Sapete x caso il nome dell'attore che interpreta il figlio di tom ryan!?
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| Incassi al 30/08/2010 |
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| Scary Movie 4 |
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| Scritto da Cine Zone | ||||||||||||||||||||||||||||||||
| Lunedì 24 Aprile 2006 16:31 | ||||||||||||||||||||||||||||||||
Recensione di ALBERTO DI FELICE Ecco arrivato il quarto capitolo della famosissima, celebrata e parimenti sdegnatamente condannata serie. Il veterano del genere comico-demenziale David Zucker si avventura nel secondo personale titolo, tenendo fede all'azione di trasformazione iniziata con la sua venuta: se i due film dei fratelli Wayans si limitavano a riprendere un horror (nel primo, Scream; nel secondo, Haunting – Presenze) o al massimo due nella trama, spruzzandoci dentro qualche altra reminiscenza accompagnata da un umorismo immediatissimo ma a suo modo assolutamente irresistibile (se dite che non avete riso di gusto durante la visione del primo, state spudoratamente mentendo), il terzo Scary Movie ha inaugurato un percorso programmatico di macina-blockbuster (si parte sempre dall'horror, ma il genere non ha più importanza) del periodo di riferimento, con puntatine pepate alla cronaca extra-filmica.Così le videocassette della giornalista Cindy Campbell (Anna Faris che può tornare al suo biondo naturale in omaggio a Naomi Watts, pur non potendo il suo personaggio rinnegare il cognome dell'originaria eroina d'ispirazione alla saga) si incontravano con gli alieni del prete spretato di Charlie Sheen, il cui fratello minore (Simon Rex, qui in un flashback/parodia di Million Dollar Baby) adorava le gare rap alla 8 Mile. E il sacerdote baby-sitter del piccolo Cody (Drew Mikuska, qui presente solo in foto: mamma Cindy l'ha mandato alla scuola militare) accendeva le candeline per preparare una romantica serata d'intimità col sorvegliato come molti veri intonacati si era scoperto eran soliti fare in quel di Boston ed altrove. In questo Scary Movie 4 il riferimento all'attualità viene per primo dal presidente USA Leslie Nielsen, tornato dopo aver massacrato la memoria di Madre Teresa (ve li ricordate i Mother Theresa Awards?), che continua a combinar casini in presenza di vaste platee: stavolta si diverte a dir barzellette «Ci sono un indiano, un giapponese, etc» di fronte all'assemblea delle Nazioni Unite prima di denudarsi e denudare col laser l'intera sala. E ci dice, come Michael Moore ma forse prendendoci di più, cosa pensava Bush quando, durante l'incontro/lettura con una classe elementare, gli è stata comunicata la crisi: voleva sapere come andava a finire la storiella del libro! L'ossatura prevede l'incontro di tre film principali, oltre che varie gag qua e là. Il primo è quello che, come al solito, fa arrivare gli alieni: stavolta tocca al padre che lavora al porto, Tom Ryan (Craig Bierko, Cinderella Man), affrontare dei tripodi (i triPod) sbucati da sotto terra e mettere in salvo i figli. Caso vuole che la sua abitazione nel quartiere dove nessuno ha un'asciugatrice sia proprio di fianco a quella in stile orientaleggiante di una vecchia bisognosa di assistenza. La poco competente assistente sociale che viene mandata è ovviamente Cindy, e fra i due è colpo di fulmine. Nella casa c'è il fantasma del bambino pallidiccio, che comunica (in una conversazione in giapponese sottotitolato, interamente basato su marchi famosi o cibo) alla ragazza la via per la soluzione dell'enigma. L'enigma è quello dell'enigmista, che apre il film e le sue torture divertendosi con Shaquille O'Neal ed il Dr. Phil (per chi non è familiare, una specie di Morelli – avete presente Costanzo tutte le mattine? Ecco, quello lì – americano, giusto un po' più grasso e pelato). Insomma, se considerate qualche altro innesto come la deviazione in un villaggio/comunità dell'ottocento e ricordi di due cowboy neri e gay nelle montagne del Wyoming, il meccanismo è quello del precedente: tutto si incastra e alla fine ha un senso persino compiuto, per quanto possibile. La serie degli Scary Movie, così impostata, potrebbe andare avanti all'infinito: basta ingegnarsi ad incastrare i film usciti nell'ultimo anno e un'ora e dieci di durata sono assicurate, per un verso o per l'altro. Gli ultimi cinque prima dei titoli di coda, come in questo caso, potete riempirli con una presa in giro del protagonista di una delle pellicole dell'ossatura: Bierko/Cruise parla con una conduttrice di colore (Oprah, se vi serve il chiarimento) dichiarando con tutto l'entusiasmo di cui è capace l'amore per la sua amata. E non solo la serie potrebbe ma, diretta dall'intelligenza comica di Zucker, meriterebbe di andare avanti. Giudizio: ![]()
Commenti (3)
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