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Dr. Plonk Stampa E-mail
Venerdì 11 Luglio 2008 05:08
Dr. Plonk / LocandinaTitolo originale:      Dr. Plonk
Nazione:      Australia
Anno:      2007
Genere:      Azione, Commedia, Fantascienza
Durata:      85'
Regia:      Rolf de Heer
Cast:      Nigel Lunghi, Paul Blackwell, Magda Szubanski, Wayne Anthoney, Quentin Kenihan, Mike Rann, Phoebe Paterson de Heer, Joshua Jaeger, Jeff Lang, Nigel Martin
Produzione:      Film Finance Corporation Australia
Distribuzione:      Fandango
Data di uscita:      4 Luglio 2008

Trama: Australia, 1907. Lo scienziato Plonk scopre tramite una formula matematica che il mondo finirà esattamente un secolo e un anno dopo. Dopo aver infruttuosamente cercato di avvertire il governo per spingerlo a prendere provvedimenti, Plonk decide di costruirsi una macchina del tempo per catapultarsi avanti di un secolo e riportare nella sua epoca prove inconfutabili della futura apocalisse.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Dr. PlonkNella sua opera di rispolvero il più possibile autentico—un oggetto interessante, persino da amare nonostante un certo senso di esaurimento espressivo, evidente della parte prettamente slapstick—Rolf de Heer dimostra ancora una volta un'affezione palpabile per la sua terra adottiva. Il momento più illuminato del film—in effetti, una netta e decisa dichiarazione politica in piena regola—si presenta probabilmente quando, impostando con estrema e definitiva precisione le coordinate spaziali della sua macchina del tempo, il Dr. Plonk (Nigel Lunghi), frustrato per non esser riuscito ad entrare nella Casa del Parlamento australiano dei nostri giorni, piomba col primo ministro del 1907 (Wayne Anthoney) direttamente nell'ufficio del suo pari dell'anno 2007, cui presta gentilmente il volto (e l'ufficio) il premier del South Australia Mike Rann.
La scena in questione si apre, dopo la didascalia, con una breve panoramica su alcuni ritratti disposti in fila su una parete. A rigore dovrebbe trattarsi dei primi ministri australiani succedutisi negli anni; e invece i ritratti presentano, in una serie apparentemente casuale ed irregolare, per quanto cronologica, un'alternanza di volti di primi ministri australiani di fianco a presidenti americani (sono nell'ordine: Lincoln, Reagan e Bush). Gli ultimi due accoppiati della lista sono il da poco rimandato a casa John Howard e George W., che a casa dovrà tornare per forza alla fine di quest'anno. Giustappunto, in virtù del suo ossequio nel seguire a comando le impopolari decisioni di politica estera (e non solo) dell'amministrazione del collega, in casa il primo ministro Howard era solito essere descritto come il cagnolino obbediente del presidente Bush.
In basso, non appeso come gli altri ma ancora appoggiato in disparte, se ne sta in solitudine il ritratto di Rann, primo ministro australiano del 2007 del film. Come l'appena eletto alle vere elezioni politiche dello scorso novembre, il neo-premier laburista Kevin Rudd, anche lui si è appena insediato in carica. Dove andrà a posizionarsi lui, e quindi il suo ritratto? Mentre fa la sua comparsa nell'ufficio la cassa con i personaggi in arrivo dal 1907, lo vediamo seduto alla sua scrivania, apparentemente preso dal lavoro al portatile. Abbiamo appena il tempo di vedere, prima che chiuda l'applicazione per rendersi conto di cosa sta succedendo nella stanza, che il suo lavoro consisteva nel giocare a solitario. Ecco, sembra dire lasciando pochi equivoci de Heer: forse è giunto il momento per l'Australia di giocare un po' più assertivamente in solitario e smetterla di seguire le amministrazioni americane, come quei ritratti testimoniano essere stato storicamente vero.
È un auspicio che però de Heer, com'è giusto, fa rimanere amaramente come tale. Il suo protagonista deve infatti far la parte del comico da film muto, pesce fuor d'acqua tempestato da mille traversie. Ecco dunque che su di lui si scaglia infine proprio l'importata, paranoica politica interna antiterrorismo, che con i pochi mezzi e uomini di fortuna da film action fa piombare dal cielo polizia, reparti speciali ed esercito, assieme agli artificieri che deflagreranno la sua capsola del tempo, che con involontario spirito di preveggenza si era già preparato come una cassa da morto.
Il film si conclude così con uno strano senso di sospensione, in verità tutt'altro che inusuale dati i migliori esempi del muto cui si rifà. Plonk, “terrorista” connazionale che vuol salvare il mondo e non riesce a spiegarsi, né pare riesca a capire, specchio di una nuova Australia che lo ignora e rinchiude, sembra l'ospite pazzo di un manicomio comandato remotamente da un sadico Caligari. Intanto, nel 1907, nonostante la didascalia ci rassicuri che almeno la signora Plonk (Magda Szubanski) e l'assistente sordo Paulus (Paul Blackwell) stanno escogitando un modo per tirarlo fuori, anche loro fanno presto finta sia scomparso per sempre. E a noi non rimane che chiederci se quello che ha visto Plonk sia stato solo un sogno che possiamo dimenticare, oppure se davvero la tv ci sta annunciando la fine del mondo e noi crediamo sia il trailer di una fiction.

Giudizio: 2.5
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