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| Sabato 19 Gennaio 2008 13:12 | |||
Titolo originale: Alvin and the ChipmunksNazione: Stati Uniti Anno: 2007 Genere: Animazione, Commedia Durata: 90' Regia: Tim Hill Cast: Jason Lee, Ross Bagdasarian Jr., Janice Karman, Don Tiffany, David Cross, Cameron Richardson, Jane Lynch, Beth Riesgraf, Tiara Parker Produzione: Bagdasarian Productions, Regency Enterprises Distribuzione: 20th Century Fox Data di uscita: 18 Gennaio 2008 Trama: Dave Seville è un compositore musicale in piena crisi produttiva e d'ingaggio. Dopo aver lasciato la propria fidanzata per problemi nel correlarsi come una famiglia, le persone e il suo produttore ormai lo schivano perché risulta privo di interesse affettivo o biecamente monetario. Ma un giorno a sconvolgere la sua vita arrivano tre teneri scoiattoli canterini dalla voce melodiosa a fargli capire quanto può essere importante avere dei veri sentimenti. Improvvisamente sembrano spalancarsi per lui le porte del successo, ma… Recensione di PIETRO SIGNORELLI Nel 1958 Ross Bagdasarian creò un simpatico trio di scoiattoli (o meglio, di Chipmunks), cedendo alla geniale intuizione in tempi tanto lontani (come citano i titoli di coda alla fine del film) di poter gestire la vicenda musico-surreale in maniera tanto significativa. Passati gli anni e le novelle di Bagdasarian, Alvin (il capogruppo deciso e risoluto), Simon (il cervellone occhialuto) e Theodore (il tenerone) sono diventati protagonisti di una serie di cartoni animati negli '80 con gusto aggiornato agli spettatori del tempo. E dopo tanti anni l'industria cinematografica in crisi di idee nuove ripesca a piene mani anche in questa direzione, affidando il film misto animazione 3-D e ripresa classica al regista Tim Hill (specialista di film di questo genere visto che arriva dall'esperienza di Garfield 2) e mettendo come protagonista l'attore Jason Lee (indimenticabile protagonista con il suo motto «Ehilà Gamberone!» nella serie My Name is Earl e pupillo del regista Kevin Smith), dotato di una carica di simpatia e di faccia pulita davvero fuori dal comune.La storia di questi tre scoiattoli pestiferi dalla voce melodiosa (grandioso l'inizio sull'albero con “Bad Day” e quando poi cantano “Funkytown”) è un misto di commedia buonista per famiglie dove i grandi disastri casalinghi (situazioni tipiche dei Dennis la minaccia oppure di Piccola peste) vengono cancellati dalle piccole azioni piene di sentimento e tenera semplicità (come quelle del coccoloso Theodore). Il film inizia a spron battuto, con una sequela di situazioni divertentissime, qualche gag azzeccata e la conoscenza surreale della possibilità del rapporto di interazione umano/animata parlato (appena vista anche nel cartone puro 3-D Bee Movie); poi però tutto diventa scontato, ripetitivo e abbastanza monotono nonostante le canzoni cerchino di renderlo vivace. Limitarsi al momento iniziale creando una buona confusione, per poi incanalarsi nel dolce richiamo dei sentimenti vacui lo fa rappresare un po' nel ritmo, e anche il fatto di non aver saputo creare un cattivo convincente (il cosiddetto zio Ian, interpretato da David Cross) gli fa limitare la connotazione al solito film per genitori con figli piccoli appresso senza nessun vero stimolo e spinta di novità. Certo non si poteva pretendere nulla di diverso come spirito di fondo da un film simile, ma qualche battuta meglio orchestrata, qualche situazione (dopo quelle iniziali) più diversificata, che erano nelle possibilità, avrebbero dato un pulsvalore diverso da quello della mediocrità. La carica di simpatia dei tre piccoli animaletti è validissima, peccato che li si faccia muovere in un ambito del tutto privo di fascino come logica di azione; oltretutto il fatto di volerli rendere simpatici a tutti i costi, quando già lo sono di loro, con situazioni pedisseque (i giocattoli utilizzati all'infinito e in ogni modo) alla fine rischia di ottenere l'effetto contrario. Il tutto viene appesantito dal fatto che quando Jason Lee manca il livello scade clamorosamente, perché mancando la spalla ideale ai protagonisti si nota maggiormente la stanchezza della storia. Rimangono le canzoni e le coreografie dei balletti (neppure troppo fantasiose) a vivacizzare, ma è davvero troppo poco. In definitiva un film simpatia di natura e non di merito, partito davvero bene e poi affievolitosi, prodotto ideale per famiglie con bimbi (neppure troppo grandicelli però) che passa e va senza lasciare segno. Non possiamo certo condannare troppo film di questo genere, ma se il buonismo di fondo deve essere tanto veicolato avremmo preferito un pizzico di cattiveria in più anche se non fa parte della genesi e natura dei personaggi. Diciamo, in onore di Jason Lee, «Bella Chipmunks» per quello che ci ricordate nei verdi anni della gioventù, e non tanto per questo aggiornamento tecnologico che non aggiunge nulla a quanto già detto e visto in altre occasioni cinematografiche, sperando di avere sempre un piccolo Theodore da coccolare nel letto. Restate a vedere i titoli di coda con le cover che furono davvero belle. Giudizio: Recensione di EMANUELE RAUCO Non solo in Italia impera la moda del revival, ma anche negli USA: ma dove noi ci diamo da fare coi “gioielli” della cultura trash e del b-movie, in America recuperano dalla serialità televisiva e dalla cultura pop. Come ha fatto Tim Hill, ormai affermato autore di film e prodotti tv per bambini (tra cui Garfield 2), che è andato a ripescare il trio di scoiattoli canterini che dagli anni ’50 è arrivato ai giorni nostri grazie anche alla gloria di una serie di cartoni animati degli anni ’80; ma l’aggiornamento a tempi e gusti contemporanei è abbastanza triste. Scritta da Jon Vitti, Will McRobb e Chris Viscardi, dai personaggi creati da Ross Bagdasarian (anche produttore), una commedia con inserti di animazione digitale dove l’umorismo infantile del trio di roditori si sposa con la commedia familiare e briciole di critica al mondo dello spettacolo, depotenziando in più punti la carica comica dei personaggi. Strutturato su uno schema tipico della commedia conservatrice degli anni ’80 (viene in mente Voglia di vincere), il film racconta le storie dei Chipmunks e la loro scalata al successo attraverso temi cardine come la ricerca di una casa e di una famiglia, gli inganni del successo e altre banalità assortite, facendo diventare degli scoiattoli ad altezza bambino (quindi, paradossalmente più credibili) come dei leziosi emuli di Cip e Ciop. Il vero problema è che il film sciorina la solita solfa ipocrita e un po’ ricattatoria distorcendo lo spirito dei cartoon, puntando su una simpatia infantile e un po’ artificiosa e aggiornando all’orribile gusto musicale che porta il peggio della musica black o pop ai vertici delle classifiche; per non parlare dei tocchi di humour escatologico o di una seconda parte completamente priva di risate, in cui l’assenza della spalla Dave getta il film nel vuoto. Non bisognerebbe essere troppo duri con un film come questo, prima prodotto di marketing e poi passatempo per famiglie, ma non possiamo tacere di una sceneggiatura abbastanza povera di idee, dove qualche gustosa gag (i disegni degli scoiattoli sui grafici pubblicitari) viene spenta dal tentativo pedante di fare la morale; o di una regia abbastanza fiacca e piatta, con poco ritmo e verve, specie – come si diceva – nella seconda parte. Gli attori fanno quello che possono e senza Jason Lee e David Cross il film non avrebbe nemmeno quel poco di tocco umoristico che ha: e così dovremo accontentarci di bimbi in sollucchero al suono delle canzoncine del gruppo e di genitori impazienti, come noi, di finire la visione e tornare a cose (o film) più interessanti. Giudizio: Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]()
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Titolo originale: Alvin and the Chipmunks
Nel 1958 Ross Bagdasarian creò un simpatico trio di scoiattoli (o meglio, di Chipmunks), cedendo alla geniale intuizione in tempi tanto lontani (come citano i titoli di coda alla fine del film) di poter gestire la vicenda musico-surreale in maniera tanto significativa. Passati gli anni e le novelle di Bagdasarian, Alvin (il capogruppo deciso e risoluto), Simon (il cervellone occhialuto) e Theodore (il tenerone) sono diventati protagonisti di una serie di cartoni animati negli '80 con gusto aggiornato agli spettatori del tempo. E dopo tanti anni l'industria cinematografica in crisi di idee nuove ripesca a piene mani anche in questa direzione, affidando il film misto animazione 3-D e ripresa classica al regista Tim Hill (specialista di film di questo genere visto che arriva dall'esperienza di Garfield 2) e mettendo come protagonista l'attore Jason Lee (indimenticabile protagonista con il suo motto «Ehilà Gamberone!» nella serie My Name is Earl e pupillo del regista Kevin Smith), dotato di una carica di simpatia e di faccia pulita davvero fuori dal comune.
Non solo in Italia impera la moda del revival, ma anche negli USA: ma dove noi ci diamo da fare coi “gioielli” della cultura trash e del b-movie, in America recuperano dalla serialità televisiva e dalla cultura pop. Come ha fatto Tim Hill, ormai affermato autore di film e prodotti tv per bambini (tra cui Garfield 2), che è andato a ripescare il trio di scoiattoli canterini che dagli anni ’50 è arrivato ai giorni nostri grazie anche alla gloria di una serie di cartoni animati degli anni ’80; ma l’aggiornamento a tempi e gusti contemporanei è abbastanza triste. 








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