovi pezzi del puzzle, con frasi altisonanti ("Noi americani non siamo senza peccati, sono io il primo a dirlo, ma il nostro lavoro lo sappiamo fare bene") e la continua esposizione delle idee del leale e bravo collega saudita (Ashraf Barhoum) che con quei cattivoni proprio il suo paese non c'entra nulla.
Dopo un po' vedere questa squadra di omaccioni e superdonna (che deve mettere una coperta per coprire le castissime tette) che si contiene per dare un tono artistico di plusvalore al film stanca, gente come la Garner (bella e brava protagonista del serial Tv Alias) oppure Chris Cooper (indimenticabile il suo padre ex-marine in American Beauty), sono fatti per il movimento, e difatto tutto sembra bollire sotto la trama pretesto per dire allo spettatore in cerca di piogge di proiettili (da far invidia a Black Hawk Down) che presto l'azione arriverà.
E che azione, dopo un patetico colpo di scena quanto mai telefonato, l'ultima parte del film è praticamente priva di parole, coperta di soli urli, spari, botti e guerriglia urbana con le pallottole che, come da buona tradizione cinematografica, non finiscono mai. Utilizzando anche una buona fotografia che esplode letteralmente in quel momento, opera tanto per cambiare di un italiano, Mario Fiori, la mano registica cambia completamente, da insicura e piena di incertezze e minusvalori si trova ad essere valida e competente, e viene il forte dubbio che Michael Mann sia intervenuto pesantemente ad aiutare il suo pupillo lasciato fino a quel momento orfano.
Si chiude con un messaggio bilaterale farneticante, dove la soluzione del problema sembra davvero estrema.
Comunque affidare un tale pastrocchio action/political/investigativo a un regista praticamente esordiente è stato un grande azzardo, e i difetti di una pellicola che alla fine non è ne carne ne pesce vengono confermati pure dal reclutamento in una parte secondaria importante di Jason Bateman, bravo caratterista sopratutto di commedie ma completamente fuori parte qui.
In definitiva un film che voleva darsi un tono e ha fallito il bersaglio, risultando monotono per il troppo girare intorno al vero momento e motivazione per cui è stato concepito. Lo spettacolo d'azione comunque alla fine non manca, il problema è che bisogna attenderlo troppo ma sopratutto senza senso.

Giudizio:


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