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Hitman - L'assassino Stampa E-mail
Martedì 11 Dicembre 2007 01:00
Hitman - L'assassino / LocandinaTitolo originale:      Hitman
Nazione:      Francia, U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Azione, Thriller
Durata:       100'
Regia:      Xavier Gens
Cast:      Timothy Olyphant, Dougray Scott, Robert Knepper, Olga Kurylenko, Ulrich Thomsen, Michael Offei
Produzione:      Daybreak Productions, Europa Corp., Prime Universe Productions, Twentieth Century-Fox Film Corporation
Distribuzione:      20th Century Fox
Data di uscita:      7 Dicembre 2007

Trama: Cranio rasato, codice a barre tatuato sulla nuca, abito nero e cravatta rossa. L'agente 47 è un misterioso killer a pagamento particolarmente apprezzato dai suoi committenti per la sua perizia nel mestiere, caratterizzata da un'assoluta assenza di indizi, quasi si trattasse di un fantasma. Finché, un giorno, la sua strada incrocia quella di Belicoff, candidato alle elezioni in Russia, e quella della bella Nika. L'agente 47 cade vittima di una trappola e sulle sue tracce si mettono l'Interpol, i servizi segreti russi e tre killers che lavorano per la sua stessa agenzia. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Hitman - L'assassinoDal game della Eidos. Ed ecco che alla industria del cinema in crisi di idee, si accende una nuova fantastica lampadina: perché non fare uno dei film più facili della storia su uno degli assassini seriali in missione più amati dei videogiochi? Ed ecco che così viene prelevato il pelatissimo Killer 47 (che sta per il numero affibbiatogli dai suoi mentori) con tanto di codice a barre in testa, messo davanti a una missione ritenuta impossibile (uccidere un presidente russo) ma con tante armi in mano e soprattutto tanti cattivoni da massacrare. La trama è tutta qui, con l'inserimento della bella Olga Kurylenko a fare bella e inutile presenza (concedendosi dei nude look davvero da infarto).
«Io sparo, tu muori», l'unico leitmotiv di una trama davvero a cervello zero (ad un certo punto, poi, un roboante ingresso – ovviamente non dalla porta di apertura della stanza – fa vedere due ragazzi che giocano ad “Hitman” per Ps2), dove i colpi di scena sono del tutto assenti, i combattimenti una sequela di stupidaggini situazionali a ripetizione, degne delle comiche più di un action movie vero e proprio. Timothy Oliphant (scelto dopo il diniego del muscolare Vin Diesel: se avesse accettato chissà il codice a barre sulla nuca nera come usciva), che aveva partecipato al kinghiano L'acchiappasogni, fa il killer senza pietà inarrestabile in maniera del tutto credibile in quanto totalmente privo di personalità, (mai parte e paga fu più facile…), se non fosse per quei piccoli interludi amorosi che probabilmente neppure lui credeva possibile avvenissero nel copione.
L'inesistente regista Xavier Gens (opera prima) chiamato da Luc Besson (produttore del film) a fare lo yes man totale, ovviamente fa di tutto perché l'insipida vicenda non venga diretta ma soltanto filmata, cercando di lasciare agli altri attori protagonisti (che vengono dalle serie tv più svariate come Desperate Housewives, Prison Break e Heroes) più briglia sciolte che può. Non si capisce davvero perché non è stato chiamato a dirigere Uwe Boll, uno dei peggiori director disaster della terra, perchè in fondo una “non-trametta” come questa lui l'avrebbe trasformata in un carrozzone dell'assurdo privo di ogni logica ma sicuramente stupidamente ironizzante. Sempre meglio qualcosa di brutto che il nulla di brutto.
Chi si avvicina a questo film lo deve fare pensando che sta andando a vedere uno spettacolo per bocche molte buone a tutta grancassa, totalmente a cervello vuoto, privo di qualunque piega thrilling, dalla trama minimale, del tutto relegato alle sparatorie che sono la parte totale del film, ma sono inserite in contesti tutti uguali ed innocui, ripetitivi nelle meccaniche senza dare nessun valore al lavoro. Dicono che il sonno della ragione crea mostri: il sonno della creatività ha creato Hitman, e auguriamoci che i produttori si sveglino davvero presto prima di realizzare altre trasposizioni videoludiche talmente orrende. La mancanza di un protagonista duro e crudo come per esempio Jason Statham (quello dei Transporter), non permette neppure di conferire quella sorta di assurdo onirico che qualche volta salva questi filmetti, altra balordaggine produttiva, e il rimpianto aumenta sapendo che nel 1991 il mitico al contrario Chuck Norris partecipò ad un film che si intitolava Hitman (avevano il richiamo giusto e non ci hanno pensato: il Texas Ranger pelato sarebbe stato davvero suggestivo, e i suoi mitici calci rotanti a ripetizione il sale da intervallare ai monotoni colpi di pistola che vediamo in questo film). Un film talmente brutto che fa rimpiangere la mancanza del tasto chiudi partita sulla poltrona del cinema, che non soddisferà neppure i fan più accaniti del game in quanto, a differenza di questo, il tasso di coinvolgimento è zero.

Giudizio:



Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1.5
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