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L'amore secondo Dan Stampa E-mail
Mercoledì 02 Aprile 2008 01:55
L'amore secondo Dan / LocandinaTitolo originale:      Dan in Real Life
Nazione:      U.S.A.
Anno:      2007
Genere:      Commedia, Drammatico, Romantico
Durata:      98'
Regia:      Peter Hedges
Cast:      Steve Carell, Juliette Binoche, Dane Cook, Brittany Robertson, John Mahoney, Dianne Wiest, Alison Pill, Marlene Lawston, Emily Blunt, Jessica Hecht, Amy Ryan
Produzione:      Focus Features, Touchstone Pictures
Distribuzione:      Eagle Pictures
Data di uscita:      28 Marzo 2008

Trama: Dan scrive per una rubrica consigli sentimentali, è vedovo e ha tre belle figlie. Chiuso nella sua solitudine e sconsolato per la morte della moglie, nega alla figlia mezzana il rapporto con un ragazzo e alla maggiore la guida dell'auto, andando d'accordo completamente solo con la minore. Quasi a sollievo delle sue difficoltà a relazionarsi, arriva una riunione familiare con i numerosi fratelli e sorelle dai genitori, in una casa immersa nel verde. Mentre è in un negozio per prendere dei libri, conosce una donna dolce e simpatica di cui si invaghisce subito. Corso a casa per dire a tutti dell'incontro, trova una brutta sorpresa con cui dovrà fare i conti dividendosi tra onestà e desiderio.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

L'amore secondo DanPeter Hedges (regista del film Schegge di April con Katie Holmes ma soprattutto autore del libro da cui è tratto il film Buon compleanno Mr. Grape con Di Caprio) confeziona questa commedia dolceamara, film supercorretto che parla di famiglia da rispettare anche se il prezzo da pagare è quello di rinunciare alla felicità non cogliendo l'amore che ti arriva improvviso.
Daniel (Steve Carrell, reduce dalla costruzione di un'arca nel film Un'impresa da Dio) è un vedovo con tre figlie a carico, deluso dal fatto di non riuscire a trovare una nuova compagna, che durante una gita di qualche giorno per recarsi dai genitori trova l'anima gemella in un negozio di libri, Marie (Juliette Binoche in forma fisica eccezionale) donna dolce e simpatica che sembra accettare la sua corte. Peccato che lei sia già impegnata sentimentalmente, e soprattutto lo sia con il fratello Mitch che gliela presenta guarda caso proprio nel week-end dai genitori.
A quel punto Dan deve decidersi se rispettare la famiglia o cogliere l'attimo rubando la donna che potrebbe essere quella giusta per riempire le sue vuote giornate.
Come si diceva, una commedia supercorretta che viene elaborata nel pieno rispetto delle convenzioni del buonismo, con i genitori che fanno le torte e danno i buoni consigli, le figlie con problemi adolescenziali comuni ma dolci e carine, il protagonista che vigila sulla famiglia e sceglie la donna perfetta (simpatica e con cultura oltre che fisicamente ben disposta), i cognati, le sorelle che fanno giochi di società tipici della grande famiglia patriarcale (il mimo o i giochi in giardino) il tutto avvolto in una magica cornice nel verde della natura che costeggia le spiagge di Rhode Island.
Tutto ampiamente funzionale per incantare un pubblico che vuole perderci la lacrimuccia facile e i buoni sentimenti, godendo di un film che più all'acqua di rose non si può. Carell è interprete perfetto nel dare volto a questo scrittore dalle grandi frasi e dal cuore deluso, incapace di liberare emozioni, ma la trama banalissima non si eleva per nulla, prosegue secondo una prevedibilità che definiremmo ironicamente incantevole, non c'è il minimo accenno ad uscire dai binari se non per un breve momento con l'arrivo del personaggio della bella Ruthie (Emily Blunt, apprezzata nel ruolo della segretaria di Il diavolo veste Prada) che almeno con delle mosse sensuali colora brevemente un film opaco di vere emozioni, quando invece dovrebbe esserne pieno visto che parla di amore, affetto per le figlie e coerenze comportamentali. Il finale poi è totalmente prevedibile ma soprattutto corretto fino al parossismo, in modo che non ci sia spazio per il male per nessuno, e sui titoli di coda vorremmo aggiungere la parola banale tra i protagonisti.
in definitiva un film visto e stravisto, dolce e correttissimo, che i protagonisti rendono zuccheroso fino alla diabete (c'è una scena nel bowling dove si consuma il massimo del love me tender) appagando un pubblico di cuori teneri per una facilità di lettura veloce e commovente, ma che deluderà in pieno tutti gli altri spettatori che vorrebbero una commedia più corposa che ci possa far sorridere senza sentire nell'orecchio continuamente la parola déjà-vu o la noia da troppo perbenismo.

Giudizio: 1.5


Recensione di ALBERTO DI FELICE

L'amore secondo DanUn'altra riunione di famiglia, dopo quella del piccolo gioiellino Schegge di April, è al centro del nuovo sforzo dell'apprezzabile sceneggiatore Peter Hedges, alla sua seconda regia. Il film si sceglie un soggetto di certo non fra i più originali, con personaggi e situazioni per lo più formulaici, indovinando però un sottofondo di discorso sulla famiglia e le fissazioni di controllo associate. Protagonista è il solito padre single, Dan Burns (Steve Carell), vedovo con tre figlie di diversa età (Alison Pill, Brittany Robertson e Marlene Lawston), che si innamora per caso della classica fidanzata (Juliette Binoche) del fratello (Dane Cook, Mr. Brooks).
Gli sviluppi della trama sono ampiamente anticipabili, ammesso che questo sia un problema, anche se mai pesanti dato il sostanziale equilibrio di tono (i due interpreti principali aiutano col garbo che è loro proprio) e ritmo di questa commedia. La quale viene tuttavia caratterizzata nel farsi leggere dal fatto che Dan è un famoso editorialista, che si occupa nella sua rubrica proprio dei quotidiani problemi di famiglia dei suoi lettori. Da padre di tre figlie, una delle quali alle prese con quello che forse è il primo amore importante, naturalmente da lui incompreso (forse—sotto sotto, anche se non se ne fa esplicita menzione—anche perché è ispanico?), si troverà date le nuove evoluzioni a riflettere (aiutato anche da un agente della stradale) su sé stesso e su quanto effettivamente valgano i suoi equilibrati consigli (o meglio, conservatrici ricette pronte di falsa responsabilità) per costruire la perfetta famiglia americana media.
Sul canovaccio di quella che rimane pur sempre una modesta commedia di situazioni si va dunque delineando un minuscolo quadro sulla libertà che si concede a sé stessi e ai propri figli, e più in generale sulle fondamenta dei rapporti familiari. Anche i genitori di Dan, a riprova, sono ancora ben lontani, con la scusa autoassolvente del fin di bene, dal lasciare che l'adultissimo figlio pensi autonomamente a come gestire la propria maturità, tanto che lo forzano ad uscire con Ruthie (Emily Blunt), che—potrete intuire—fungerà da valvola di sfogo per non tradire nessuno nel finale.
Il resto, come detto, è non propriamente nuovo (infastidisce probabilmente solo il personaggio del fratello un po' ottuso, non aiutato tra l'altro dall'interprete), né rutilante nell'esecuzione. Ci si può comunque accontentare di un racconto discretamente equilibrato, senza grossi buchi di ritmo (a patto di sorbirsi qualche scenetta di rito, vedasi quella al bowling) e con un minimo spunto di riflessione non gratuito.

Giudizio: 2
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