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Notte brava a Las Vegas Stampa E-mail
Mercoledì 14 Maggio 2008 01:55
Notte brava a Las Vegas / LocandinaTitolo originale:      What Happens in Vegas...
Nazione:      Stati Uniti
Anno:      2008
Genere:      Commedia
Durata:      99'
Regia:      Tom Vaughan
Cast:      Cameron Diaz, Ashton Kutcher, Queen Latifah, Lake Bell, Krysten Ritter, Dennis Farina, Zach Galifianakis, Treat Williams
Produzione:      Mosaic Media Group, Penn Station Entertainment, Regency Enterprises
Distribuzione:      20th Century Fox
Data di uscita:      9 Maggio 2008

Trama: Joy e Jack sono due completi sconosciuti che ricevono entrambi una grossa delusione: lei viene lasciata dal fidanzato che ama, lui licenziato dal padre perché ritenuto un fannullone. Con i rispettivi amici si incontrano per vie traverse a Las Vegas, dove iniziano a bere smodatamente fino a sposarsi per errore persi nei fumi dell'alcool. Non sarebbe un problema, perché nella città del gioco d'azzardo è tanto facile sposarsi quanto divorziare. Ma una vincita gigantesca alla slot-machine li fa rimanere insieme per accaparrarsi la somma. Oltretutto un giudice li obbliga a fare sei mesi di matrimonio forzato per decidere come dividersi tutto il denaro. Riusciranno i due a sopportarsi abbastanza da raggiungere il termine? Oppure...

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Notte brava a Las VegasAshton Kutcher, più famoso per il matrimonio sorpresa, vista la differenza di età, con Demi Moore che per i suoi film, avrà rivisto parecchio di se stesso in questa storia di amore forzato e tribolato, dato che si parla di un giovane disordinato e facilone, che dopo essere stato scaricato dal lavoro dal padre che non ne sopporta più la pigrizia, incontra Joy, una donna molto più grande di lui d'età (Cameron Diaz, in grande forma fisica dalle gambe mozzafiato, si esibisce in una lingerie a dir poco da urlo) e se la sposa. Certo, le circostanze sono sicuramente anomale, dato che lo fa con tanto alcool in corpo, senza minimamente accorgersene, in una Las Vegas dove il matrimonio è facile tanto quanto il divorzio.
Ma prima che si faccia la doverosa separazione, una slot machine truffaldina fa vincere alla coppia 3.000.000 di dollari costringendoli a rimanere sposati per non perdere neppure un centesimo. Difatti un giudice, che vede in loro la possibilità di un vero amore, li obbliga a sei mesi di matrimonio per decidere poi come dividere il tutto. Chi lascerà il partner per primo, senza attendere la scadenza, della somma non vedrà nulla. Comincia una serie di tentativi per dissuadere il compagno/a a mollare l'osso per primi.
Come si vede una schermaglia di situazioni che non è da commedia degli equivoci, in quanto le combinazioni narrative vengono provocate dalla coppia e non accadono per errore oppure inconsapevolmente. Il tono della pellicola si mantiene su un buon ritmo per la tipologia di film, si ride di gusto parecchie volte, senza cadere nel greve delle parolacce, dei peti e dei rutti, anche se ci sono situazioni parecchio imbarazzanti come quella di urinare nel lavello pieno di piatti, dei pop corn infilati nelle mutande o riferimenti alla tavoletta del water più o meno marcati.
Tom Vaughan (praticamente un esordiente, al suo attivo solo Starter for Ten del 2006) dirige il tutto senza particolari voli di fantasia, limitandosi a riprendere in maniera del tutto convenzionale questa commedia romantica, che parte con il solito assolo «Ti odio profondamente ma in fondo però può essere che...» per vivere il meglio nell'escalation di botta e risposta tra i due pseudo coniugi. Buona posizione mantengono l'amico avvocato sempre a caccia di donne (Rob Corddry, lo avete visto anche ne Lo spaccacuori con Ben Stiller) e l'amica Tripper (Lake Bell, al cinema in questi giorni con La sposa fantasma) che apparentemente duplica il dualismo Joy/Jack con un odio sconfinato verso di lui. I due amici fanno un corollario simpatico e movimentato con i loro battibecchi, rendono meno monotono l'assioma principale "colpisci tu che poi ti ritorna" dei due protagonisti. Difatti dopo un po' le situazioni incominciano ad essere parecchio ripetitive, quello che succede nella prima mezz'ora è molto più spumeggiante ed interessante di quello che capita dopo, diventando quasi una necessità il momento della doverosa virata per andare a chiudere il film. Commedie di questo tipo non possono ormai avere di natura grossi obbiettivi autoriali (sono lontani ed irraggiungibili, anche per autori molto più dotati di questi, i tempi dei Capra e dei Wilder) ma devono riuscire a rimanere costanti nel sorprendere con nuove diramazioni di trama per non far cadere nel torpore lo spettatore, che si ritrova invece a vedere nel finale cose prevedibili e a svegliarsi totalmente nei momenti in cui la Diaz non ha paura a mostrarsi nella sua maturità corporea splendida, davvero elementi troppo poco validi per poter essere completi. Ma il film, pur essendo in fondo una sorta di Guerra dei Roses blandamente all'acqua di rose, qualche spezzone divertente lo concede, avrete modo di arrivare alla fine avendo almeno apprezzato diversi momenti di spontanea ilarità, dove la parte migliore, escluso l'inizio davvero sfrenato, è quando Jack va in ritiro dai colleghi della "moglie" incantandoli tutti con la sua simpatia. Non ci sono frasi eclatanti da riportare, e tutto rimane abbastanza anonimo alla fine con una conclusione in un paesaggio tipicamente americano, una spiaggia (quanta evocazione cinematografica in questo). Dei due la Diaz è molto più in palla con la parte, sfrenata e spigliata ma con fissazioni, mentre Kutcher rimane un po' sottotono e gioca al ribasso cercando di fare il giovane che si redime dopo un passato di frivolezze convincendo poco. Queen Latifah appare nelle vesti della psicanalista.
In definitiva una commedia americana come tante, che gioca sul ritmo la sua parte migliore, con delle battute divertenti e delle trovate carine, che strappa qualche risata e sorriso spontaneo ma purtroppo si chiude senza troppa fantasia in canali già visti. Per un pomeriggio di totale disimpegno può anche andare, non fosse altro per ammirare la sempiterna bellezza di Cameron Diaz in grande spolvero fisico. Tanto facilmente quanto si beve, tanto per rimanere in tema con una scena del film, la si smaltisce presto.

Giudizio: 1.5


Altri giudizi della redazione:

Alberto Di Felice: 1
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