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| Mission: Impossible III |
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| Scritto da Cine Zone | |||
| Lunedì 15 Maggio 2006 12:37 | |||
Titolo originale: Mission: Impossible IIINazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Azione Durata: 126' Regia: J.J. Abrams Cast: Tom Cruise, Philip Seymour Hoffman, Laurence Fishburne, Ving Rhames, Sasha Alexander, Jeff Chase, Billy Crudup, David De Simone, Michelle Monaghan, Keri Russell Produzione: Tom Cruise, Paula Wagner Distribuzione: UIP Data di uscita: 5 Maggio 2006 Trama: Ethan Hunt sta per sposarsi con la bella infermiera Julia e ha deciso di ritirarsi dalla squadra operativa della I.M.F. per dedicarsi solo all'addestramento dei nuovi agenti. A farlo tornare in azione interviene però lo spietato Owen Davian, un trafficante di armi implicato nello spionaggio internazionale. L'agente Hunt, insieme ai compagni Luther, Declan, Zhen e Lyndsey, si trova così a inseguire tra Roma, Shanghai e gli Stati Uniti un pericoloso ordigno che potrebbe sconvolgere le sorti del pianeta. Tuttavia, la sua vera missione è quella di conciliare il mestiere di agente segreto e il suo rapporto con Julia che ignora la sua vera professione. (Yahoo) Recensione di ALBERTO DI FELICE J.J. Abrams, nome da romanziere di fantascienza. Chi scrive non ha mai visto una puntata di Lost o Alias
e quindi si è trovato per la prima volta a dover giudicare il suo
operato. Televisione e cinema possono avere molto o poco da spartire, a
seconda dei casi: Spielberg, ad esempio, ha iniziato dirigendo un tv
movie che poi è stato distribuito come film in regola per le sale
cinematografiche, quindi nulla è precluso. Infatti usare la provenienza
del regista assoldato da Tom Cruise per demolire M:I-3 sarebbe
disonesto e anche poco sensato, quindi andiamo per ordine. La terza
puntata delle avventure dell'agente Ethan Hunt esordisce con un
cliffhanger: l'agente dell'IMF è messo di fronte alla moglie Julia
(Michelle Monaghan: è pettegolezzo echeggiante ovunque che abbia avuto
la parte per la sua somiglianza con la signora Katie Holmes in Cruise,
ma a guardarla penseremmo più ad un tipo alla Liv Tyler, senza la
bellezza complessa di lei).
Verrà uccisa se, prima che il conto arrivi
a dieci, Ethan non rivelerà al cattivo Davian (Philip Seymour Hoffman,
saprete già, premio Oscar per Truman Capote – A sangue freddo)
dove si trova la zampa di coniglio, aggeggio di importanza assoluta che
ovviamente non sapremo mai cos'è. Come inizio non c'è male; quindi
segue un ritorno indietro. La stupenda Thandie Newton di M:I-2
non esiste più e al suo posto c'è una ragazza acqua e sapone, che
lavora in ospedale, della quale l'agente è follemente innamorato: che
voglia sistemarsi e mollar tutto? La sposa, ma la normalità non esiste
per uno che fa il suo lavoro e si fa credere un ingegnere del traffico.
La nuova missione è recuperare una agente sequestrata a Berlino (Keri
Russell da Felicity, altra serie di Abrams), che lui ha
provveduto personalmente ad addestrare e a raccomandare, ma questo è
solo l'inizio. Quello da acciuffare è il cattivo incontrato in apertura
ed il luogo è la Città del Vaticano: Hunt ed uno dei suoi nuovi
co-squadristi (Jonathan Rhys Meyers, Match Point)
si camuffano abilmente da corrieri DHL (fortuna che abbiamo assistito
alla versione italiana: non sarebbe stato piacevole, probabilmente,
sentirli con le loro vere voci tentare di instaurare un po' di caciara
romanesca dimenando le mani come in tutto il mondo sanno siamo famosi a
fare. Affettuoso tributo alla visceralità nostrana o allegra presa per
il sedere vendutaci con le dichiarazioni d'amore per Roma? Facciamoci
del male) per introdursi nelle mura vaticane (che in realtà sono la
Reggia di Caserta) e rapire il biondo. La cosa interessante che
apprendiamo in queste fasi è come nascano le famose maschere in grado
di trasformare questi agenti in chiunque: rimane il fatto che sarebbe
stato più pratico portarsela già pronta prima di iniziare, la maschera,
ma evidentemente arrivando in Italia anche l'IMF abbraccia la nota
efficienza italica. Quanto al resto c'è poco da dire: esplode un po'
tutto e ci si sposta fino ad arrivare, senza un vero motivo, a Shanghai
dove si concluderà tutto. Questo M:I tenta di darsi consistenza in
due modi: il primo è dar risalto all'aspetto privato di Hunt, dandogli
un affetto, una famiglia, e mettendolo in pericolo; l'altro è, in un
sussulto di impegno politico, spiegarci quanto siano cattivi i servizi
segreti americani, che come potrete immaginare favoriscono l'ingresso
di armi negli stati canaglia per aprir la strada ad interventi militari
e susseguente ri-costruzione/sfruttamento delle risorse in loco.
Potenzialmente lodevole sia l'una che l'altra via di riscatto, ma: la
vita privata (leggasi Monaghan) è totalmente inesistente, anche perché
i personaggi non hanno nessun tipo di spessore (e dunque la recitazione
si arresta per tutti sul mediocre); l'impegno politico, messo in una
conversazione risolutiva di due minuti, è una boutade di una banalità
sconvolgente. Tutto il resto è noia, girata certamente con competenza,
che consegna il carrozzone stabilmente nella pasta del più assoluto
sfruttamento commerciale: il circo è iniziato così, certo, ma almeno a
domare il leone Cruise, divo che non ci è affatto antipatico ma che è
senz'altro un esaltato, c'erano almeno Brian De Palma e John Woo.
Entrambi si erano prostituiti col gusto a loro proprio, avevano portato
i propri vezzi e non a tutti son piaciuti, ma almeno hanno osato
facendoci credere nelle impossibilità di Mission: Impossible;
Abrams non ha dovuto prostituirsi perché è stato chiamato a fare quello
che ha sempre fatto. E con questo dobbiamo purtroppo tornare alla
riflessione che avevamo promesso di tener da parte: se vi piace Alias, probabilmente vi piacerà anche questo.
Giudizio: ![]()
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Titolo originale: Mission: Impossible III
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e quindi si è trovato per la prima volta a dover giudicare il suo
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seconda dei casi: Spielberg, ad esempio, ha iniziato dirigendo un tv
movie che poi è stato distribuito come film in regola per le sale
cinematografiche, quindi nulla è precluso. Infatti usare la provenienza
del regista assoldato da Tom Cruise per demolire M:I-3 sarebbe
disonesto e anche poco sensato, quindi andiamo per ordine. La terza
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