CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 07/02/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| Once |
|
|
| Sabato 31 Maggio 2008 01:55 | |||
Titolo originale: OnceNazione: Irlanda Anno: 2006 Genere: Drammatico, Romantico, Musicale Durata: 85' Regia: John Carney Cast: Glen Hansard, Marketa Irglova, Hugh Walsh, Gerard Hendrick, Alaistair Foley, Geoff Minogue, Bill Hodnett, Danuse Ktrestova Produzione: Bórd Scannán na hÉireann, Samson Films, Summit Entertainment Distribuzione: Sacher Data di uscita: 30 Maggio 2008 Trama: Dublino. Un musicista di strada, che gestisce col padre un'officina di riparazione per aspirapolveri, incontra una sera una ragazza ceca, che sembra apprezzare un suo pezzo originale. In pochi giorni si conosceranno, suoneranno insieme ed incideranno un demo per aiutare il ragazzo a far fortuna. Ma dovranno separarsi? Recensione di ALBERTO DI FELICE In una scena di Once, i due protagonisti sono seduti in
fondo ad un autobus a chiacchierare per cercare di conoscersi, e
ricordano un'altra coppia seduta in fondo ad un tram. È uno dei
momenti più evidenti nei quali vedendo lo straordinario film di John
Carney torna in mente Prima dell'alba di Linklater,
entrambi semplici e sensuali gemme che raddensano le forze naturali del
cinema e le fanno carezzevolmente scivolare dallo schermo giù per la sala o il salotto di casa. Nessun altro mezzo potrebbe creare con tanta economia, usato in
maniera piana ed apparentemente neutrale, uno spazio così piccolo
eppure infinito. Soprattutto perché nessun altro mezzo sarebbe dotato
della stessa capacità sintetica, che può far squarcio sui sottintesi
della percezione, oltrepassando il verbalmente esprimibile. Once
è cinema che permette una visione estensiva del mondo a due che vi è
incluso, astraendola direttamente dall'esperienza del minuto,
escavandola dallo spazio che lo divide e, per brevi attimi, unisce.Si prenda ad esempio la scena cui si riferisce l'immagine che accompagna questa recensione. I due protagonisti del classico gioco “boy meets girl, girl meets boy” (da notare che il soggetto di questo film, da solo, avrebbe potuto generare esiti infimi) si sono allontanati dalla città per una breve gita, anzi una fuga. Il ragazzo (Glen Hansard) ha appena scoperto che la ragazza (Marketa Irglova) è sposata col padre della figlia, che è rimasto nella Repubblica Ceca. Se ne stanno ad osservare il mare in silenzio, senza trovar vere parole già lungo il piccolo sentiero che li ha portati lì, ognuno imbarazzato: lei non aveva trovato l'animo di spiegargli la sua situazione, lui non sa come reagire. L'unica cosa che trova da fare per spezzare il silenzio è chiederle come si dice “oceano” in ceco, e la parola che ha in risposta suona decisamente simile (nella sceneggiatura è scritto «Ott-san»). Poi c'è un'altra piccola pausa di silenzio, ed avviene uno stacco che ci mostra adesso i due quasi frontalmente assieme in primo piano, come a cancellare d'un tratto la distanza psicologica dell'imbarazzo, a seguire quell'avvicinamento operato da quelle due parole così simili, della stessa origine. Dopo un po' il ragazzo chiede alla ragazza: «Come si dice in ceco: “Lo ami?”», riferendosi al marito, e quando le pone l'importante domanda lei gli risponde sempre in ceco. Le uniche didascalie che ci traducono quale sia la risposta della ragazza sono fornite dal gioco dei piani che ha composto questa piccola scena: davanti allo specchio dell'immenso mare, infiniti spazi per silenziose domande e risposte ermetiche. I due si stanno parlando in mezzo a silenzi, osservano un mare che li confina fra l'impellenza del momento e le altre costrizioni sentimentali, un marito non più reale ed un'ex-ragazza scappata: vorrebbero unirsi, e quello stacco sui loro primi piani congiunti tenta di farlo virtualmente per loro, prima di risepararli in campi singoli. Il découpage ci dice tutto delle loro voglie, e ci dice già che non troveranno il coraggio di interlacciare lo spazio fra di loro: alla fine del film non si saranno neppure baciati. È solo una delle splendide costruzioni di questa pellicola. In un altro momento rivelatorio, l'esibizione improvvisata nel negozio di strumenti musicali, abbiamo un ulteriore chiaro richiamo ad un'altra scena del film di Linklater, quella in cui Jesse e Céline ascoltano una canzone in una cabina nel negozio di dischi. Si realizza nel momento in questione una perfetta sintonia fra il ragazzo e la ragazza, senza nessuna parola se non quelle—con i relativi sentimenti sottostanti—espresse dalla canzone. È tutto di una semplicità e naturalezza assoluta: la canzone è catturata totalmente in presa diretta, due camere riprendono mobili sistemandosi ai due lati del pianoforte, quindi una dalla parte del ragazzo e l'altra dalla parte della ragazza. Come nella scena precedentemente descritta, ad un tratto durante l'esibizione c'è uno stacco che unisce i primi piani dei due (stavolta la posizione è ribaltata: ragazzo a sinistra e ragazza a destra), e non troppo dopo vediamo il proprietario del negozio, che non può vederli, distrarsi un attimo dalla sua lettura e sorridere come avesse capito comunque tutto quello che c'è da capire. Mentre la canzone sfuma, così fa la scena, ed una piccola transizione sui due che si allontanano dentro un mercato ci porta sull'autobus già citato. È proprio il caso di definire questi momenti, queste sottili alternanze di piani e queste transizioni, puro incanto. D'altronde è proprio con una magia che inizia davvero il film, dopo lo schermo nero ed i nomi degli attori protagonisti, col campo lungo del ragazzo che canta di notte la sua canzone per una strada di Dublino (in un punto tanto più magico in quanto misero, all'imbocco di un vicolo cinto da cassoni dell'immondizia), la camera che pian piano stringe su di lui, e ad esibizione ultimata fa apparire dal nulla la ragazza, che applaude. Poteva rimanere una soggettiva, e invece la camera ci rivela di esser stata di fianco a lei: non vedremo infatti la storia dal punto di vista di uno dei due, neanche per un attimo, semmai li potremo osservare e potremo cercare di capire da dove nasce fra di loro quella scienza occulta chiamata amore, e cinema. La cosa è valida anche quando sono soli. Pensate a quando, uscita dal negozio dove è andata a comprare le pile per il lettore cd, la camera precede la ragazza che comincia a cantare la canzone del ragazzo per la quale ha da poco composto il testo, pensando chiaramente al marito. Se nella scena nel negozio la canzone era in presa diretta, qui è in playback, come fossimo davvero in un tipico musical, la ragazza che cammina nel buio di luci rosse di lampione la scarna coreografia; ecco che quando la ragazza è arrivata al portone di casa, la camera, del tutto inaspettatamente con uno stacco invisibile, si libera dalle mani dell'operatore e si mette a volar via con un dolly. Ripartendo da quello stesso punto, la camera tornerà a scendere con un altro dolly nel finale, quando un pianoforte d'addio verrà consegnato davanti alla casa della ragazza; poco dopo, riprendendola da fuori la finestra al secondo piano del palazzo mentre suona quel pianoforte (nel frattempo il marito è arrivato dalla Repubblica Ceca, e lo vediamo che la bacia mentre tiene in braccio la figlia), indietreggia e si volta a guardare con lei fuori. Il piano e la canzone, quella che hanno cantato assieme nel negozio, sono le uniche cose rimaste di loro. Giudizio: ![]()
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|













Titolo originale: Once
In una scena di Once, i due protagonisti sono seduti in
fondo ad un autobus a chiacchierare per cercare di conoscersi, e
ricordano un'altra coppia seduta in fondo ad un tram. È uno dei
momenti più evidenti nei quali vedendo lo straordinario film di John
Carney torna in mente Prima dell'alba di Linklater,
entrambi semplici e sensuali gemme che raddensano le forze naturali del
cinema e le fanno carezzevolmente scivolare dallo schermo giù per la sala o il salotto di casa. Nessun altro mezzo potrebbe creare con tanta economia, usato in
maniera piana ed apparentemente neutrale, uno spazio così piccolo
eppure infinito. Soprattutto perché nessun altro mezzo sarebbe dotato
della stessa capacità sintetica, che può far squarcio sui sottintesi
della percezione, oltrepassando il verbalmente esprimibile. Once
è cinema che permette una visione estensiva del mondo a due che vi è
incluso, astraendola direttamente dall'esperienza del minuto,
escavandola dallo spazio che lo divide e, per brevi attimi, unisce.








Cado dalle nubi
Il recensore non sembra capire quanto questo film sia profondamente
anti-razzista, non viene...
Cado dalle nubi
Il film di Zalone è non solo comicissimo, ma è anche molto intelligente. Zalone
non si "...
Le fonti che hanno ispirato Avatar
l'occhio iniziale cita anche Blade Runner, e Arancia Meccanica.
Io, loro e Lara
...non riesce più ad essere all'altezza delle sue capacità creative. Come
creativo, infatti,...
Cado dalle nubi
è stato bellissimo il film "Cado dalle nubi", è stato mitico... Checco
sei grande!!!...
Lo scafandro e la farfalla
:X
Piovono polpette
Di "Piovono polpette" c'è pure il gioco per Nintendo DS :woohoo: Io ce
l'ho! Comment...
Brothers
Ho saputo che nel cast di "Brothers" c'è pure Tobey Maguire :woohoo:
L'attore che ha...
Astro Boy
Vorrei vedere questo film; ma non lo posso vedere perché gli orari degli
spettacoli sono tro...
Scary Movie 4
Il nome dell'attore che interpreta il ragazzo è Beau Mirchoff :)