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L'amore ai tempi del colera Stampa E-mail
Domenica 23 Dicembre 2007 11:50
L'amore ai tempi del colera / Locandina originaleTitolo originale:      Love in the Time of Cholera
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Drammatico, Romantico
Durata:      
Regia:      Mike Newell
Cast:      Javier Bardem, Benjamin Bratt, Hector Elizondo, Catalina Sandino Moreno, Giovanna Mezzogiorno, Liev Schreiber, John Leguizamo, Laura Harring, Patricia Castañeda, Fernando Montenegro
Produzione:      Stone Village Pictures, Grosvenor Park Media ltd.
Distribuzione:      01 Distribution
Data di uscita:      21 Dicembre 2007

Trama: Cartagena, Colombia. L'addetto ai telegrammi, Florentino Ariza, è follemente innamorato della bella Fermina, figlia del commerciante di muli, Lorenzo Daza. Per conquistarla, Florentino scrive per lei versi e lettere così appassionati che Fermina arriva a ricambiare il suo amore. I due si frequentano di nascosto e si giurano amore eterno, ma il padre della ragazza ha in mente per lei un matrimonio di alto rango e quando scopre la loro relazione allontana la figlia dalla città. Passano gli anni e Fermina, nonostante il carattere indipendente, ha accettato di sposare una delle figure più importanti di Cartagena, il dottor Juvenal Urbino, che ha studiato in Europa e che grazie alle sue esperienze e alle sue capacità ha debellato il colera dilagante nel paese. Quando Florentino e Fermina si rincontrano, lui è diventato un ricco commerciante con tante esperienze alle spalle ma che non ha mai smesso di amare la donna della sua vita e spera ancora di poterla avere un giorno accanto a sé. (Yahoo)

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

L'amore ai tempi del coleraGiovanna Mezzogiorno, dopo aver ben interpretato vari, più o meno intensi, personaggi femminili, trasloca in America per il suo primo film targato USA sotto la direzione di Mike Newell (eclettico nel fare commedie come 4 matrimoni e un funerale oppure dei gangster movie come Donnie Brasco). Il film a cui la nostra brava e bella connazionale decide di partecipare è un ambizioso progetto, portare sullo schermo uno dei romanzi d'amore per eccellenza, quel "L'amore ai tempi del colera" di Gabriel Garcia Marquez, ritratto di un uomo (interpretato dal bravo Javier Bardem, su cui tutta la pellicola si regge, ricordiamo la sua eccezionale prestazione in Mare dentro di Amenábar) follemente innamorato di una donna (Fermina, interpretata dalla Mezzogiorno) tanto da attendere un arco di tempo lunghissimo (53 anni a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo) per cercare di coronare un sogno d'amore.
La storia è quanto mai semplice, partendo con un lungo flashback dopo che è accaduto un fatto atteso in maniera spasmodica da Florentino, si ripercorre la strada separata che i due protagonisti hanno fatto divisi ed allontanati sullo sfondo di una Cartagena minata dalla guerra civile e dal colera. Cercando di consolarsi per il fatto che Fermina sia assolutamente inavvicinabile senza mai far calare il suo amore, Florentino accetta per lenire il dolore di fare l'amore con un nugolo interminabile di altre donne (ne tiene il conto e le caratteristiche su un diario) ma di base la sua infelicità è totale ed incolmabile tanto da portare anche alla pazzia per il dolore la vecchia madre. Newell orchestra un affresco che sembrerebbe all'inizio di grande fascino dato che l'arco narrativo copre oltre mezzo secolo, ma non riesce minimamente a dare spessore e consistenza alla vicenda, che dopo l'inizio tenero e zuccheroso, tende a ripetersi in maniera monotona e noiosa ribadendo sensazioni e concetti superiori con poco impatto emotivo. Lo spettatore non si ritrova ammaliato e coinvolto, anche perchè il contorno situazionale (la guerra civile, il colera e la povertà generale) non si sente, non ci si immedesima nel momento storico come si dovrebbe per rendere il tutto completo (prendiamo l'esempio di Via col vento per dare un idea di che concetto vogliamo esprimere) anche se ci viene detto in quale situazione i due amanti paralleli si trovano, ed anche i paesaggi fluviali e forestali perdono di fascino sembrando gli incolpevoli ospiti di una vicenda con colori smorti. Errori ovviamente gravissimi, che fa cadere verticalmente il film di qualità, e complice anche una Mezzogiorno insufficente, spaesata e senza verve (il trucco che rende i due man mano sempre più vecchi è molto buono ma probabilmente gli ha nuociuto affaticandola) tutto il girato si regge unicamente sulla ottima interpretazione di Bardem, grande tratteggiatore dell'anima tormentata di Florentino che non trova pace, una visualizzazione perfetta di colui che le donne desiderebbero avere come compagno fedele e incrollabile di fronte a tutto, che sacrificherebbe tutto se stesso per amore. Nonostante ogni tanto sia coinvolto in scene del tutto gratuite e illogiche (come quella dell'amplesso con la vedova durante i combattimenti furiosi e le cannonate oppure quella dell'amante che non si toglie i segni del colore sul corpo), l'attore non cede a un adattamento cinematografico inconsistente e frettoloso (le musiche di Shakira poi sono un inutile compendio sonoro senza valore) e man mano il suo personaggio diventa il centro della nostra attenzione catalizzando e facendolo affezionare. Una prova davvero da Oscar, vedremo se l'Academy Awards lo considererà. Partecipano poi senza graffiare Benjamin Bratt (che fa il dottor Juvenal Urbino che combatte il colera) e il ben più incisivo, ma purtroppo in altre occasioni, John Leguizamo (il padre di Fermina).
In definitiva un film sull'amore totale ed eterno che non si ama, che cerca di essere d'atmosfera con qualche immagine ricercata, pieno di frasi altisonanti che non fanno da fascinosa e profumata chiosa su quanto visto ma solo da affermazione dovuta vuota ed inconsistente per essere private del loro messaggio per colpa di un contesto povero, che valorizza un personaggio per meriti non suoi ma dell'attore, che può piacere, magari lasciando qualche lacrimuccia (si dice nel film "Il cielo piange per Fermina" nel momento che piove), nella sua integralità solo a chi ha il cuore (molto) tenero e si accontenta di vedere raccontato e non contestualizzato. Il grande romanzo di Marquez nel suo fondo narrativo è rispettato, peccato che questo film non ne faccia sentire il vero profumo, come quello dei numerosi fiori mostrati.

Giudizio:

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