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Asterix alle olimpiadi Stampa E-mail
Lunedì 11 Febbraio 2008 01:56
Asterix alle olimpiadi / LocandinaTitolo originale:      Astérix aux jeux olympiques
Nazione:      Francia
Anno:      2008
Genere:      Avventura, Commedia, Fantastico
Durata:      117'
Regia:      Frédéric Forestier, Thomas Langmann
Cast:      Clovis Cornillac, Gérard Depardieu, Alain Delon, Benoît Poelvoorde, José Garcia, Jean-Pierre Cassel, Stéphane Rousseau, Vanessa Hessler, Kelly Rowland, Franc Dubosc, Zinedine Zidane, Michael Schumacher, Adriana Karembeu, Luca Bizzarri, Paolo Kessisoglu, Jean Todt
Produzione:      Canal+, Constantin Film, La Petite Reine, TriPictures, TF1
Distribuzione:      Warner Bros.
Data di uscita:      8 Febbraio 2008

Trama: Il giovane gallo Alafolix, abitante dell'unico villaggio della sua patria che resiste all'invasione romana, si innamora perdutamente di Irina, una principessa greca che condivide e ricambia la sua passione. Peccato che anche il crudele Bruto, il figlio di Cesare, la voglia avere in sposa. Per risolvere la controversia il re greco decide di dare la mano della figlia a chi vincerà le olimpiadi. Per aiutare l'amico a coronare il suo sogno d'amore, Asterix ed Obelix partono alla volta della Grecia, dove dovranno vedersela con gli intrighi e gli inganni di Bruto.

Recensione di PIETRO SIGNORE
LLI

Asterix alle olimpiadiAsterix è un fumetto di grande culto in Francia (non per niente sui titoli iniziali viene definito «Tratto dall'opera di Goscinny e Uderzo») che da noi in Italia è nel ricordo e nella simpatia sopratutto degli adolescenti degli anni 80, mentre la generazione successiva non ha potuto apprezzarlo a dovere vista la scomparsa del suo autore e una ridotta successiva produzione di Uderzo (ovviamente anche il cambio dei tempi e una minore ingenuità di base del pubblico ha contibuito a questo minore attecchimento d'interesse). Cinematograficamente parlando Asterix al cinema è stato protagonista di altri due film (Asterix e Obelix contro Cesare, con Roberto Benigni e Missione Cleopatra con Monica Bellucci), e in tempi non troppo lontani ha avuto un ennesimo adattamento a cartoni animati (Asterix e i Vichinghi).
Il budget di questo film, tanto per restare in tema storico, è a dir poco faraonico. Grandissime scenografie delle locations greche contraddistinguono la produzione, nomi di grande richiamo appaiono in parti più o meno piccole (vediamo anche un cameo di Zinedine Zidane e di Tony Parker, il cestista marito di Eva Longoria) mentre ci sono anche degli ottimi effetti speciali per quanto riguarda il momento di usare i poteri derivanti dalla bevanda magica o per la forza intrinseca acquisita permanente di Obelix, caduto da piccolo nel pentolone della pozione.
In questo terzo capitolo, oltre al confermato e immancabile Gérard Depardieu che fa Obelix, troviamo a interpretare Asterix invece di Christian Clavier la new entry Clovis Cornillac (Una lunga domenica di passioni), la nuova bellona di turno è Vanessa Hessler (doppiata malissimo e che ha dichiarato di non aver mai letto Asterix prima di avere la parte) mentre il grande protagonista, quello che ruba la scena a tutti e domina il film è Benoît Poelvoorde (iniziò la carriera con l'incredibile film per stomaci duri Il cameraman e l'assassino).
Poelvoorde (Bruto) non è minimamente intimorito di avere al suo fianco degli autentici mostri sacri come Alain Delon (davvero carismatico il suo Cesare, vanesio ed egocentrico dietro i suoi meravigliosi occhi azzurri) e si impadronisce della scena in maniera autoritaria, ordisce complotti contro tutti e si inventa trappole degne di Willie Coyote per detronizzare, uccidendolo, l'augusto padre. Faccette, smorfie, battute a raffica, Poelvoorde è la molla di ogni trama, il veicolo su cui tutto si poggia. Senza la sua interpretazione così multiforme, usufruire di questo film sarebbe stato davvero meno valido. Come attori italiani abbiamo Paolo e Luca (quelli di Camera cafè, componenti di un trio di giudici altamente corruttibili) mentre il cast viene completato dall'incredibile apparizione di Michael Schumacher e Jean Todt, che fanno parte della scena altamente spettacolare (omaggio chiaro a Ben Hur) delle bighe. L'ex campione tedesco guida una biga chiaramente rossa, si diverte un sacco a inscenare un pit-stop e alla fine viene consacrato dal tabellone che lo dichiara «Per sempre il migliore». Per quanto riguarda le similitudini fumetto/film il racconto varia (e di parecchio) ovviamente "Asterix alle olimpiadi" edito nel 1976 ma prende anche spunto da Asterix e il falcetto d'oro. Inserendo come sempre delle novità e delle cose moderne in chiave antica (come i tabelloni delle posizioni della gara delle bighe, il commentatore simil brasiliano, i camei ad hoc per illustrare le invenzioni sportive apparentemente folli del capogiudice fino ad arrivare ad una spada laser) la narrazione assume un tono di simpatia e di scorrevolezza maggiore (hanno comunque abbandonato il piccione Sms per tornare a Telegrafix), aiutata dalla simpatia di tutti i personaggi candidi e teneri anche in una cattiveria di base (i nemici romani sono sempre da operetta). Davvero un'opera visivamente poderosa comunque, che parte con dei bellissimi paesaggi collinari pieni di intense tonalità di verde ripresi dall'alto, per poi esplodere letteralmente in parchi, anfiteatri e arene di grande suggestione. I quasi 80 milioni spesi si vedono davvero tutti, i costumi sono sfavillanti e l'impianto scenico brilla per grandezza. Come qualunque regista francese anche Frederic Forestier (che ha girato nel 2003 Le Boulet sempre con Poelvoorde) avrà avuto i polsi che tremavano quando ha iniziato a girare le scene (ricordiamo che in patria Asterix è un mito intoccabile), ma ben coadiuvato da Thomas Langmann (sceneggiatore e interprete del film sopra citato), ha saputo mantenere la mano ferma, riuscendo a dare un film pieno di ritmo, trovate efficaci, battute a iosa e personaggi diversi e vari (abbiamo anche l'ex-wrestler Humungus, il gigantesco boxeur che combatte con Alafolix) oltre a qualche citazione intelligente e interessante (la preparazione della biga come se fosse l'amata Ferrari da parte di Schumi è davvero azzeccata).
In definitiva un film davvero divertente, gigantesco nella costruzione, che varia la storia del fumetto ma lo rispetta completamente nelle caratteristiche morfologiche di base donandoci un intrattenimento sincero e genuino, educato e movimentato, ideale corroborazione da rilassamento in sala.
Chi ha amato il fumetto amerà anche questa terza versione cinematografica, chi non lo conosce potrà assistere a uno spettacolo comprensibile in quanto non serve praticamente nessun background per poterlo vedere con tranquillità.
Complimenti alla Warner che l'ha distribuito, e grazie al grande Alain Delon per averci deliziato con una interpretazione gigiona e autoironica. Ave!

Giudizio: 2.5
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