CLASSIFICA SETTIMANALE

Incassi al 07/02/2010
1 Avatar 3D =
2 Baciami ancora =
3 Paranormal Activity
new
4 Alvin Superstar 2
a
5 Tra le nuvole
-
6 Avatar
-
7 La prima cosa bella
-
8 Io, loro e Lara
-
9 Bangkok Dangerous – Il codice dell'assassino new
10 Il quarto tipo
-
Archivio incassi settimanali

Designed by:
SiteGround web hosting Joomla Templates
Io sono leggenda Stampa E-mail
Domenica 13 Gennaio 2008 13:53
Io sono leggenda - LocandinaTitolo originale:      I Am Legend
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Fantascienza, Azione, Drammatico
Durata:      100'
Regia:      Francis Lawrence
Sito ufficiale:      www.iamlegend.warnerbros.com
Sito italiano:      wwws.warnerbros.it/iamlegend
Cast:      Will Smith, Gabrielle Union, Justin Morck, Alice Braga, Salli Richardson
Produzione:      3 Arts Entertainment, Heyday Films, Original Film, Warner Bros. Pictures
Distribuzione:      Warner Bros.
Trama: Robert Neville è scampato a una terribile tragedia di massa che ha coinvolto la popolazione mondiale, ed è apparentemente l'unico sopravvissuto integro di una New York abitata ormai soltanto da relitti umani che vagano senza pensieri e senza cognizione alla ricerca disperata di cibo con l'istinto di mordere ad ogni segno di vita. Il giorno con la luce del sole è sicuro perchè questi esseri sono fotosensibili, ma la notte la città diventa loro dominio. Con la sua fidata Sam, un cane lupo sopravvissuto all'epidemia, vaga continuamente mandando un messaggio per cercare dei sopravvissuti senzienti come lui. 

 

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Io sono leggendaCon Io sono leggenda di Francis Lawrence si torna idealmente all'origine di quel genere, lo zombie movie, di cui proprio il romanzo omonimo di Richard Matheson da cui è tratto, precedente di quattordici anni a L'alba dei morti viventi di Romero, era stato ispiratore con i suoi vampiri fotofobici. Allo stesso tempo, il film giunge ultimo quando quel genere è già stato riletto abbondantemente, e con buoni risultati —si pensi al 28 settimane dopo dello spagnolo Fresnadillo uscito questa stagione. Quello che colpisce in negativo del nuovo adattamento, il terzo del romanzo, è il fatto che ciò che è propro di quel genere, ossia la carica sovversiva, è totalmente assente. E anzi è rimpiazzata da una traccia mistica che lascia più di un dubbio.
Per rileggere il romanzo, la sceneggiatura di Mark Protosevich e Akiva Goldsman si ispira in maniera predominante all'adattamento dei Corrington per il film 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (titolo originale The Omega Man) di Boris Sagal, in cui il ruolo del protagonista era di Charlton Heston. Di questo riprende la caratterizzazione degli infetti, mutati dal virus non in vampiri bensì in albini famelici, e conserva il finale di speranza con la scoperta di un vaccino e un drappello di umanità pronto a perpetuare il genere. Ma anche rispetto al film di Sagal (che differiva comunque in parte in ciò dal romanzo e dal primo adattamento L'ultimo uomo della Terra del 1964 con Vincent Price), quello di Lawrence elimina ogni ambiguità, e con essa ogni critica, cancellando la presenza di umani infetti ma ancora ad uno stadio non avanzato della malattia.
Come nel 1971, anche qui abbiamo un colonnello dell'esercito che è anche medico, Robert Neville (Will Smith). Stavolta la calamità che ha decimato la popolazione mondiale nasce da un virus degenarato da un vaccino per il cancro che lo stesso Neville aveva contribuito a scoprire. Durante il giorno, quando gli infetti non possono uscire, Neville si procura cibo (anche cacciando cervi fatti un po' maldestramente al computer) e film in dvd e parla col suo cane e con dei manichini; nel laboratorio nello scantinato del suo appartamento (che nonostante tutto non conosce problemi per la fornitura di elettricità ed acqua corrente) tenta di scoprire un antidoto. Quasi ucciso da degli infetti, verrà salvato da una ragazza, Anna (Alice Braga), che con il giovane Ethan (Charlie Tahan) è arrivata (nonostante l'isola di Manhattan, dove vive Neville, sia stata isolata con tanto di ponti esplosi) dal Maryland in risposta ai suoi messaggi in radio. Crede che ci siano degli umani ancora non infetti nel Vermont, e sta andando lì.
Trasferito il setting da Los Angeles a New York, il film per forza di cose si fa leggere come allegoria dell'11 settembre. Già la prima inquadratura dopo il prologo (in cui la dottoressa interpretata da Emma Thompson, non accreditata, annuncia in tv la scoperta del vaccino) è chiara: l'ingresso di un tunnel allagato ricorda il sito di Ground Zero. E lo stesso Neville dice più volte di non volersi muovere da lì perché quella è la sua Ground Zero. La sua figura, che per la prima volta in un adattamento del romanzo decide volontariamente di sacrificarsi, assume caratteri quasi deificati, da superuomo (anche qui è chiaro il manifesto di un Superman/Batman piazzato in bella mostra a Times Square). Nel libro, Neville era considerato una leggenda in negativo, perché gli umani non ancora completamente infetti avevavo paura di lui in quanto li uccideva credendoli non più umani; qui diventa un messia che fa risorgere l'umanità. Le due ali sul vetro nel finale, più che una farfalla che gli ricorda la figlia si possono tranquillamente vedere come due ali d'angelo.
Il nuovo personaggio della donna che Neville incontra, da par suo, è portatrice di un candidamente religioso invito ad ascoltare, a credere. Anna crede ciecamente che ci siano ancora degli umani vivi, e sa esattamente dove; sa di essere arrivata da Neville perché ci è stata guidata da qualcos'altro che non i suoi messaggi. Alla fine del film lo scettico Neville farà quello che lei lo ha invitato a fare, ossia ascoltare. Se la traccia mistico-religiosa non fosse chiara, quando Anna ed Ethan arrivano nel villaggio del Vermont, ad accoglierli ci sono (oltre ad una bandiera USA) la vista di una chiesa ed il suono di campane. Una traccia fideistica e acritica che il regista di Constantine chiaramente fallisce a tenere a bada nel finale. L'unico accenno di riflessione il film lo produce in uno dei flashback con la moglie (Salli Richardson) e la figlia (che è la vera figlia di Smith, Willow), quando Neville fa riscannerizzare la moglie trovata infetta al primo controllo e lascia indietro un'altra mamma in lacrime col suo bambino. Ma alla fine ogni colpa viene ricomposta dal sacrificio volontario di Neville e dall'arrivo in un villaggio in cui ad accogliere Anna ed Ethan ci sono sempre dei militari buoni su cui fare affidamento.

Giudizio:

 

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Io sono leggendaWill Smith (protagonista in passato di film catastrofici come Indipendence Day e dopo alcune convincenti prove come attore, come in Alì, che lo hanno portato ad avere una maggiore caratura artistica) è il protagonista unico di questo film “assolo” tratto dal romanzo di Richard Matheson da cui erano già stati tratte 2 pellicole (uno con Vincent Price, L'ultimo uomo sulla terra, datato 1964 e Occhi bianchi sul pianeta terra datato 1975).
E finalmente, dopo tanti remake, rivisitazioni fiacche e vari lavori privi di vero interesse ripescati solo per una logica puramente commerciale per sfruttare idee del passato mancando quelle nuove, ecco arrivare un film di validissima caratura, ben interpretato da uno Smith crepuscolare nella sua solitudine (ottimi i dialoghi con i manichini e i duetti con la cagnetta Sam, tra l'altro bravissima e autentica attrice tanto quanto Smith, si potrebbe tornare ai tempi e alle citazioni di Cat Ballou in cui Lee Marvin disse che il cavallo recitò meglio di lui). La trama è lineare: un virus che doveva essere usato e distribuito per curare il cancro si trasforma e stermina la popolazione mondiale, i cui unici sopravvissuti sono degli esseri deformi privi di cervello e con il corpo fotosensibile alla luce (li potremmo definire una sorta di zombie-vampiri) e, nella città di New York, come essere senziente apparentemente solo Robert Neville. La grande mela è un misto di urbanizzazione resa a giungla, dove gli animali selvaggi vagano liberi in mezzo a cumuli di automobili accatastate. Di giorno Neville è alla ricerca di cibo e sostentamento, di notte si barrica nella sua casa bunker per non incorrere in brutti incontri alla strenua ricerca di una cura contro il terribile virus.
Questa che potrebbe sembrare una trama tanto semplice viene sviluppata in maniera egregia dalla sorprendente prova del regista Francis Lawrence, videoclipparo e autore in passato di Constantine con Keanu Reeves, che la rende carica di tensione, sviluppa benissimo il concetto della solitudine e aiutato da un coinvoltissimo protagonista proroga i coinvolgimenti emotivi con degli intelligenti flashback della vita che fu senza essere stucchevole o interrompente riguardo al progredire della storia .
Ci sentiamo subito dall'inizio all'interno dell'animo contrastato di questo sopravvissuto alla perenne ricerca di qualche altro essere umano che possa interagire con lui, vorremmo entrare nello schermo (citando Woody Allen al contrario con La rosa purpurea del Cairo) a dirgli di non mollare mai perchè noi ci siamo e abbiamo paura di questo futuro prossimo vicino (la vicenda è ambientata nel 2012 con il virus che si scatena inizialmente nel 2009). Si poteva pensare a fronte di questo nuovo remake che fosse solo un aggiornamento stantio delle tematiche espresse negli altri due film, che avrebbe upgradato la tecnologia per renderla confortevole alle nuove generazioni (che magari avrebbero sorriso di fronte alle peregrinazioni con martello e paletto di legno di Vincent Price preoccupato di non avere abbastanza benzina per tornare al rifugio sicuro), dotando di grandi apparecchiature il film incurante della sua anima. Invece no. Neville non è un Rambo o un Terminator, è un uomo tristemente solo addestrato quanto vogliamo (ex ufficiale dell'esercito) ma pieno di rimorsi e dolori di non aver trovato al momento giusto le soluzioni per impedire la catastrofe, e che la troppa solitudine riempita solo dai film in dvd (come nella mega citazione di Shrek che vorrebbe comunque dire che il cinema è un amico sempre presente, scompare chiunque o l'umanità ma il ricordo della sua esistenza è imperituro grazie alla settima arte) e dalla sua cagnetta Samantha. Lo spleen del dolore è tremendo, la lucidità di movimento viene a mancare molte volte per il vuoto delle certezze, portandolo a fare errori che potrebbero essere fatali. Tra l'altro gli effetti che visualizzano gli animali selvaggi in corsa e gli esseri umaniformi sono morbidi e ben fatti, si integrano bene nello sfondo anche se non ci si avvicina certo alla perfezione di altri lavori (notabile soprattutto in alcuni voli di stormi di uccelli), ma possiamo scusare tranquillamente alcune piccole sbavature che non notiamo minimamente tanto siamo presi dal fascino avvincente e dalla tensione della storia. Per carità, non che la tecnologia comunque non sia presente nel film (Neville è un ricercatore e di fatto usa pc e schermi piatti insieme ad avanzati sistemi di ricerca scientifica), ma non ne è un fattore predominante, rispettando il romanzo di Matheson (scientificamente ricercante che vedeva il protagonista andare in biblioteca ad informarsi come mai i vampiri erano sensibili alla luce e perchè reagissero all'aglio o morissero con il paletto di frassino) e incutendo allo spettatore la paura necessaria e dovuta senza mai esagerare nel voler blobbare all'estremo senza senso il visuale. Le trappole sono corde, l'esplorazione è a piedi e il senso di essere in una giungla primordiale piena di cemento del tutto presente, come dimostra la macchina sportiva dell'inizio abbandonata per un ben più congegnale fuoristrada nel proseguire. In definitiva godiamoci appieno questo film, con una ottima prova d'attore, che soddisferà sia chi cerca solo intrattenimento intelligente sia chi vuole avere una nuova versione di un romanzo e di film classici senza strapazzare nulla con pallidi upgrade, donando di base un lavoro pieno di coinvolgimento emotivo. Non siamo mai soli, ricordiamocelo, la chiave di tutto è in noi stessi.

Giudizio:

Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
 








AL CINEMA

Avatar
avatar-poster
 
La prima cosa bella
prima-cosa-bella-poster
 
Tra le nuvole
up-in-the-air-poster
 
Paranormal Activity
Paranormal Activity
 
Il concerto
Il concerto
 
Alvin Superstar 2
Alvin Superstar 2
 
L'uomo che verrà
L'uomo che verrà
 
Il quarto tipo
Il quarto tipo
 
Il mondo dei replicanti
Il mondo dei replicanti