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| Good Night, and Good Luck |
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| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 19 Settembre 2005 17:44 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE Non è di poco conto notare che questo film dura solo un'ora e ventinove minuti: sarebbe potuto essere una lunga denuncia venata di thriller e suspense o un altrettanto lungo drammone biografico dai forti toni celebrativi che avrebbe girato un Ron Howard, e invece no. Clooney è un essere pensante, con semmai l'unica pecca (se di pecca si tratta) di essere amico di Soderbergh e di seguirne un po' troppo da vicino la vena registica, risultando ancora un po' acerbo.Filo del suo appena iniziato percorso come filmmaker sembra essere la televisione, mangiatutto con gli show da quattro soldi di Chuck Barris in Confessioni di una mente pericolosa, in attesa di esser mangiata e cambiata nei suoi spazi giornalistici nella storia di Edward R. Murrow. Cos'è che rende grande una nazione, cos'è che la rende libera? Negli anni '50 come oggi, la tv deve continuare a ricordarcelo, e lei più di tutti perché entra direttamente nella case e forma le opinioni: la battaglia di Murrow è prima di tutto una affermazione del ruolo culturale delle notizie e del loro approfondimento, del diritto a sapere e a chiedere. La pellicola ha questo fondamentale messaggio e suo pregio è quello di renderlo asciutto e dignitoso. Asciutto e dignitoso, vera qualità costitutiva del film, è soprattutto lo straordinario David Strathairn: già bravo interprete abbastanza nascosto in numerosi film (ci piace ricordare la sua collaborazione con Sayles, per il quale è stato da ultimo protagonista in Limbo), trova qui il primo grande ruolo e usa tutta la propria misura, la sua voce e la sua gestualità nei monologhi, quelli che in definitiva segnano quest'opera. L'attore non protagonista col quale dialoga virtualmente è invece il senatore McCarthy, ripreso come altri (accanto a lui vediamo anche il suo fido Roy Cohn, interpretato da Al Pacino in Angels in America) in numerosi filmati d'archivio che hanno richiesto il bianco e nero: un'altra scelta semplice, in questo caso obbligata, fedele alla sobria impostazione. Sebbene non tutto sia perfetto e calibrato (in particolare, l'attenzione sui due coniugi segreti Robert Downey Jr. e Patricia Clarkson, come sempre incantevole, appare spesso superflua), Good Night, and Good Luck è una pacata, lucida ed esplicita attestazione di rispetto verso un uomo e il ruolo che ha difeso. Giudizio: ![]()
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Non è di poco conto notare che questo film dura solo un'ora e ventinove minuti: sarebbe potuto essere una lunga denuncia venata di thriller e suspense o un altrettanto lungo drammone biografico dai forti toni celebrativi che avrebbe girato un Ron Howard, e invece no. Clooney è un essere pensante, con semmai l'unica pecca (se di pecca si tratta) di essere amico di Soderbergh e di seguirne un po' troppo da vicino la vena registica, risultando ancora un po' acerbo.









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