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| Live! – Ascolti record al primo colpo |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Martedì 10 Marzo 2009 01:00 | |||
Titolo originale: Live!Nazione: Stati Uniti Anno: 2007 Genere: Commedia, Drammatico Durata: 96' Regia: Bill Guttentag Sceneggiatura: Bill Guttentag Cast: Eva Mendes, David Krumholtz, Rob Brown, Katie Cassidy, Jay Hernandez, Jeffrey Dean Morgan, Eric Lively, Monet Mazur, Danny Comden, Paul Michael Glaser, Andre Braugher, Michelle Krusiec, Mageina Tovah, Todd Stashwick, Robin Paul Produzione: MOSAIC MEDIA GROUP Distribuzione: Moviemax Data di uscita: 6 Marzo 2009 Trama: Katy Courbet è una donna in carriera con un grosso problema: trovare un reality di grande impatto che sappia rialzare le sorti della sua rete televisiva, la ABN. Discutendo con i suoi collaboratori della cosa ed elaborando anche le idee più strane, salta fuori la trovata di realizzarne uno che si basi sulla roulette russa: sei concorrenti dovranno giocare con la morte per un premio di cinque milioni cadauno. Ma dovranno essere persone non sull'orlo della disperazione, bensì gente dinamica e con tanta voglia di vivere – ma, soprattutto, di soldi. Dopo essere stata a lungo osteggiata per la crudeltà del suo progetto, Katy ottiene quello che voleva, e il reality denominato “Live!” parte: come reagirà il pubblico allo show della morte in diretta? Recensione di PIETRO SIGNORELLI Una Eva Mendes tuttofare è l'assoluta (splendida nel corpo ma anche nella recitazione dura e decisa) protagonista di questo Live! – Ascolti record al primo colpo, diretto da Bill Guttentag, un regista premio Oscar per dei cortometraggi, che narra come la crudeltà dei reality possa arrivare a livelli inauditi, calpestando ogni senso etico e morale. Katy Courbet (la Mendes) è ossessionata dall'audience: il suo compito è di trovare uno show tanto straniante e innovativo da alzare il livello di ascolti attuale, invero assai basso, della sua rete televisiva. Dopo che nelle varie riunioni i suoi collaboratori elaborano ogni tipo di fantasiosa teoria (pure una sfida tra spermatozoi che gareggiano tra di loro per arrivare per primi all'ovulo) si giunge a una conclusione: il reality per funzionare deve essere crudele (viene definita «alta televisione» uno show russo che consiste nel resistere in mezzo al traffico per trentacinque minuti all'inseguimento della polizia) e lasciare lo spettatore in continua tensione per la vita del protagonista. Cosa ci potrebbe essere di meglio della roulette russa, coinvolgendo sei giovani belli ed aitanti che sfidano morte e sorte per ben cinque milioni di dollari? Dopo una lunga lotta per mandarlo in onda, “Live!” (questo il nome del programma) prende vita, in mezzo a tanti dubbi ed incertezze ma nessuna recriminazione etico-morale (che arriva sino al morboso – «Mi fa vomitare, ma non ho detto che non lo guarderò!», dice una ragazza in un'intervista).Live!, il film, è girato per gran parte (praticamente tutta la pellicola esclusa la parte dello spettacolo vero e proprio) con la telecamera a mano, con i personaggi che parlano al cameraman e quindi allo spettatore (come ne Il cameraman e l'assassino, per intenderci). Scelta quanto mai particolare per questo tipo di film, dovuta non tanto al genere ma all'argomento, in modo da rendere calzante lo stile rispetto a quanto si racconta. Un'ottima prova per la bellissima Eva Mendes, perfettamente a suo agio nei panni della donna senza scrupoli: la vedrete fare delle espressioni superbe nell'atteggiamento e determinate come poche volte – questa attrice ispanica sta davvero dimostrando che oltre a un bel corpo ha anche dei numeri validi. Strutturato come una sorta di Grande Fratello (ci sono pure le interviste streappalacrime ai sei che rischieranno la vita, sei colpi nel tamburo del revolver, cinque a salve e uno vero), Live! è una decisa e totale critica contro la mercificazione delle emozioni da parte della televisione. Non si salva davvero nulla nel suo svolgersi: tra i sei c'è una ragazzina con la voglia di diventare star (con un dimostrativo discorso sulla voglia di farsi vedere da Quentin Tarantino mentre esegue una lap dance) che non si fermerebbe di fronte a nulla, gay portoricani che vogliono togliesi con la mamma dal ghetto, una ex-modella ora predicatrice della pop art, uno sportivo estremo che vuole la sfida estrema per cavalcare per sempre le onde, uno studioso ragazzo nero che vuole uscire dall'anonimato per poter scrivere con un nome a priori, infine un padre di famiglia agricoltore che deve vincere la megasomma per poter riscattare la fattoria e dare un futuro al figlio nato prematuro di tre mesi. Tutte cose come si vede calamita per la morbosità del pubblico nel presentare personaggi vicino al loro gusto («Non voglio avere dei depressi che non hanno nulla da rischiare in trasmissione: la loro morte non interesserebbe nessuno»: i provini iniziali con il malato di cancro, la dark e il militare ne sono l'emblema), la televisione costruita follemente fino a tal punto rischia di degradare man mano togliendo ogni sensazione genuina (il dato odierno della malata di cancro del GF inglese porta a pensare che la fantasia e la finzione di Live! potrebbe non essere poi così impossibile, ma comunque non basterebbe ancora perché una volta fatto l'assurdo bisognerebbe andare oltre per ribucare l'audience – si dice nel film: «La prossima volta ammazzerete un'intera famiglia?»). Curiosa la critica sui reality italiani, dove si vedrebbero solo tette e culi; la produzione del film ha comunque dichiarato che per ogni paese la frase è diversa, riferita a un modo di fare televisione (non possiamo dichiarare in questa sede se il dato è esatto). Novantasei minuti di tensione quasi senza sosta, con una sensazione di disagio della camera a mano che non molla neppure nel privato il suo occhio indiscreto facendo dire a noi stessi «Spegnila!», testimoniando che a tutto c'è un limite, una protagonista davvero in palla, un argomento attuale e controverso, fanno in definitiva di questo Live! un interessante lavoro che propone l'argomento in maniera chiara e decisa, di facile presa. L'unico vero neo è il finale – d'altronde con un tema così il centrarlo pienamente era molto importante tanto quanto difficile: lo spettatore osserva tutto il tempo pensando al possibile e a chi verrà riservato il proiettile d'argento, ma succede una cosa che non convince del tutto lasciando un po' straniti nell'ambito e parametro di un comportamento tenuto dalla protagonista fino ad allora. Un neo, come quello sul viso stupendo della Mendes, che comunque non rovina il ritratto lasciandovi lo spazio di consiglio di chi scrive molto ampio, per un intrattenimento interessante che scorre via molto bene. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: Live!
Una Eva Mendes tuttofare è l'assoluta (splendida nel corpo ma anche nella recitazione dura e decisa) protagonista di questo Live! – Ascolti record al primo colpo, diretto da Bill Guttentag, un regista premio Oscar per dei cortometraggi, che narra come la crudeltà dei reality possa arrivare a livelli inauditi, calpestando ogni senso etico e morale. Katy Courbet (la Mendes) è ossessionata dall'audience: il suo compito è di trovare uno show tanto straniante e innovativo da alzare il livello di ascolti attuale, invero assai basso, della sua rete televisiva. Dopo che nelle varie riunioni i suoi collaboratori elaborano ogni tipo di fantasiosa teoria (pure una sfida tra spermatozoi che gareggiano tra di loro per arrivare per primi all'ovulo) si giunge a una conclusione: il reality per funzionare deve essere crudele (viene definita «alta televisione» uno show russo che consiste nel resistere in mezzo al traffico per trentacinque minuti all'inseguimento della polizia) e lasciare lo spettatore in continua tensione per la vita del protagonista. Cosa ci potrebbe essere di meglio della roulette russa, coinvolgendo sei giovani belli ed aitanti che sfidano morte e sorte per ben cinque milioni di dollari? Dopo una lunga lotta per mandarlo in onda, “Live!” (questo il nome del programma) prende vita, in mezzo a tanti dubbi ed incertezze ma nessuna recriminazione etico-morale (che arriva sino al morboso – «Mi fa vomitare, ma non ho detto che non lo guarderò!», dice una ragazza in un'intervista).










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