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| Nemico Pubblico N.1 – L'istinto di morte |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Domenica 15 Marzo 2009 09:57 | |||
Titolo originale: L'instinct de mortNazione: Francia, Canada, Italia Anno: 2008 Genere: Azione, Biografico, Drammatico, Giallo, Thriller Durata: 113' Regia: Jean-François Richet Sceneggiatura: Abdel Raouf Dafri Cast: Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Gilles Lellouche, Roy Dupuis, Elena Anaya, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Florence Thomassin, Abdelhafid Metalsi, Gilbert Sicotte, Deano Clavet, Roger André, Mustapha Abourachid, Ludivine Sagnier, Sophiane Benrezzak Produzione: La Petite Reine Distribuzione: Eagle Pictures Data di uscita: 13 Marzo 2009 Trama: La prima parte della biografia della vita di Jacques Mesrine, un reduce dalla campagna di Algeria. Cresciuto in una famiglia che non sognava altro per lui che un lavoro normale e una famiglia serena, Mesrine vive invece la sua esistenza tra pericoli e fughe continue. Diventato un killer spietato al servizio di Guido, un boss locale, ha continue richieste dalla sua donna, che gli ha dato tre figli, di smettere l'attività malavitosa, invocazioni completamente ignorate. Dopo l'ennesima volta che lei subisce brutali minacce da parte sua, decide di lasciarlo, scappando senza la prole. Questo è il preludio per un nuovo amore, ma anche quello dell'ingresso in una prigione di massima sicurezza che tratta senza scrupoli i prigionieri. Recensione di PIETRO SIGNORELLI Attenzione: il film è solo la prima parte della biografia del malavitoso Jacques Mesrine; la seconda parte, intitolata Nemico Pubblico N.1 – L'ora della fuga, sarà nei cinema ad Aprile 2009. Vincent Cassel, con una cura stile De Niro per Toro scatenato, si appesantisce di qualche chilogrammo di troppo per entrare nei panni violenti del gangster, duro e spietato, che fece la sua fine per colpa di un agguato nel traffico parigino – lo vedrete nella scena iniziale, dopo la quale parte il racconto della vita vera e propria di Mesrine. Dopo aver acquisito una totale indifferenza per la vita umana altrui nella campagna d'Algeria, Mesrine incomincia la sua carriera violenta al soldo del boss Guido (Depardieu: lui non aveva bisogno di cure per mettere chili), per il quale commette ogni tipo di efferatezze. Dopo aver avuto tre figli con Sofia (Elena Anaya), Mesrine si ritrova con la mite famiglia contro, ma anche allo sbando, tanto da essere catturato e confinato in una prigione di massima sicurezza, nella quale subisce ogni sorta di sopruso, che però non ne doma il carattere violento.Progetto quanto mai ambizioso questo Nemico Pubblico N.1, tanto da essere diviso in due parti. Cassel dopo la buona prova offerta con Cronenberg ne La promessa dell'assassino, prosegue nel tentativo di nobilitare la sua carriera, arrivando a girare alcune scene completamente nudo in una prigione mentre subisce terribili privazioni. Il suo tentativo attoriale lo possiamo considerare riuscito: oltre al corpo da modificare, ha la grande responsabilità di tenere la scena per quasi tutto il film, senza particolari soluzioni di continuità, le sue espressioni dure ed arcigne sono credibili, come i suoi sorrisi befardi ed ironici di fronte alle vittime o ai poliziotti. Il regista Jean-François Richet, che ha diretto il remake di Assault on Precinct 13 di Carpenter, ha eseguito un ritratto completo (almeno per quanto riguarda la prima parte, anche se visto quanta passione descrittiva ci ha messo crediamo che pure la seconda sia allo stesso livello) della vita di Mesrine, dando delle buone sensazioni di racconto di una vita off in pericolo. Il vero problema, soprattutto oltralpe, dove il gangster è praticamente un signor nessuno, è che il film in se stesso non racconta nulla di nuovo o di veramente particolare: non succedono (per rispetto anche alla storia reale; notando, però, che un cartello su fondo nero iniziale ci avvisa che nessuna biografia sarà mai davvero totalmente fedele, il regista si libera dai possibili errori con stile) cose non viste in altre occasioni di genere, per cui certe volte la vicenda ci lascia non tanto estranei ma sa tanto di déjà-vu. Il nemico pubblico n°1 (attendendo anche l'altro Public Enemy, quello con il signor Johnny Deep, la storia di Dillinger) in fondo è un cane randagio che vive di bocconi violenti man mano più grossi, che se ne infischia dei rapporti che costruisce («Tra te e i miei amici io sceglierò sempre loro», dice alla moglie) ma che ci tiene ad avere una famiglia di facciata, un nucleo familiare che gli appartenga anche se poi lo lascia a se stesso e nel pericolo. Il tono comunque non è per nulla da fiction televisiva (in Italia lo avrebbero fatto in quel modo, purtroppo dobbiamo notarlo), assistiamo a una vera pellicola di grande respiro con fughe, inseguimenti, genere carcerario con accenni a vicende stile Bonnie & Clyde. Nella vita di Mesrine esiste una sola cosa sacra, la parola data, come vediamo dalla vicenda della prigione: tutto il resto si mette in gioco e pericolo senza problemi, sapendo di poter uccidere o essere uccisi ad ogni momento, anche se l'uomo borderline vorrebbe almeno un po' di onore nella salvaguardia dei figli piccoli da parte dei suoi nemici. In definitiva la prima parte di un dittico biografico che non offre spunti di racconto particolarmente innovativi, ma che nel suo già visto racconta una storia vera di spessore, ha una buona recitazione da protagonista di Cassel, non solo signor Bellucci ma convincente gangster narcisista e guascone. Alla fine della pellicola, che ovviamente rimane sospesa mostrando dei cartelli con alcune note, la voglia di vedere il secondo pezzo è presente. La Francia, che siano buoni o cattivi, sa sempre come raccontare o celebrare in maniera decente storie dei suoi cittadini, odierni o del passato. Giudizio: ![]() Altri giudizi della redazione: Alberto Di Felice: ![]() Emanuele Rauco: ![]()
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Titolo originale: L'instinct de mort
Attenzione: il film è solo la prima parte della biografia del malavitoso Jacques Mesrine; la seconda parte, intitolata Nemico Pubblico N.1 – L'ora della fuga, sarà nei cinema ad Aprile 2009. Vincent Cassel, con una cura stile De Niro per Toro scatenato, si appesantisce di qualche chilogrammo di troppo per entrare nei panni violenti del gangster, duro e spietato, che fece la sua fine per colpa di un agguato nel traffico parigino – lo vedrete nella scena iniziale, dopo la quale parte il racconto della vita vera e propria di Mesrine. Dopo aver acquisito una totale indifferenza per la vita umana altrui nella campagna d'Algeria, Mesrine incomincia la sua carriera violenta al soldo del boss Guido (Depardieu: lui non aveva bisogno di cure per mettere chili), per il quale commette ogni tipo di efferatezze. Dopo aver avuto tre figli con Sofia (Elena Anaya), Mesrine si ritrova con la mite famiglia contro, ma anche allo sbando, tanto da essere catturato e confinato in una prigione di massima sicurezza, nella quale subisce ogni sorta di sopruso, che però non ne doma il carattere violento.










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