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The Eye Stampa E-mail
Lunedì 07 Aprile 2008 01:55
The Eye / LocandinaTitolo originale:      The Eye
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Drammatico, Horror, Thriller
Durata:      98'
Regia:      David Moreau, Xavier Palud
Cast:      Jessica Alba, Parker Posey, Alessandro Nivola, Rade Serbedzija, Rachel Ticotin, Chloe Moretz, François Chau
Produzione:      Lionsgate, Paramount Vantage
Distribuzione:      MEDIAFILM
Data di uscita:      4 Aprile 2008

Trama: Sidney è una ragazza di Los Angeles, rimasta cieca giocando con dei petardi con la sorella, che ha un talento innato per suonare il violino. Un giorno le viene comunicato che sono disponibili per lei delle cornee per effettuare un trapianto che potrebbe ridarle la vista. Piena di ansia e nel contempo di felicità, si sottopone all'operazione. Ma dopo aver riacquistato il senso perduto, vede apparire degli spettri minacciosi che vogliono dirle qualcosa e nel contempo minacciarla. Sidney a quel punto deve scoprire che cosa hanno di particolare gli occhi ereditati e a chi appartenevano.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

The EyePiuttosto che lamentarsi per l'ennesimo remake infruttuoso (anche se quelli in varia misura fruttuosi non son mancati, per fortuna) di un horror asiatico (o di un horror tout court), sarà forse più conveniente interrogarsi sul fatto che alla guida dell'operazione ci siano due registi che col loro esordio proprio nell'horror (il Them che usciva nelle nostre sale un anno fa) avevano dimostrato notevole sagacia. Nel caso di David Moreau e Xavier Palud, lo scarto fra quanto fatto in casa e quanto fatto sbarcati a Hollywood è particolarmente avvertibile, più che nel caso del connazionale Alexandre Aja.
Quest'ultimo, pur se in un remake a mio avviso non totalmente compiuto, quello de Le colline hanno gli occhi, conservava comunque una propria identità, testimoniata anche dalla continuata collaborazione con Grégory Levasseur nella stesura della sceneggiatura. Per The Eye è invece segno premonitore già il fatto che l'adattamento sia opera di Sebastian Gutierrez, che finora ha prodotto gli script alquanto scombinati di Gothika e Snakes on a Plane.
Gutierrez replica librescamente il copione dell'originale dei fratelli Pang (se non per il fatto di voler dar maggior gloria alla protagonista, la bella e non più che bella Jessica Alba), la cui ambientazione viene semplicemente spostata a Los Angeles; come intuibile, quello che era il viaggio in Thailandia diventa un viaggio in Messico. Purtroppo non viene minimamente presa al balzo la possibilità di sfruttare la nuova location, che col suo mondo di immigrati—soprattutto illegali—offrirebbe buon materiale per tornare sul tema del "sottobosco" che era la forza del precedente dei registi. Né ci si accorge delle origini messicane della Alba, che avrebbero potuto dare una mano per sviluppare la vicenda in direzioni interessanti.
Si vede chiaramente che siamo di fronte al solito cinereo script passato più o meno intatto di mano in mano fra produttori (non a caso, un elenco di ben tredici nomi), convinti del pronto ritorno e ancora incerti su solo due punti: a quale star dare il ruolo da protagonista e quale "buon" mestierante chiamare a dirigerlo. I francesi, onestamente, non potrebbero combinare molto di più, e realizzano una pellicola dal look giusto confacente al tipo di produzione. Non sollevano le sorti del film la presenza di Parker Posey in uno di quei ruoli accettati per pagare le rate, e quella di un Alessandro Nivola che sembra sempre esser lì controvoglia, come avesse fretta di andare a vedere qualcosa alla tv.

Giudizio: 1.5


Recensione di PIETRO SIGNORELLI

The EyeSin da quando nel 2002 vidi The Eye dei fratelli Pang (dopo ne seguirono altri due, con ancora loro come registi) la domanda che mi feci subito era questa: «Ma se è giusto che i fantasmi siano visti dagli occhi maledetti, come mai vengono anche sentiti?», e mi chiedevo se un giorno gli americani, quando avrebbero fatto la storia nella loro versione USA di un film horror orientale (cosa inevitabile come in altri casi tipo The Ring e Dark Water  ma anche The Grudge) magari davano una spiegazione a questa domanda. Invece come sempre, senza molta fantasia, si è pensato, con un'attesa più lunga del solito, a innestare la star woman (qui Jessica Alba, la donna invisibile de I Fantastici 4, là non visibile e che qua non vede) nella oriental story e basta. Cambiano i luoghi (abbiamo in questo il Messico e Los Angeles) ma non il resto, dove non si capisce bene il senso della riproposizione del capitolo iniziale di una serie che sembra ormai già aver esaurito la sua forza anche nel paese d'origine.
La trama riguarda una dolce musicista cieca che suona il violino, a cui vengono innestati degli occhi appartenuti a una misteriosa donna donatrice. Dopo il primo momento di euforia per l'operazione ben riuscita, purtroppo si apre per Sidney un autentico incubo in cui appaiono spettri di ogni tipo a tormentarla. Risalire alle origini della donatrice è l'unico modo di sapere che cosa fare per uscirne.
Rispetto all'originale le variazioni sono minimali (in fondo solo il fatto diversivo/buonista, tipicamente americano, che succede nell'incidente finale, che non possiamo rivelare per ovvi motivi di sorpresa per lo spettatore), tanto che le eguaglianze vanno a finire anche in regia con una coppia a dirigere il film (David Moreau e Xavier Palud, che fecero il ben più povero ma molto più interessante Them, qui in vena di soldi facili) e tutto si perde nel nulla del remake di nessuna utilità.
Di fatto le apparizioni spettrali non sono fatte male, ma l'impatto di sorpresa è molto rarefatto, anche la scena dell'ascensore non colpisce tanto quanto come ebbe nel 2002 l'effetto sobbalzo, forse l'ambientazione americano-occidentale per un certo tipo di storie è davvero liquefante delle sorprese, che vedono la loro esatta collocazione per agire appieno sul nostro subconscio solo se ambientate in terra natia (come dimenticare poi Storia di fantasmi cinesi, davvero valido, dove anche lì era presente il suono di un attrezzo musicale, un liuto, che dava il via alla vicenda). Anche per chi non ha visto il film da cui è tratto il remake (diremmo anche "fotocopia con bella gnocca", tanto per usare un francesismo spero permesso) non c'è davvero molto di cui spaventarsi, le situazioni sono troppo consolidate e non nuove rispetto a sei anni fa per stupire, e nonostante la Alba provi ad impegnarsi è credibile nella fase come cieca solo nel momento che dorme.
I registi hanno inserito degli orientali come attori per interpretare diversi personaggi secondari per dare ambientazione, ma la cosa non aiuta davvero molto. L'effetto speciale finale è comunque gradevole ed è l'unico ridondante di massa del film.
In definitiva un remake/fotocopia del tutto inutile, a maggior ragione per chi ha visto il film del 2002, che si sviluppa su canoni già visti per impostare il ladrocinio di idee e stili senza profondere il minimo impegno artistico di nuova versione, sperando come sempre che il pubblico dimentichi in fretta e non riconduca per forza. Di fatto questo testimonia solo la scarsità di idee imperante nel cinema horror soprattutto, e non certo un omaggio oppure una riscoperta.

Giudizio: 1
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