CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 07/02/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| Gone Baby Gone |
|
|
| Domenica 06 Aprile 2008 01:55 | |||
Titolo originale: Gone Baby GoneNazione: Stati Uniti Anno: 2007 Genere: Drammatico, Poliziesco Durata: 114' Regia: Ben Affleck Cast: Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, John Ashton, Amy Ryan, Amy Madigan, Titus Welliver Produzione: LivePlanet, Miramax Films, Ladd Company Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia Data di uscita: 4 Aprile 2008 Trama: Una bambina di 4 anni, Amanda, viene rapita misteriosamente. Le condizioni in cui versa la famiglia non sono agiate, per cui non si può pensare ad una richiesta di riscatto, e spunta l'ombra terribile del sospetto che dietro a tutto questo ci sia un pedofilo. Chiamati a fare le indagini per ritrovare la bimba, Patrick e Angela si troveranno di fronte un tragico sottobosco di situazioni difficili da gestire e inaspettate. Recensione di ALBERTO DI FELICE Se i Coen e Lumet
raccontano fatti delittuosi della loro America nello spazio angusto di
una narrazione nel presente della storia, richiamando in questo spazio
delle ascendenze antiche e criptiche, Ben Affleck ribalta—per certi
versi, come fa Anderson—il
punto d'osservazione. Il suo debutto come regista, pur nella
contemporaneità scottante della storia raccontata, sembra narrare a
tutti gli effetti direttamente quel principio di male, invero
universale, quella promessa dello "scorrerà sangue", che gli altri due
cercano nelle azioni-reazioni attuali dei loro personaggi.Adattato da Affleck e Aaron Stockard dal romanzo omonimo di Dennis Lehane, cui intuibilmente deve molto, riprende buona parte delle suggestioni del Mystic River eastwoodiano, che sempre da Lehane era tratto. Di nuovo Boston, per cominciare, enclave sintomatica scelta non a caso anche da Scorsese, città in cui i fratelli Affleck sono cresciuti. L'unico vero difetto rintracciabile nella direzione di Affleck si estrae forse proprio da una comprensibilmente imperfetta capacità stilistica di stabilire il giusto campo medio nel quale riprendere i personaggi. Tuttavia anche solo questo dato biografico, per tenue—ma non meno essenziale—che possa essere, segnala—e lo fa subito nel film il voice-over iniziale—che ci si sta infiltrando nelle crepe di un habitat conosciuto e percorso—del resto ne abbiamo avuto la prova già con la sceneggiatura di Will Hunting—, nel quale molto si confessa. Forse abbiamo trovato un regista autentico in un simpatico attore men che mediocre. Lungo queste crepe cammina la giovane coppia di investigatori privati Patrick Kenzie (Casey Affleck) e Angie Gennaro (Michelle Monaghan), che per la loro relativamente giovane età sono buoni per essere assieme figli di quel luogo e al contempo padri nel non lontano futuro. O meglio padri lo sono già, nella anguillesca e violenta definizione di "famiglia" (ovvero, ciò che non si può scegliere) operata dal film. Pecore in mezzo a lupi, loro come i bambini rapiti, e già lupi prima di saperlo. La pellicola trova proprio in questi rapporti implacabili la chiave di volta per comprendere le derivazioni del morbo umano, e nel protagonista la sua vittima/carnefice ultima. Ciò che è più interessante nella costruzione narrativa della vicenda—che fa affidamento, nella sua progressione retta, su alcuni flashback in cui trova giusta espressione la natura latente e di ispezione soggettiva dell'indagine—è la capacità di legare i cambiamenti di rotta della soluzione alla progressiva scoperta dei veri moventi metafisici da cui, nelle psicologie che fanno la ricostruzione, sono dettati. Si percorre così lentamente quel cerchio concentrico che porta dalla definizione esterna del male, il mostro (terrificante l'ingresso nella casa degli orrori di una famiglia di drogati e pedofili), al reperimento ancor più orrido dello stesso nei vari gradi della polarità opposta. Il nucleo della colpa si concretizza indi nell'ermetica caccia al proprio orgoglio, nella perdita dell'innocenza alla guasta ricerca della sua conservazione e protezione. Dietro, alla fine dell'investigazione, non ci sono la droga, i soldi, o la malattia di un generico outsider. È sempre nella matrice famigliare, nella sua essenza di sangue o derivata, che questo viene rintracciato. E se nella conclusione si delinea necessariamente il vicolo cieco, l'anticamera dell'inferno del fallimento di tutte le famiglie coinvolte (bellissima l'ultima inquadratura: abbandonati davanti alla tv, un figlio condannato a diventare la parte peggiore dei padri, di fianco ad un candore che è stato e sarà macchiato), le componenti di questa sconfitta sono state sillabate rievocando le aberrazioni nelle quali, in cavità recondite, siamo cresciuti e stiamo crescendo. Giudizio: ![]() Recensione di PIETRO SIGNORELLI Ben Affleck (l'interprete del Marvelliano Daredevil, la cui unica valida performance è riconducibile a Hollywoodland,
per il quale vinse la coppa Volpi come miglior interprete al festival
di Venezia) non è mai stato un grande attore, e negli ultimi tempi dopo
la grandiosa interpretazione in L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
la critica internazionale elogiò in una volta sola in maggiore maniera,
più di lui in tutta la sua carriera, il fratello Casey, capace di
recitare alla pari senza nessuna paura di fronte a un mostro sacro come
Brad Pitt. Intelligentemente, dovendo trasporre il romanzo omonimo di
Dennis Lehane (in italiano lo trovate come La casa buia), lo stesso
autore che ha scritto Mystic River da cui è tratto il bel film
di Clint Eastwood, ha pensato di dedicarsi solo alla regia, reclutando
il fratello di belle speranze e due star del calibro di Ed Harris e
Morgan Freeman. La trama del film è tragica, e può ricordare da vicino
l'episodio di cronaca con protagonista la piccola scomparsa mentre era
in vacanza con i genitori, Madeleine McCann, ma, come viene ricordato
nel film, non solo, visto che per la pedofilia, oppure per altri
motivi, i bimbi scomparsi, soprattutto nelle zone disagiate della città,
sono molti e di alcuni non si viene a sapere più nulla.La piccina scomparsa in questo caso è una biondina di 4 anni, Amanda, con madre che si dedica all'alcool e sniffa droghe. la zia, disperata, recluta due investigatori, Patrick (Casey Affleck) e Angela (Michelle Monaghan, vista insieme a Ben Stiller ne Lo spaccacuori), che si buttano nella vicenda con sentimento senza pensare solo al pagamento della prestazione della ricerca. Via via che il pessimismo di non riuscire a trovare viva la piccola pervade la coppia, l'indagine porta alla ribalta numerosi risvolti tragici, inaspettati, che il potere costituito cerca di nascondere in ogni modo. Ben Affleck dirige il tutto sempre con un occhio particolare per cercare di indirizzare il film riempiendolo di chiaroscuri, in modo da far risaltare la cappa tragica che lo deve pervadere, riprendendo le strade dei sobborghi di Boston come un calderone inadeguato per ospitare l'innocenza e il gioco dei bambini. I personaggi sono tratteggiati benissimo, spacciatori, drogati, papponi, pedofili e prostitute non sono mai dei macchiettistici mini boss di quartiere oppure delle pallide icone poco credibili, ma dei consapevoli uomini e donne che vivono portati dalle loro maleodoranti pulsioni interne che non sanno frenare e dalla voglia di denaro facile per arrichirsi, corrosi da un ambiente che non permette a loro modo di vedere altre possibilità. Lo sporco si respira appieno, e quando i due assi (Freeman e Harris) vengono calati sullo schermo, giunge anche il respiro del potere che dovendo combattere questo humus stratificato di violenza e orrore, si cannibalizza la genuinità e viene contaminato dal marcio, con metodi brutali di azione e stategie tutt'altro che morali. Rimangono puri solo i due detective, la coppia che non accetta compromessi, e il sorriso amaro di Angela è il mostrare la difficoltà degli sforzi di Patrick che sembra ogni volta cozzare contro un muro di gomma, purtroppo non solo contro quello del crimine. Casey Affleck è bravissimo a fronteggiare senza nessun timore reverenziale le due vecchie star come se fosse un consumato interprete sulle scene da anni, il discorso finale con Freeman ne è un esempio tanto quanto quello sul tetto con Harris. Nel film c'è spazio anche per l'azione (sparatorie notturne, agguati e appostamenti) e per le sorprese (la trama si muove davvero in maniera inaspettata e sorprendente negli scambi di traiettoria), ma non per la facile moratoria, in quanto il finale può venire interpretato in maniera diversa a seconda della propria sensibilità, speranzoso oppure malinconico, lasciando allo spettatore la voglia o meno di chiudere l'arco narrativo con un retrogusto di amarezza senza speranza anche agendo nel giusto, oppure se vederla come una scappatoia impossibile dall'humus tanto deteriorato che però porta con se il seme di un nuovo corso migliore. In definitiva un gran bel film, figlio della lezione di Mystic River soprattutto nei chiaroscuri di fotografia, ma che si muove in maniera del tutto personale, coinvolgendo, emozionando, riempiendo le iconografie sporche dei personaggi in maniera perfetta, senza mai perdersi in paludosi discorsi di facile moratoria, che merita ogni attenzione nel seguirlo, premiando un attore che ha voluto migliorarsi in altro ruolo, e mettendo alla luce le capacità di chi di fronte all'arte consolidata del palcoscenico assorbe le lezioni e si misura senza temere. Nelle sale italiane purtroppo rimarrà ben poco e con scarsa penetrazione, la fretta imposta di vederlo verrà premiata con la soddisfazione di uscire magari storditi per l'incredulità ma anche pregni di emozioni. Giudizio: ![]()
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|













Titolo originale: Gone Baby Gone
Se i 
Ben Affleck (l'interprete del Marvelliano Daredevil, la cui unica valida performance è riconducibile a 







Cado dalle nubi
Il recensore non sembra capire quanto questo film sia profondamente
anti-razzista, non viene...
Cado dalle nubi
Il film di Zalone è non solo comicissimo, ma è anche molto intelligente. Zalone
non si "...
Le fonti che hanno ispirato Avatar
l'occhio iniziale cita anche Blade Runner, e Arancia Meccanica.
Io, loro e Lara
...non riesce più ad essere all'altezza delle sue capacità creative. Come
creativo, infatti,...
Cado dalle nubi
è stato bellissimo il film "Cado dalle nubi", è stato mitico... Checco
sei grande!!!...
Lo scafandro e la farfalla
:X
Piovono polpette
Di "Piovono polpette" c'è pure il gioco per Nintendo DS :woohoo: Io ce
l'ho! Comment...
Brothers
Ho saputo che nel cast di "Brothers" c'è pure Tobey Maguire :woohoo:
L'attore che ha...
Astro Boy
Vorrei vedere questo film; ma non lo posso vedere perché gli orari degli
spettacoli sono tro...
Scary Movie 4
Il nome dell'attore che interpreta il ragazzo è Beau Mirchoff :)