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Shrooms - Trip senza ritorno Stampa E-mail
Venerdì 22 Agosto 2008 11:21
Shrooms - Trip senza ritorno / LocandinaTitolo originale:      Shrooms
Nazione:      Irlanda
Anno:      2006
Genere:      Horror
Durata:      86'
Regia:      Paddy Breathnach
Cast:      Lindsey Haun, Jack Huston, Max Kasch, Maya Hazen, Alice Greczyn, Robert Hoffman, Don Wycherley, Sean McGinley, Toby Sedgwick, André Pollack, Jack Gleeson, Mike Carbery, Anna Tikhonova, Goranna McDonald, Jake Allen
Produzione:      Capitol Films, Ingenious Film Partners, Nepenthe Film, Potboiler Productions
Distribuzione:      MOVIEMAX
Data di uscita:      22 Agosto 2008

Trama: In Irlanda esiste un bosco dove si trovano dei funghi molto particolari: se presi possono dare forme di allucinazione più o meno pesanti. Un gruppo di amici del college, composto da tre ragazze e tre ragazzi, capitanato dall'esperto Jake, che conosce la zona, decide di andare a cercare questi funghi per godersi dei "trip" particolari a basso costo. Tara, una delle ragazze, però ne mangia incautamente uno dei più pericolosi. Dopo delle violente crisi e aver rischiato di morire, sembra però essersi ripresa e stare meglio. Il gruppo si rasserena. I ragazzi decidono comunque di provare i funghi il giorno dopo, ma a quanto pare voler prendersi gioco della natura sfidandola per divertimento e curiosità può portare a delle conseguenze tragiche ed imprevedibili.

Recensione di PIETRO SIGNORELLI

Shrooms - Trip senza ritornoShrooms ("funghi") è un film Irlandese del 2006 ripescato adesso per riempire l'arida programmazione agostana che qui in Italia di solito non concede mai grandi soddisfazioni agli esercenti cinematografici. La pellicola non è altro che il solito bodycount con protagonisti dei teen-ager, ma che, oltre all'ambientazione forestale che riprende le gesta sempre uguali del massacratore di liceali brufolosi per eccellenza, Jason Voorhees, ha il suo punto di fascino (e di furbizia) nel fatto che i protagonisti agiscono tutti sotto allucinogeni più o meno pesanti, per cui i gesti che ci portano a dire «Ma perché lo sta facendo?», in quanto illogici (come allontanarsi da soli con la minaccia opprimente in progress) vengono accettati e giustificati dallo spettatore.
Cosa è successo nei boschi della verde Irlanda? Un gruppo di ragazzi che si sono conosciuti al liceo, tre maschi e tre femmine (alla Friends) decide di andare per foreste a sballarsi con un "trip" davvero particolare, assumere allucinogeni tramite le sostanze contenute in un particolare tipo di funghi. Jake (Jack Huston, nel 2006 ha partecipato anche a Factory Girl) conosce la zona e guida i ragazzi. Arrivati nella foresta, uno spiacevole incontro con due balordi del luogo decisamente strani, fa da presagio al fatto che lì intorno si può celare qualche pericolo di varia natura (letteralmente). Imprudentemente una di loro, Tara, non ha sentito purtroppo i consigli sui funghi di Jake e ne prende uno, ingoiando un tipo particolare che le provoca fortissime convulsioni. Salvata da Jake, sembra poi stare meglio, ma è solo l'inizio di un incubo senza fine dove Tara ha delle terribili visioni premonitrici, anche perché Bluto, un altro componente del gruppo (il solito volgarotto senza freno e senza buone maniere, il nome ricorda quello del protagonista di Animal House, probabilmente non a caso, di Landis e lo interpreta il giovane Robert Hoffman, anche lui di derivazione tv) pensa bene di scolarsi tutto l'infuso dei funghetti preparato per sei persone.
Shrooms è un film che funziona (sempre nell'ottica di un divertimento e fruizione di puro genere) soltanto a metà nella sua costruzione artistica: trama banalotta e risaputa (giovani vogliosi di esperienze forti e con gli ormoni sempre in movimento finiscono nei guai, una è tosta e resiste) con qualche tocco di simpatia e curiosità (i funghi e l'ambientazione) ma che riesce ad essere valido negli spaventi dosando bene il momento della sorpresa.
Gli amanti dello splatter estremo non esultino al pensiero di andare al cinema a vederlo: ovviamente le situazioni truci ci sono ma non gli effettoni grand-guignol, limitandosi a far capire cosa è successo senza mostrarlo in maniera chiara e diretta durante l'esecuzione, e purtroppo il finale del film riprende in pieno un'altra pellicola (non possiamo ovviamente dirvi quale sia) perdendo anche di genuinità e spontaneità (che già non era altissima nello script generale) in chiusura.
La fotografia, soprattutto nelle visioni di Tara, è la cosa migliore, con i colori sporcati per rendere il senso di oppressione, le recitazioni solo abbozzate (visto il genere di film era prevedibile) tranne che quella delle protagonista che ha delle buone espressioni.
Il regista Paddy Breathnach ha costruito il film ripensando alle lunghe gite con gli amici quando andava alla ricerca di funghi, ma deve ringraziare parecchio anche l'ufficio marketing che ha lavorato perfettamente nella confezione esterna: un cartellone davvero fantasioso (tre funghi, due per gli occhi e uno per il naso, con la luna di sfondo formano un teschio) e degli strilloni altrettanto ben elaborati («Sei fatto per questo incubo?») stuzzicano l'occhio degli appassionati e possono essere un buon specchietto per le allodole, peccato che poi alla fine si debba fare i conti con quanto suesposto, bicchiere mezzo pieno se lo si guarda senza particolari esigenze tanto per portare la fidanzata al cinema, quasi vuoto se si vuole cercare qualche spunto interessante che vada oltre al fatto della solita gita bucolica con body count condita da una vecchia leggenda metropolitana (diciamo qua forestale, debitamente raccontata davanti al fuocherello) che apparentemente ritorna per via di un atto imprudente. Poi ci si mettono pure i due fratelli balordi senza denti, fatti da anni di consumo funghi, che vivono selvaggi lontani dalla società («Tu hai chiesto se avevamo un telefono, non se funzionasse»), l'uomo che va a quattro zampe perché cresciuto coi cani, si nota che alla fine le allucinazioni di questi miceti sono piuttosto insipide (un film, di tutt'altro spessore e totalmente diverso, su questo tema fu l'ottimo Stati di allucinazione di Ken Russell).
In definitiva un curioso horror movie solo nell'aspetto, deludente nella trama davvero troppo semplice, che comunque può regalare, soprattutto ai non scafati e assidui del genere, qualche brivido, dato che misura bene alcuni momenti tipici con l'ingresso al momento giusto della musica d'atmosfera. Continuamo a ripetere che i teen movie (irlandesi stavolta) a ripetizione davvero sono aridi e corrosivi, progressivamente riescono a rendere tutto innocuo, stavolta anche il fascino oscuro della foresta. Visto che si tratta di una produzione più entusiasta eseguita da appassionato che costruita con spirito professionale, possiamo essere buoni nell'accettarla così come è stata fatta pescando in tante cose già viste, senza particolari affondi critici nei suoi evidenti difetti e, se si è amanti del genere, entrare al cinema come consumare un gelato, non certo prelibato, possibilmente non al gusto funghi.

Giudizio: 1.5
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