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Irina Palm Stampa E-mail
Sabato 29 Dicembre 2007 13:43
Irina Palm / LocandinaTitolo originale:      Irina Palm
Nazione:      Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Germania, Francia
Anno:      2007
Genere:      Drammatico
Durata:      103'
Regia:      Sam Garbarski
Cast:      Marianne Faithfull, Miki Manojlovic, Kevin Bishop, Siobhan Hewlett, Corey Burke, Dorka Gryllus, Steve Kingett, Tim Plester
Produzione:      Entre Chien et Loup, Ipso Facto, Liaison Cinématographique, Pallas Film, Samsa Film S.a.r.l.
Distribuzione:      Teodora Film
Data di uscita:      6 Dicembre 2007

Trama: Londra. Maggie, una vedova quasi cinquantenne, ha un disperato bisogno di soldi. Il suo nipotino Olly è in fin di vita e deve essere sottoposto con urgenza a cure costosissime in Australia, ma né lei né suo figlio Tom hanno abbastanza denaro per permettersi il viaggio e il soggiorno. Nessuno è disposto a dare lavoro ad una donna della sua età, così Maggie, in un momento di estrema disperazione, si presenta dal proprietario di 'Sexy World', un sexy shop di Soho, che è in cerca di un'intrattenitrice per il suo locale. L'uomo, sulle prime imbarazzato e poco propenso a darle il lavoro, decide di offrirle una chance e Maggie diventa così l'affascinante Irina Palm. (Yahoo)

Recensione di EMANUELE RAUCO

 Viene quasi da attenderla annualmente, come una festa comandata: la commedia inglese – magari sul filo della scorrettezza – che accontenta tutti, pubblico (esigente o meno) e critica, accomodante o meno. E anche quest’anno siamo stati accontentati. Il regalino ce lo fa il giovane Sam Garbarski, inseguendo una sceneggiatura vecchia di qualche anno, raggiungendola e costruendo attorno alla mitica Marianne Faithfull una storia maliziosa e commovente. Il risultato è un film interessante e molto piacevole.
Irina è una signora anziana il cui nipote è gravemente malato e bisognoso di costose cure; non avendo i genitori i soldi necessari, la nonna si da’ da fare, ma non trova nulla di meglio che un posto come masturbatrice in un sexy-club. Farà strada.
Scritta in francese da Philippe Blasband e adattata in inglese da Martin Herron, una commedia ammiccante e quasi realistica ben posizionata nel filone “anziani che fanno cose pazze” (da L’erba di Grace a Calendar Girls) che alterna sprazzi di malinconia e crudezza a una più generale atmosfera di ridanciano anticonformismo.
Ambientato in un Londra dimessa e vicino allo squallore, il film è una riflessione abbastanza classica – per non dire consueta – sulle nuove frontiere dell’anzianità e le vecchie frontiere della miseria, sulla disperazione che porta a ribaltare le prospettive e su come il bisogno renda ridicole le barriere morali e le quotidiane ipocrisie che regolano la nostra vita.
Quello che colpisce del film di Garbarski è il simpatico gioco sui dettagli, il continuo rincorrersi di mani, polsi, contatti fisici e manuali, il lavoro stilistico sul limite del visibile e del raccontabile, il tocco ironico che – contemporaneamente – graffia e accarezza riuscendo a rendere simpatica e quasi accettabile la routine e la carriera di un lavoro quantomeno atipico; finchè poi, ma visto il target e l’obiettivo era quasi previsto, il film si piega sull’emotività, mette parte gli squarci più cupi e diventa meno ostico e molto più digeribile.
Intelligente, onesta e mai troppo scioccante, la sceneggiatura però non lesina in frecciate, graffiate umoristiche, con una struttura collaudata e personaggi a cui affezionarsi (straordinario il “protettore” che s’innamora), riuscendo a tenere fin troppo le redini del buon gusto; anche la regia è molto abile nel giocare coi limiti sia visivi della pornografia, sia del registro narrativo tra commedia sociale, romantica e dramma.
Certo, non è il film sconvolgente o trascinante che poteva essere ma è una di quelle commedie acute e d’osservazione che pare ormai sappiano fare solo i britannici, peraltro già fortunati nell’avere una scuola attoriale eccezionale, qui rappresentata da una grande Marianne Faithfull, cantante simbolo dei folli ’60, che con la sua goffa e spigliata presenza da ancora più spessore al personaggio – anche se il nostro preferito è lo strepitoso Miki Manojlovic che interpreta il gestore dello strip-club. Come film natalizio, se gli zuccheri da fiaba sono oltre il limite, sembra un’alternativa validissima.

Giudizio:

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