CLASSIFICA SETTIMANALE
| Incassi al 25/07/2010 |
|
||||||||||||||||||||||||||||||
Ultimi Commenti
| I giorni dell'abbandono |
|
|
| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 19 Settembre 2005 16:00 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE È una famiglia borghese: marito ingegnere e moglie traduttrice, due perfetti bambini e una casa confortevole. «Ti devo parlare», inizia lui. Andate ad indovinare quale sarà la questione, il «vuoto interiore» che quest'uomo vuol manifestare alla consorte. Lei però non capisce, ha bisogno di parlare con un'amica per farsi balenare in mente che forse il problema è che lui ha l'amante. Insomma, una donna un po' ingenuotta: sarà l'eredità traumatica di un'infanzia con una madre insopportabile, sempre al videotelefono? Una separazione, fra l'altro, che avviene con delle frasi della stessa originalità del «Ti devo parlare» iniziale. E allora il maritino se ne va, senza grosse spiegazioni, lasciando lei e i bambini a chiedersi cosa stia succedendo (i bambini capiscono meglio della mamma, però), nel caos disfattista (la conversazione col centralinista – essere orrendo quanto inesistente, con il suo «Mi spiace, signora: oggi è tutto automatizzato. Se vuole Le passo il reparto reclami» – è puro sbando). La donna rimane sola, prende piena coscienza del suo sedere che si affloscia e i mesi passano facendo nascere nella sua testa un mondo semi-immaginario: visioni indecise che si mescolano alla realtà e al libro che sta traducendo, in un romanzo parallelo (la barbona ha un intento simbolico superfluo, se non mancante; la scena del ramarro sembra carina, un buon cambio di tono, ma poi è rovinata dai marmocchi che urlano del papà; la famiglia agonizzante chiusa in casa; il cane redivivo che corre sul palcoscenico). Naturalmente una così distratta fatica anche ad accorgersi del musicista slavo della finestra di fronte (la spia, innamorato nascosto e timido, dalla finestra e dal suo stesso appartamento sente i passi dei bambini al piano di sopra: ma che razza di palazzo è?), che le apre gli occhi una volta per tutte con un concerto a teatro (lei, manco a dirlo, non si era accorta che il protagonista fosse lui e dunque sospira meravigliata, vedendolo suonare: «Ma quello è Damian!») e la ammalia definitivamente ballando senza musica. Questo quanto alla «storia», in fondo neanche troppo male anche se decisamente banalotta e raffazzonata; però ogni volta ci meravigliamo della perizia con la quale, caso unico al mondo, si cerca di doppiare il numero maggiore di scene o parti di scene (i nostri tecnici del suono sono in sciopero?), nonché interi personaggi (i due bambini sembrano uscire da degli spot di Nesquik e vien voglia di strangolarli, anche perché dicono cose più avvilenti di quelle che dice papà). Se fosse una fiction per Rai Uno potrebbe anche andare, ma pensare che questi sono i film italiani «da festival» mette davvero tristezza. Giudizio: ![]()
Commenti (0)
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|
||||||||||||||||||||||||||||||||














È una famiglia borghese: marito ingegnere e moglie traduttrice, due perfetti bambini e una casa confortevole. «Ti devo parlare», inizia lui. Andate ad indovinare quale sarà la questione, il «vuoto interiore» che quest'uomo vuol manifestare alla consorte. Lei però non capisce, ha bisogno di parlare con un'amica per farsi balenare in mente che forse il problema è che lui ha l'amante. Insomma, una donna un po' ingenuotta: sarà l'eredità traumatica di un'infanzia con una madre insopportabile, sempre al videotelefono? Una separazione, fra l'altro, che avviene con delle frasi della stessa originalità del «Ti devo parlare» iniziale. 









The Twilight Saga: Eclipse
signori cari, voi state attaccando un grande cinefilo come pietro, che mastica
cinema (vero ...
The Twilight Saga: Eclipse
Gentile Sign. Signorelli, niente da dire nei confronti della sua replica nei
confronti delle...
The Twilight Saga: Eclipse
un arco di tempo tanto lungo, come appare poco credibile che abbia ignorato fino
all'arrivo ...
The Twilight Saga: Eclipse
dal sangue caldo e non certo freddo come il loro eroe. Pietro Signorelli
The Twilight Saga: Eclipse
buongiorno ragazze, grazie dei commenti, proprio per farvi vedere che non mi
ritengo sul tro...
The Twilight Saga: Eclipse
Dicevo........ma capisco che questo discorso è tutt'altro che semplice per lei e
da qui si i...
The Twilight Saga: Eclipse
Brutta cosa la vecchiaia dell'anima, ancor peggio di quella fisica. In questa
sua recensione...
The Twilight Saga: Eclipse
ALLORA, IN PRIMO LUOGO LA INVITO A LEGGERE DI 'PIU'...SE PROPRIO NON SOPPORTA I
LIBRI DELLA ...
The Twilight Saga: Eclipse
E lei si definirebbe un critico usando parole come "rompicoglioni"
"tritazebedei...
Alice in Wonderland
la seconda recensione disastrosa che leggo... sono un po' triste :(