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| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 15 Agosto 2005 16:05 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE Le guerre stellari di un buon uomo di una cittadina inglese (Martin Freeman, The Office), la cui vita viene spazzata via, assieme all'intero pianeta, per far spazio ad un'autostrada a favore dell'affollatissimo traffico spaziale. L'alieno tramuffato da umano che lo salva (Mos Def, The Italian Job), seguendo le regole del manuale di sopravvivenza del titolo, lo fa approdare per puro miracolo di probabilità sull'astronate auto-rubata dal presidente della galassia Zaphod (Sam Rockwell, Confessioni di una mente pericolosa), determinato a scovare la domanda fondamentale dell'esistenza che il più enorme ed antico computer mai esistito, Pensiero Profondo (o meglio, Deep Thought, simpatica assonanza col famoso cult del porno), ha commissionato ad un suo collega: il tutto per ottenere ulteriore fama più che per interesse intellettuale. Sballottati da una parte all'altra dell'universo ed inseguiti dal lato oscuro - e tonto - della Forza, dei mostri di burocrati petulanti che vogliono proteggere il presidente dai suoi rapitori (ossia da sé stesso), scopriranno quanto furbi possano essere i topolini bianchi.Sgangherata fantascienza da ridere, pezzi di repertorio radiofonico incollati su carta (Douglas Adams, autore di cinque libri della serie) e servito altrettanto di getto: le gag hanno quel ritmo frammentario e fracassone che lo show comico radiofonico o televisivo può offrire, ma giungono infine ad una stramba e divertente riflessione «filosofica» che ultimamente va molto di moda (esempio recente, nel complesso non lontanissimo dalla Guida galattica, è I Heart Huckabees di David O. Russell), sorretta da una illuminante voce narrante che illustra da buona guida aneddoti e curiosità sullo spazio, l'uomo e le verità che ignoriamo. Parte gustosa del film sono i tanti nomi coinvolti, molti dei quali prestano solo le proprie corde vocali nella versione originale (così come il regista Garth Jennings, che doppia il topolino Frankie): la voce narrante di Stephen Fry (Wilde), il profeta del muco John Malkovich, il robot depresso Alan Rickman (voce del Signore Metatron nel Dogma di Kevin Smith, altra pellicola sostanzialmente della stessa pasta), l'ingegnere dei fiordi Bill Nighy (Underworld, Love Actually), Pensiero Profondo che guarda la tv Helen Mirren. Oltre ad annotare che la ragazza per la quale perde la testa il medioman protagonista del film è Zooey Deschanel, la commessa di cui si innamora l'agghindato di verde Will Ferrell in Elf, segnaliamo un'apertura fantastica, con i titoli di testa che scorrono sulla meravigliosa canzoncina dei delfini, ed un Sam Rockwell che modella il suo presidente decerebrato su una parlata che sbeffeggia alla grande George W. Bush. Giudizio: ![]()
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Le guerre stellari di un buon uomo di una cittadina inglese (Martin Freeman, The Office), la cui vita viene spazzata via, assieme all'intero pianeta, per far spazio ad un'autostrada a favore dell'affollatissimo traffico spaziale. L'alieno tramuffato da umano che lo salva (Mos Def, The Italian Job), seguendo le regole del manuale di sopravvivenza del titolo, lo fa approdare per puro miracolo di probabilità sull'astronate auto-rubata dal presidente della galassia Zaphod (Sam Rockwell, Confessioni di una mente pericolosa), determinato a scovare la domanda fondamentale dell'esistenza che il più enorme ed antico computer mai esistito, Pensiero Profondo (o meglio, Deep Thought, simpatica assonanza col famoso cult del porno), ha commissionato ad un suo collega: il tutto per ottenere ulteriore fama più che per interesse intellettuale. Sballottati da una parte all'altra dell'universo ed inseguiti dal lato oscuro - e tonto - della Forza, dei mostri di burocrati petulanti che vogliono proteggere il presidente dai suoi rapitori (ossia da sé stesso), scopriranno quanto furbi possano essere i topolini bianchi.









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