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| L'onda |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Martedì 03 Marzo 2009 00:00 | |||
Titolo originale: Die WelleNazione: Germania Anno: 2008 Genere: Drammatico, Thriller Durata: 101' Regia: Dennis Gansel Sceneggiatura: Dennis Gansel, Todd Strasser, Peter Thorwarth Cast: Jürgen Vogel, Frederick Lau, Max Riemelt, Jennifer Ulrich, Christiane Paul, Jacob Matschenz, Cristina do Rego, Elyas M'Barek, Maximilian Vollmar, Maximilian Mauff, Ferdinand Schmidt-Modrow, Tim Oliver Schultz, Amelie Kiefer, Fabian Preger, Odine Johne Produzione: Rat Pack Filmproduktion GmbH Distribuzione: BIM Data di uscita: 27 Febbraio 2009 Trama: Da una storia vera. Rainer Wenger è un professore con un passato turbolento che cerca di rendere vincente la squadra di pallanuoto della scuola locale. Gli viene affidato un esperimento da condurre nel corso di una settimana: tenere alla classe un corso di autocrazia che spieghi agli alunni il rischio dell'arrivo di una dittatura. La prova riesce fin troppo bene, i ragazzi formano un gruppo autogestito marchiato come «l'onda», con sue divise e stemmi. Purtroppo, con il sopraggiungere della sicurezza da cameratismo che li rende finalmente forti e compatti, arrivano anche le prime difficoltà nel rapportarsi con coloro che la pensano diversamente, persone di pensiero contrario affrontate lasciando loro davvero poca libertà. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Incredibile, questo film tedesco che narra l'applicazione di un esperimento da parte di un professore di scuola con un passato da rockettaro (Jürgen Vogel, ha partecipato a Rosenstrasse e Good Bye Lenin!, che esibisce all'inizio con una maglietta dei Ramones, di una profondità ed emozionalità davvero marcate. L'esperimento in questione è applicare l'autocrazia in un gruppo determinato (forma di governo in cui un singolo detiene un potere illimitato) per dimostrare ccome al giorno d'oggi non vi sia più possibilità di creare da essa una dittatura. L'esperimento deve durare una settimana, nella quale i ragazzi coinvolti dovranno scegliere delle divise, un saluto e una forma di autogestione di gruppo molto marcata, il tutto sotto gli occhi e i comandi del professor Rainer Wenger, che allena anche la squadra di pallanuoto. L'esperimento funziona, i ragazzi superano differenze e gusti, creano «l'onda», un gruppo compatto che si dota di un marchio ben preciso. Ma alcuni di essi si fanno prendere troppo la mano dall'idea: il gruppo diventa una casta chiusa e coloro che non la pensano e si vestono come loro (cioè jeans e camicia bianca) vengono perseguiti e allontanati. Il professore, a cui è uscita la situazione di controllo, deve riconsiderare il tutto per la grave crisi che si sta creando, anche perché uno dei più fanatici, che vuole essere la guardia del corpo di Wenger, pensa di costituire una difesa armata.Grandioso esempio di come il sonno della coscienza genera mostri partendo da individui non particolarmente violenti e comunque normali, questo film di Dennis Gansel si segnala tipologicamente come il recente premiato a Cannes La classe, ambientandosi in un istituto d'insegnamento dove un professore progressista vuole dimostrare i rischi del totalitarismo. Girato quasi totalmente in interni (ben poche le riprese esterne, quella più lunga mostra i ragazzi taggare sui muri e mettere in evidenza con adesivi il marchio dell'onda) ha al suo attivo numerose scene cardine tra cui quella finale, di un'intensità davvero unica. Tratto da un fatto realmente accaduto nel 1967 in una scuola della California – ma il regista ha preso ispirazione anche da un romanzo presente come testo scolastico dei suoi tempi (precisamente “Il segno dell'onda” di Todd Strasser), ci mostra come le menti dei ragazzi siano facilmente malleabili (anche se non prive di cultura) di fronte al sogno di poter far parte di un gruppo di élite marcato e delimitato, con delle regole precise al suo interno per poterci stare, che domina l'ambiente circostante dopo essere stati dominati a lungo come singoli. Emblematica è la scena del ragazzo più complessato di tutti (Tim) che viene preso a sberle da dei bulli per poi essere salvato dal gruppo: insieme i ragazzi dell'«onda» sono qualcuno – questa cosa inebria e piace: nonostante lo vogliano negare, ormai è partito un processo irreversibile di dominio, che non lesina a essere supportato dalla violenza. L'amore, seppur giovanile, passa in secondo piano per l'attaccamento alla divisa, per la partita di pallanuoto, evento importante ma mai possibilmente determinante per le loro vite – diventata una sfida irrinunciabile tanto quella di dover spezzare le reni all'avversario, la filosofia nazi-fascista degli anni che furono entra prepotentemente in gioco. Quando poi arrivano i volantini di protesta che vogliono fermare l'«onda», la risposta è soltanto un diniego deciso e totale: ormai esiste solo la propria di giustezza e non quella proposta dagli altri. Il professore che non voleva assolutamente arrivare a tali punti si ritrova spaesato, deve affrontare una crisi familiare proprio nel momento in cui la dirigenza scolastica si complimenta con lui per i risultati raggiunti con l'esperimento: la massa ha trovato la propria occulta panacea di gloria e, agli occhi dei (veri) reggenti, il fatto che sia soddisfatta non preoccupa che sia indirizzata verso lidi del tutto pericolosi. Così i simboli anarchici che Wenger voleva glorificare prima di parlare di autocrazia vengono sostituiti e coperti da quelli con l'«onda», il pensatore rinnega la sua identità senza saperlo e volerlo, senza accorgersene, colpevole di aver lasciato la sua creatura senza controllo adeguato. Bellissima anche la scena della camminata che vuol far cadere l'intonaco sugli studenti dell'anarchia, altro simbolo di sopraffazione occulta. In definitiva un ottimo film che sublima e mostra senza fronzoli la pericolosità di un potere senza controllo, anche se pegno e proprietà di una semplice classe scolastica, dove il fatto di essere compatti diventa non la salvaguardia dei componenti ma l'impossibilità di riconoscere le altre identità diverse in una pacifica convivenza; per questo nel film si parla anche di Tsunami distruttivo e non solo di Onda di pensiero – quello che avviene in fondo ne è una pericolosa avvisaglia di ciò che succederebbe su larga scala e non solo se fosse confinato dentro le mura di una classe. Il linguaggio utilizzato per dircelo è secco, diretto, preciso, con una scena finale di grande intensità. Speriamo davvero che non rimanga un messaggio inascoltato o disperso per dare attenzione a un altro cinema da parte del pubblico. Fermate l'Onda, lasciate scorrere il film. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Die Welle
Incredibile, questo film tedesco che narra l'applicazione di un esperimento da parte di un professore di scuola con un passato da rockettaro (Jürgen Vogel, ha partecipato a Rosenstrasse e Good Bye Lenin!, che esibisce all'inizio con una maglietta dei Ramones, di una profondità ed emozionalità davvero marcate. L'esperimento in questione è applicare l'autocrazia in un gruppo determinato (forma di governo in cui un singolo detiene un potere illimitato) per dimostrare ccome al giorno d'oggi non vi sia più possibilità di creare da essa una dittatura. L'esperimento deve durare una settimana, nella quale i ragazzi coinvolti dovranno scegliere delle divise, un saluto e una forma di autogestione di gruppo molto marcata, il tutto sotto gli occhi e i comandi del professor Rainer Wenger, che allena anche la squadra di pallanuoto. L'esperimento funziona, i ragazzi superano differenze e gusti, creano «l'onda», un gruppo compatto che si dota di un marchio ben preciso. Ma alcuni di essi si fanno prendere troppo la mano dall'idea: il gruppo diventa una casta chiusa e coloro che non la pensano e si vestono come loro (cioè jeans e camicia bianca) vengono perseguiti e allontanati. Il professore, a cui è uscita la situazione di controllo, deve riconsiderare il tutto per la grave crisi che si sta creando, anche perché uno dei più fanatici, che vuole essere la guardia del corpo di Wenger, pensa di costituire una difesa armata.










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