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Ex Drummer Stampa E-mail
Scritto da Cine Zone   
Mercoledì 08 Ottobre 2008 09:51
Ex Drummer / LocandinaTitolo originale:      Ex Drummer
Nazione:      Belgio
Anno:      2007
Genere:      Commedia, Drammatico, Musicale
Durata:      104'
Regia:      Koen Mortier
Cast:      Dries Van Hegen, Norman Baert, Gunter Lamoot, Sam Louwyck, François Beukelaers, Bernadette Damman, Joris Van Der Speeten, Nancy Denijs, Nomie Visser, Dolores Bouckaert, Wim Willaert, Barbara Callewaert, Jan Hammenecker, Vinnie Bonduwe, Chantal Wannyn
Produzione:      CCCP, Czar
Distribuzione:      L’Altrofilm
Data di uscita:      3 Ottobre 2008

Trama: Tre sballati affetti da curiosi handicap si presentano ad un famoso scrittore belga chiedendogli di unirsi alla loro band, formata per l'appunto interamente da handicappati, col ruolo di batterista. Dovendo trovare un handicap anche per lui, si accontentano del fatto, come egli dichiara, che non sappia suonare la batteria. Nascono così i The Feminists.

Recensione di ALBERTO DI FELICE

Ex DrummerKoen Mortier capovolge il mondo e fa succedere l'inferno, anche se rimanendo cinicamente indifferente non distrugge—né crea—nulla. Nel suo film un gruppo di disoccupati (o affetti da handicap, come paiono riferire le sinossi) patentati decide di tirar su una band convincendo un famoso scrittore, l'unico apparentemente normale, a fare da batterista. Si scopre invece (anzi, è subito chiaro) che il vero motivo per prender parte a questa sorta di commedia umana ce l'ha per l'appunto il nostro Dries (Dries Van Hegen), altolocato come potrebbe essere uno scrittore fiammingo famoso principalmente nella sua patria linguistica, il quale—come fanno gli altolocati quando si annoiano ma la droga, il suicidio o lo shopping sfrenato non fanno per loro—decide di buttarsi nella mischia putrida della gentaglia, per vedere cosa si prova.
Mortier sciorina dunque una serie di ritratti seriamente malaticci di un Belgio sformato e inutile, i cui abitanti paiono mantenuti dal sistema assistenziale pubblico (se Mortier fosse stato olandese forse avrebbe trovato anche di peggio—anche se il Belgio, si sa, è più cinereo) mentre maltrattano le mogli, le quali a loro volta sono tossiche e si disinteressano dei figli, mentre maltrattano anche i genitori, i quali sì sono visti come minorati indegni (come conseguentemente i nostri più immediati soggetti di studio) di sfornar figli, mentre violentano a sangue giovani donne per saziare la propria inadeguatezza sessuale.
Di questa fa parte, inevitabilmente, ogni altro genere di perversioni. Oltre alla passione per le grassone calve madri dei compagni di band, abbiamo dunque inevitabilmente uno degli handicappati che è gay, e altrettanto inevitabilmente promiscuo; a questi si accompagna il capofila di un'altra band il cui soprannome è Big Dick, che quando non è occupato a far esplorare agli ospiti l'enorme vagina della compagna, col suo enorme arnese punisce accanitamente altri gay anch'essi schifosamente promiscui. Tutto è sporco, insomma; fortuna che c'è Dries che fa ancora un po' di sesso etero pulito come si deve—meglio se a tre, dato che alla sua signora non spiace affatto.
In tutto questo rimane impassibile il tediato protagonista, fra le lenzuola del sesso a tre e il balcone del suo appartamento, borghese magari vacuo ma quantomeno dalle ben salde certezze. Quella, ad esempio, che il dolore collettivo non esiste, quella di una sussiegosa ammirazione per il re del Siam, e quindi per la Thailandia ai bei tempi quando era ancora chiamata Siam, e quella del tabù del sesso con altre donne quando manca la moglie. Questo Dries, con queste sue pontificazioni, si mette poi a fare il boia, guidato da siffatto nichilismo, organizzando l'operazione “piazza pulita” dentro quel mare di malattia nel quale ha sguazzato con disgusto—prima, effettivamente, di averne abbastanza.

Giudizio: 1.5
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